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June 26, 2019

La nostalgia del mare: scatti e riflessioni per un inno d’amore

Mauro Sperandio

Mi perdonino gli autori ed anche i lettori il paragone gastronomico, ma voglio riconoscere a La nostalgia del mare la perfezione, la succulenza e la sofisticatezza di uno dei frutti estivi più amati: le albicocche. Ben maturi, d’estate, questi frutti donano a chi li gusta il piacere di aprirli e snocciolarli, saggiarne la particolare consistenza, gustarne la dolcezza e farsi – con falso candore – sorprendere dalle note acidule. Se durante la bella stagione le albicocche donano grandi soddisfazioni a chi le mangia, anche durante l’inverno, in forma di marmellata o essiccate, esse donano bocconi di caldo sole e nuove inaspettate sfumature organolettiche. Il fenomeno albicocca porta con sé un noumeno che spazia tra il lussurioso e il romantico, il divertente e il rilassante, il desiderabile e il nostalgico: inno all’estate, in ogni momento hanno il potere di amplificare o rievocare il piacere di questa stagione.
 Così come le albicocche , le spassose (con rispetto parlando) e dotte riflessioni dello scrittore austriaco Alois Schöpf e le fotografie del regista e fotografo Erich Hörtnagl regalano al lettore scorci d’estate, aprendo finestre sul mare, sulla spiaggia, su chi la frequenta e il “teatro delle vacanze” anima.
Incontriamo Erich Hörtnagl, che nei suoi scatti ha celebrato l’amore per Jesolo e l’Alto Adriatico.

Laguna di La Barena, Jesolo_p124_© Erich Hörtnagl

Scusi la considerazione personalissima: trovo che l’estate sia una stagione di troppo sole e grandi sudate, già per questo volgare. La scelta del bianco e nero crede doni “pulizia” a quanto da lei ritratto?

No, non direi “pulizia”, ma piuttosto che il bianco e nero conferisce al soggetto una sorta di astrazione, una alienazione brechtiana. Questo dispositivo stilistico col suo effetto grafico mi serve a rompere la colorata riproduzione della realtà, con lo scopo di ispirare lo spettatore a riflettere. Il lavoro di rimozione del colore e di stilizzazione (cioè lontano dalla realtà one-to-one) è per me un invito alla riflessione su ciò che è rappresentato e il suo messaggio. Voglio stimolare un dialogo con le mie foto, un incontro. Sole e sudore non sembrano volgari a noi del Nord, ma sono qualcosa che abbiamo desiderato per tutto l’anno. Abbiamo sete di vitamina D, che ci manca tanto.

Lido di Jesolo_p55_© Erich Hörtnagl

Quello delle vacanze al mare è un rito, che si rinnova di anno in anno. Pensa che esse assumano una qualche forma di sacralità?

Un rituale ha sempre qualcosa a che fare con uno ”stato di eccezione” e dunque con qualcosa di “sacro”. Ci si prepara per tutto l’anno, si è colmi di desiderio per questo “time out”, un momento in cui si vuole mettere da parte la vita quotidiana e dedicarsi ad altri “valori”. Anche se ciò significasse solo leggere un libro sulla spiaggia in pace. Celebriamo questa settimana o due di vacanza come qualcosa di straordinario. Effettivamente, quando si vede con quale quasi religioso zelo la gente si accosta alle vacanze, si potrebbe dire che questo breve periodo di vacanza abbia qualcosa di “sacro”. Ciò, tuttavia, dipende molto da quali aspettative e disposizione si nutrono quando si entra in questo “stato di eccezione” e da ciò che si ricava da esso, ovvero come si gestisce la possibilità di “trovare la felicità”.

Il mare, soggetto d’infinita ispirazione per tutte le arti, è diventato lo sfondo di più o meno tonici selfie. Con quale spirito si è avvicinato a questo monumento naturale?

Ci siamo chiesti chi siano i milioni di persone che eleggono come luogo del loro desiderio (di vacanza) Jesolo e la regione dell’Adriatico settentrionale e cosa li attiri di questi posti, tanto da visitarli ancora e ancora ogni anno. Ma anche chi sono quelli chi promettono di esaudire questo desiderio, i padroni di casa. Cos’è una ”destinazione di desiderio”? Cosa spinge le persone a cercare la felicità e un “miglior vivere”? Questo complesso di idee è diventato il fulcro del nostro libro ed è stato decisivo per esaminare e confrontarci artisticamente con la “Mammutbadewanne”, la “mastodontica vasca da bagno”. Ciò ha dato al nostro lavoro una struttura intellettuale e ha mostrato la direzione da prendere per tutte le decisioni in merito al metodo, allo stile, alla forma e al messaggio di lavoro. Cosi, le mie foto potrebbero essere descritte come riflessioni sulla felicità (sull’Adriatico), che si trovano in equilibrio su una sottile linea di demarcazione tra l’atteso e l’esperienza. Momenti di felicità che, lo sappiamo, sono spesso di durata molto breve. Per questo i miei scatti descrivono solitamente il momento prima, quello che anticipa, il desiderio, la disposizione a. O quelli di dopo: il silenzio, il dissolvimento, il rilassamento. Tutto ciò implica un passo successivo: la nostalgia di ricordare, la nostalgia sincera di rivivere questo momento felice e, dunque, la malinconia. È una dipendenza. Si tratta forse di una droga?

