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March 30, 2012

Strage di Bologna: a Chiusa, Io sono testimonianza

Lucia Munaro

Non solo è ufficialmente uno tra i “borghi più belli d’Italia”. La cittadina di Chiusa nella Val d’Isarco vanta anche un museo civico attento al presente, piuttosto che mero raccoglitore di tesori, peraltro preziosissimi, del passato. Accanto alla collezione unica del tesoro di Loreto, ancora una donazione della regina di Spagna Maria Anna (1667-1740), ospitato nell’antico convento dei Cappuccini risalente alla medesima epoca, il museo fa sempre più parlare di sé per le importanti mostre temporanee che vi transitano annualmente.

Dopo il progetto Open city museum (vincitore di un premio speciale alla recente KunStart 2012) che indagava con le foto di Giovanni Melillo Kostner la realtà migratoria nel territorio, il museo civico di Chiusa torna a esporre una mostra fotografica di rilievo sociale e politico, che ha per fulcro questa volta il dramma della strage terroristica compiuta alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. La raccolta storico-fotografica racconta attraverso testimonianze fotografiche e scritte di otto sopravvissuti (foto di Martino Lombezzi e testi di Cinzia Venturini) il cruento attentato di matrice fascista, che provocò la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200, e sarà inaugurata questa sera alle 20 nella sala Dürer del museo alla presenza tra gli altri del direttore dell’Istituto storico per la resistenza di Bologna (Isrebo) iniziatore della mostra e di Sonia Zanotti, una altoatesina sopravvissuta alla strage. La mostra, allestita per il trentennale del feroce episodio e ora per la prima volta nella nostra regione, descrive il percorso d’impegno civile che ha portato alcuni dei feriti di allora a rendere pubblica la  propria esperienza di dolore per contribuire a costruire e tramandare la memoria della strage, l’atto di barbarie più sanguinoso nella storia italiana del dopoguerra. “Io sono testimonianza”, questo il titolo dell’esposizione che resterà aperta presso il museo di Chiusa fino al 21 aprile con orario da martedì al sabato dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.

Pubblicato su Corriere dell’Alto Adige del 29 marzo 2012

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