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January 4, 2021

L’utilità dell’inutile #08: In natura, né ricompense né punizioni: solo conseguenze

Michil Costa

Non uccidere i laghi alpini, la pernice bianca, il silenzio. Non soffocare il fischio del camoscio. Lascia in pace il capriolo accovacciato sotto l’antico larice. Tra pochi mesi rifiorirà la genziana blu notte, non coglierla per abbellire le tue pareti Ikea: di natura, sei fatto, uomo! Te lo sei dimenticato? E ora fermati. Accanto a te c’è un altro uomo. Incontralo. Ma se quel tuo simile per ignobili interessi di parte non controlla il consumo del suolo, che in montagna non vale meno che in pianura, non farlo assessore allo sviluppo del territorio. E se quello porta in tribunale chi dice che le mele sono avvelenate, non dargli lo scranno all’agricoltura. E se insiste sulle scuole italiane divise da quelle tedesche, sappi: non ha cultura, e allora vuoi farlo capo della cultura?  E chi permette agriturismi con lo speck di plastica e pseudo rifugi con piscine e spa a 2.000 metri, non votarlo, e se lo hai fatto, sfiducialo. Indignati, ribellati. E a chi non apre bocca quando quei disgraziati, che potrebbero essere il sostegno della nostra vecchiaia, affondano, non lasciarlo al potere.

Che disastro l’uomo: eccolo lì indaffarato e spietato a buttar giù case antiche e storiche, per costruire seconde case e centri commerciali, autentico scompiglio della folle umanità montana. Che disastro l’uomo che vuole solo bei paesini finti, privi di ogni identità storica e culturale, trasformati in anonime destinazioni turistiche. E quando finirà questo tempo thaumazein, questo turbamento-stupore che ci sconvolge, ci affascina e ci spaventa, verrà ancora il tempo nel quale saranno presi d’assalto hotspot per cliccarsi in un selfie, instammagrando e retwittando un secondo non vissuto? E ancora, come prima e più di prima, arriveranno auto e moto sui passi in montagna, e ancora ci sarà il rombo infernale fin sulle cime a 3000 metri, apoteosi del turismo pornoalpino? Chissà.

Ma tu uomo giusto, incontra l’altro uomo giusto, sorridi all’uomo pio, sostieni l’umile coraggioso che ha sete di conoscenza. Sii solidale e bello, perché, si sa: l’amore finisce dove finisce l’arnica, l’acqua, il silenzio. E quando svanendo la Marmolada resterai, in un freddo gelido che ti accompagna in un’eterea vaghezza, sospirando nel sempre più vasto Paese guasto, dimmi, chi ammirerai tu, uomo giusto? E chi ucciderai tu uomo folle quando una lieve foschia discioglie gli alberi ma sotto quell’albero l’ultimo capriolo te lo sei mangiato? E dimmi caro uomo, fratello e sorella di valle, potrebbero tornare a essere belle, senza noi esseri umani strani e folli, queste montagne benedette? E per chi? Forse per quei giovani, quelle nuove generazioni che, alla frenesia del consumo, preferiscono riavvicinarsi alla natura immaginando, anzi pretendendo un mondo meno snaturato.

 

Immagine: Caspar David Friedrich, via Wikimedia Commons

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