Lido di Jesolo_p200_© Erich Hörtnagl

Al mare i fotografi professionisti, con la loro delicata attrezzatura, sembrano volerci essere, ma senza sporcarsi. Con quale distanza (o coinvolgimento) si è dedicato al tema di questo libro?

Quando lavoro con la macchina fotografica sono nel bel mezzo dell’azione, mai nascosto – al contrario: mi piace mostrarmi e di solito mi metto in contatto con i miei “attori”. Come regista e produttore cinematografico sono abituato a questo. La persona ritratta è un partner del lavoro. È una ”relazione d’amore” che spesso divampa (lampeggia) per pochi momenti. Un incontro e, di tanto in tanto, un breve dialogo. La mia attrezzatura è robusta, visibile a tutti: non ho paura di ”sporcarmi” e di ”confrontarmi col tema” (senza esporre l’attrezzatura al rischio di danneggiarla, ovviamente!). Le mie foto e il nostro libro sono un’ode, un omaggio all’Adriatico settentrionale, ai ”cercatori di felicità” (quelli in cerca della felicità) e ai creatori della felicità (quelli che lavorano per la felicità altrui).

La macchina fotografica è una sorta di buco della serratura portatile e la spiaggia non è luogo in cui la gente si copre. È questo il luogo più adatto a soddisfare il desiderio voyeuristico del fotografo?

Il mio lavoro fotografico per La nostalgia del mare non è solo una descrizione della vita turistica sulla spiaggia, ma anche dell’entroterra, della “stagione morta”, dei monumenti storici e culturali e dei vari paesaggi urbani della regione, dell’architettura di Jesolo, del personale degli alberghi (quelli che lavorano per la felicità altrui) e della gente del posto, i locali. In breve, un’amorosa/amabile esplorazione artistica di un argomento che abbiamo posto come obiettivo della nostra indagine. Le foto non sono in alcun modo denigratorie, ma ritraggono l’essere umano così com’è, senza maschere. Io non svelo nulla, ma descrivo, desiderando invitare lo spettatore a riflettere, per entrare in un dialogo che è tra la mia personale visione delle cose e le esperienze di chi guarda. Nessuna traccia di intenzioni voyeuristiche! Questo tipo di fotografia istantanea non mi interessa. Le mie foto non sono nemmeno documentazione o reportage della vita da spiaggia, ma riflessione e stimolo alla riflessione; da qui l’alienazione in bianco e nero e le atmosfere spesso quasi surreali.
Non faccio mai foto “dal buco della serratura”, ma mi mostro apertamente, spesso anche a distanza ravvicinata. Altrettanto spesso inizio un dialogo con i miei ”attori e temi” sul mio progetto, in questo caso un libro sulla felicità sull’Adriatico.

Lido di Jesolo_p66_© Erich Hörtnagl

Non posso non notare come nei suoi scatti il sedere, con la sua opulenza, trovi un’onorevole celebrazione. È la spiaggia il luogo dell’abbondanza?

L’erotismo fa parte della vita – anche sulla spiaggia. È uno degli aspetti più naturali dell’incontro, sia sulla spiaggia che sulle piazze che ospitano gli eventi serali. L’erotismo è un’espressione della lussuria/desiderio, della gioia di vivere. La gioia è una parte essenziale della felicità che si spera di trovare lì. La cultura del corpo libero, l’erotico appartiene a questo ”stato d’eccezione estivo”: perché escluderla dalla mia descrizione fotografica? Cerco di descriverlo – spesso con umorismo, stimolando a riflettere e a commentare, ma senza intenzioni manipolatorie.

Oltre che affermato fotografo, lei e anche regista cinematografico e teatrale. Ambienterebbe al mare una delle sue opere? Che tipo di storia le piacerebbe raccontare?

Sì, oltre che fotografo lavoro come regista e produttore cinematografico in Svezia e in tutta l’Europa, con lungometraggi per il cinema e la TV, serie televisive e documentari.
Fotografia e film vanno di pari passo, ma – essendomi formato come pittore e scultore all’Accademia d’Arte di Vienna – anche la pittura ha una forte influenza nel mio lavoro.
Anni fa ho realizzato un film d’essai destinato a vari canali televisivi europei sul ballo liscio a Rimini e ho in mente da lungo tempo con un progetto di lungometraggio ambientato sulla costa adriatica e dedicato ad una coppia “eccezionale” di ballerini professionisti di liscio, genere musicale e stile di ballo affascinante e popolare, che unisce la musica austriaca ed italiana. Tuttavia, a questa fase del progetto, non posso assolutamente raccontarvi di più!

Erich Hörtnagl, Alois Schöpf, La nostalgia del mare,  ed. Edition Raetia, Bolzano 2019.

Foto: © Erich Hörtnagl

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