Music

April 23, 2012

Muchachito Bombo Infierno in arrivo al Black Box, inarrestabile rhumba rock

Marco Bassetti

Dalla Catalogna col furgone! Domani sera, martedì 24 aprile ore 21, nell’ambito di Upload on Tour, Muchacito Bombo Infierno arriva al Black Box di Laives in versione power-trio. Contrabbasso, chitarra e il Muchachito, capace di riunire in una sola persona grancassa, chitarra e voce. Ecco spiegato il nome, guadagnato sul campo dal nostro eroe, di “Bombo Infierno”. In un impasto originale e colorato di rock, tradizione popolare, flamenco e retro swing, la patchanka del Muchacito sta facendo il giro del mondo. La stampa americana l’ha definita “rhumba rock“. Inarrestabili, i loro spettacoli sono ormai famosi in tutta Europa. Abbiamo scambiato due parole con Jairo Perera, meglio noto come il Muchacito, uno che si è fatto le ossa, o meglio i calli alle dita, suonando come musicista di strada tra Lloret de Mar, Barcellona e Parigi.

Da dove viene il nome della band?
Il nome Muchachito proviene da una canzone messicana che io cantavo da piccolo con una banda che si chiamava Trimelon de Naranjus. Poi, dopo che ho iniziato a suonare le percussioni con i piedi e quindi la cassa della batteria (bombo in spagnolo), ecco che si cominciò a parlare di Bombo Infierno per la velocità con cui suonavo e per il fuoco che mettevo nel suonare.

Come definitesti la tua musica?
Dopo aver suonato negli Stati Uniti, la stampa americana definì il mio stile come “rhumba rock”. Questa definizione piace molto a Muchachito.

Però nello spettacolo del Muchacito Bombo Infierno non c’è solo musica. Il vostro show è famoso in tutta Europa per mischiare ritmo, monologhi, storie d’amore e di ubriachi, divertimento, risate…
Non posso dire che si tratti di monologhi. Certo parlo molto, ma del resto mi viene naturale perchè sfrutto quello che penso e che vado a suonare. È un modo di vivere la musica che cerco di trasmettere, per questo ritengo di essere molto fortunato. Faccio quello che mi piace accompagnato dai miei amici del cuore. Cerchiamo sempre di ricevere l’allegria della città in cui ci troviamo a suonare e cerchiamo di trasmettere la nostra allegria a chi ci viene a sentire. È il migliore lavoro del mondo.

C’è anche un pittore sul palco insieme a voi, Santos De Veracruz…
Santos è un grandissimo pittore, illustratore e creatore di fumetti. Ha lavorato in Spagna e Francia ed è un gran appassionato di musica e soprattutto di flamenco. A parte tutto questo, devo dire che è anche uno dei miei migliori amici d’infanzia. Abbiamo cominciato a fare musica e fumetti insieme. La sua grande vitalità e i suoi colori apportano davvero tanto allo spettacolo.

Muchacito Bombo Inferno arriva a Bolzano in versione trio, dove invece la formazione standard raggiunge fino a dieci elementi. Come mai?
Veniamo a Bolzano con tutto quello che riusciamo a portare nel furgone! Questa è la seconda volta che facciamo un tour nei club italiani, la prima eravamo solo io e Santos. Ora abbiamo aggiunto alcuni musicisti/amici e la prossima volta saremo pronti a portare tutte la banda al completo.

Qual è secondo te il miglior album degli ultimi anni?
Credo che il miglior album sia “Flores y malas hierbas” di un gruppo che si chiama La Cavalla. Un disco completo con testi meravigliosi, che vanno dalla felicità alla malinconia, e uno stile che si può definire “Copla espanola”. La Copla è un genere musicale tipico spagnolo degli anni ’40 che unisce la canzone popolare leggera al jazz.

www.uploadsounds.eu

www.unclevanja.com

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