Culture + Arts > Visual Arts

May 27, 2022

Michela Eccli e il suo mondo
onirico e luminoso

Francesca Fattinger

Scaraventata sulla terra da un altro pianeta,
ha un superpotere che è anche un fardello
un grande radar che assorbe su di sé, senza filtri,
il sentire degli altri.
La Gigante ha una missione da compiere 
su questa terra.
 

Non potevo che cominciare così questo articolo su Michela Eccli:  immergendovi fin dalle prime righe nel suo mondo e attraverso le sue parole guidarvi a conoscere il suo modo di lavorare che è anche il suo modo di vivere: fatto di curiosità, di libertà, di fantasia, di colori, di gesti, di composizioni, ma soprattutto di “ascolto”, quello vero, quello raro, quello che se si è esercita troppo può diventare complesso da gestire ma che è il solo in grado di connetterci davvero a un dimensione più profonda e più vera. 

Michela è un’artista multiforme ed eclettica che lavora nei settori dell’arte visiva, della fotografia, dell’illustrazione, della grafica, della didattica e che combina i differenti media e linguaggi che ne derivano in modo originale e personale. Solo affacciarsi al suo mondo ti ricarica di fantasia e di vitalità. Ricordo ancora con grande chiarezza il giorno in cui sono entrata nel suo studio, ad abbracciarmi c’era un corteo in festa di personaggi colorati alle pareti e un tappeto giallo, di un giallo esplosivo e accogliente allo stesso tempo: quando penso a Michela ormai tutto è invaso da quel giallo. 

michela eccli nel suo studio

È su quel tappeto che abbiamo chiacchierato: di diversità, di dolori trasfigurati in energia luminosa, di intrecci tra linguaggi artistici, in particolare fotografia e disegno, di esperienze di didattica e di progetti passati e in corso tra mondo dell’editoria e dell’arte ed è da lì, da quel punto di vista originale, che abbiamo osservato le grandi tele appese alle pareti. È proprio da loro che voglio cominciare, dalle sue “divagazioni oniriche” su tela. 

michela eccli 3

Si potrebbe passare delle ore a decifrare queste tele, un intreccio di storie l’una dentro l’altra, nate dalla spontaneità del gesto che Michela, attraverso una sorta di scrittura automatica del segno, ha trasformato in figure: i movimenti del corpo liberi come atti di puro piacere creativo sono diventati spunti per nuove trame, nuovi personaggi e nuove storie.

Un processo cominciato durante il periodo di oppressione del lockdown per lavorare su se stessa in una sorta di trance creativa, legata anche alle esperienze vissute di sciamanesimo e meditazione, per accedere a un mondo onirico in cui niente è impossibile: animali che si mischiano, esseri bizzarri che incontrano lettere sospese nello spazio, come vagiti di una comunicazione primordiale, croci sparse che connettono cielo e terra e pulviscoli celebrali fatti di punti fitti che connettono gli esseri di questi mondi colorati. 

Un’occasione per l’artista ma anche per chi si trova a “leggere” queste opere, come storie ricche di dettagli e di elementi simbolici, di allenarsi a uno sguardo più attento e sensibile; sono una palestra in cui si re-impara uno sguardo bambino, curioso, vivace e che vuole a tutti i costi trasgredire a quelle regole così pesanti e soffocanti per sconfiggere gli stereotipi e proporre nuove strade. Non è facile entrare in contatto con il proprio immaginario, non è facile innanzitutto averne uno così ricco, vitale e dinamico e questi lavori, in cui Michela passa da strumenti calligrafici a tecniche miste con colori a china, tempera e acrilico, rappresentano il suo modo per entrarci intimamente in contatto e farlo emergere con spontaneità e libertà. 

1 città- michela eccli-legumi

Un approccio il suo da sempre sperimentale in cui la fotografia, da analogica a digitale, e il disegno spesso si incontrano e si mischiano, annebbiandone i confini. Come nei suoi bellissimi progetti editoriali dedicati al mondo dell’infanzia in cui fin da “Sempre capricci”, pubblicato da Erickson per ben 6 ristampe, l’errore è accolto e il colore esce dai bordi per imitare la spontaneità e l’imprecisione dei bambini più piccoli. Un’altra sua pubblicazione che mi ha affascinato è “Les légumes, quelle avventure!”, edito da Rue de l’Echiquier, una storia per avvicinare bambini e bambine alla ricetta di una zuppa di verdure in modo originale e divertente. In questo ultimo caso emerge la potenza della sua fotografia still life. La sua carriera, da responsabile dell’ufficio grafico per diversi marchi famosi dell’Alta Moda come Tod’s, Hogan, Fay, Web e Acqua di Parma, l’ha portata poi al lavoro da insegnante all’Accademia di Belle Arti di Verona e al Liceo d’Arte di Trento e Rovereto, trasformando il suo approccio alla fotografia nei lavori più recenti per dar vita a quelle magie che solo i bambini sanno rendere reali. Come nel caso del progetto “La casa” in cui l’artista reinventa di volta in volta una casa diversa costruendola con oggetti del suo quotidiano, per raccontare storie e come dice lei “suscitare la leggerezza di un sorriso e il bagliore di un pensiero”. 

michela eccli humanitas

Molto di ciò che ha caratterizzato il suo continuo e mai concluso sperimentare tecniche, materiali e idee confluisce nel lavoro intitolato “Humanitas”: un libro lunghissimo che diventa una scultura nello spazio, una storia che corre nello spazio su un libro a leporello che esplora il tema della vita. Una vita che si presenta divisa in fasi di trasformazione e che si possono sfogliare ed esplorare dall’infanzia fino alla vecchiaia: un racconto per fotografie, figure e segni che vuole mettere in scena il cammino che ogni essere umano percorre nella sua esistenza. 

Eccli_01 contorno

Attualmente, in parallelo ai disegni automatici che vi ho raccontato sopra, la sua ricerca si rivolge anche alla ritrattistica fotografica di adolescenti: un altro campo di indagine in cui si avvicina a questa età di trasformazione e di ricerca di identità spesso offuscata. Un modo per portarne alla luce la bellezza e la poeticità attraverso l’elaborazione fotografica delle fotografie con la pittura materica digitale. 

michela eccli_Sofia 1250 pix

In occasione della festa del “Fiume che non c’è” che anche quest’anno, dal 10 al 12 giugno, colorerà con concerti, mostre, spettacoli, letture, presentazioni, laboratori, danza e cibo, il quartiere di San Martino a Trento, il libro Humanitas sarà esposto con i disegni originali presso la Bookique, in via Torre d’Augusto 29, in una mostra curata da Camilla Nacci. Una splendida occasione per conoscere Michela Eccli e vedere dal vivo la sua arte!

Foto di Michela Eccli

Print

Like + Share

Comments

Current day month ye@r *

Discussion+

There are no comments for this article.