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April 13, 2019

Maurizio Corradi: a Egna una personale per immaginare

Mauro Sp
Il Kunstforum di Egna ha in programma dal 13 al 27 aprile 2019 una personale dell'artista trentino Maurizio Corradi.

In ambito letterario si definisce letteratura di consumo quella produzione pensata per soddisfare le  esigenze e le aspettative del mercato, “facendo grossi numeri” a dispetto, ma non sempre, della qualità della scrittura e della originalità delle idee che essa veicola. Come sottoinsieme di questo ambito si ritrova un genere definito letteratura d’evasione, che si occupa temi e ambientazioni lontane dalla realtà e offre al lettore la possibilità di svagarsi in un luogo (letterario) lontano dal quotidiano.
Il lavoro artistico di Maurizio Corradi, artista trentino attivo internazionalmente da più di quarant’anni, trova un efficace metafora nella forma alta, e dunque lontana dalle seduzioni del mercato, di quella letteratura che ci conduce a spasso per mondi distantissimi o addirittura nell’utopia. In quel genere, dunque, che ci libera dal preconcetto e dalla sedentarietà del senso critico. Nel paradosso o nella follia le sue sculture danno allo spettatore la possibilità di immaginare e riflettere, augurandosi o non augurandosi scenari personalissimi o assoluti. Una salvifica ironia e la capacità di produrre una sorta di letteratura plastica rendono il lavoro di Corradi un’interessante occasione per ritrovare sé stessi anche in luoghi in cui non si è mai stati.

A pochi giorni dall’apertura di una sua personale ospitata dal Kunstforum Unterland – Galleria della Comunità Comprensoriale Oltradige Bassa Atesina ad Egna, incontriamo l’artista.

Pittura, grafica, arte multimediale e performance: la sua carriera l’ha vista cimentarsi con differenti mezzi artistici. In che modo essi hanno risposto al suo bisogno di esprimersi?

Fare arte è come viaggiare con la macchina del tempo, frequentare il passato o avventurarsi nel futuro. Farsi infinitamente piccoli per entrare negli atomi delle cose o immensamente grandi da occupare l’intero universo. Spaziare dalla letteratura colta alla fantascienza, farsi invadere dal mondo e dai fatti del quotidiano o dalle immagini cinematografiche. Esprimersi artisticamente è per me soprattutto immaginare un nuovo mondo, prevedere il futuro.

Nelle sue opere non manca una vivace ironia. Quale funzione riconosce a questa disposizione dell’animo?

L’ironia è lo strumento che permette di distaccarsi dalla supponenza di avere una verità assoluta sulla natura del mondo, sulla ragione di fare arte ed esprimere così la sua vera essenza. GIOCO.

Crede che negli artisti sia diffusa l’idea di essere detentori di un sapere superiore?

Personalmente mi tengo distante dal dire che la mia è un’arte assoluta e vera. Tra le opere che espongo e i loro titoli c’è uno spazio vuoto: quella è la vera arte. La verità è ciò che sta in mezzo, ma la verità è irraggiungibile. Anche in passato ho ironizzo spesso su alcuni movimenti artistici, impiegando precisi elementi stilistici contraddicendoli e banalizzandoli; un po’ come ha fatto la pop-art, rendendoli popolare e massificati. Viceversa, mi è capitato di prendere degli elementi kitsch ed elevarli a un significato più alto.

Alcuni suoi lavori rievocano piccoli mondi: sono essi immaginari, vivi nel suo pensiero o da lei auspicati?

Creare nuovi mondi  è una vocazione che viene dalla letteratura fantascientifica ma anche dai luoghi immaginari di Luis Borges, delle sue finzioni e inquisizioni. Ogni oggetto è un piccolo mondo una scatola cinese che contiene a volte più sensi, che dialoga col suo titolo spesso contraddittorio.

maurizio corradi

C’è una sua opera in cui vorrebbe poter entrare o da cui vorrebbe fuggire?

Vorrei entrare nel Nido dell’uomo, fuggire da tutti i confini, vecchi e nuovi.

L’idea e l’applicazione del concetto di confine seducono l’umanità con l’idea di starsene al sicuro. In che cosa lei trova sicurezza?

Nell’essere libero di esprimermi artisticamente, pur tenendo presente i confini assoluti, cioè quelli della nascita e della morte.

Posso chiederle di suggerirmi il titolo di uno o più libri per lei significativi?

Homo Ludens di Johan Huizinga; Io Robot di Isaac Asimov; Finzioni di  J.Luis Borges.

Foto © Maurizio Corradi: 1) Cyclette per bambini obesi, 2018; 2) Il nido dell’Uomo, 2017

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