“Aui Oi”, risalita con performance: quando un viaggio in funivia si trasforma in un’esperienza sonora

“Aui Oi” è il titolo della performance “per funivia” di Caroline Profanter e Ulrike Bernard, che con questo progetto hanno vinto il 1° premio della seconda edizione del concorso indetto dal Südtiroler Künstlerbund “Museion-SKB-Transart Prize 2013”. Per essere parte della performance, basta aspettare il 14 settembre, quando verrà presentata durante la Rosengarten Festa. Save the date.

04.07.2013
“Aui Oi”, risalita con performance: quando un viaggio in funivia si trasforma in un’esperienza sonora

Hai già preso svariate volte la funivia del Renon e, da quando è stata rinnovata e la cabina è molto più capiente e accogliente ti sei soffermato ad osservarne più dettagli di quanto non facessi prima. Magari sei un pendolare e all’involucro che ti trasporta ogni giorno su e giù, “aui oi”, non ci fai più quasi nemmeno caso. A brevissimo, invece, proprio in quello stesso abitacolo, ti capiterà di fare un’esperienza inattesa, sorprendente, avvolgente: Caroline Profanter e Ulrike Bernard, giovani altoatesine, hanno appena conquistato il 1° premio della seconda edizione del concorso indetto dal Südtiroler Künstlerbund “Museion-SKB-Transart Prize 2013”. Con il loro progetto “Aui Oi” si prefiggono di stravolgere la normale destinazione d’uso della funivia del Renon per farla divenire, in maniera del tutto inedita, un veicolo, un luogo adatto ad ospitare un’esperienza sonora, una performance artistica che si avvalga di tutta la struttura, passeggeri compresi.

Alle decontestualizzazioni e alla ricerca di luoghi insoliti che possano trasformarsi cassa di risonanza delle loro sperimentazioni sonore, le due artiste non sono nuove: nel 2004, assieme a Pia Profanter e Katharina Oberrauch hanno costituito un gruppo collettivo chiamato “Tur-bu-len-zen” e, facendo dello storico locale “Allesclub” di Castelrotto il loro quartier generale, hanno iniziato a muovere i primi passi e fare le prime esperienze in questo campo. Tutte insieme, intrecciando teatro e performance per diversi anni fin che, arrivata la stagione degli studi universitari, a proseguire lungo il cammino intrapreso sono rimaste solo in due, Carolina e Ulrike appunto. 

Ma torniamo alla nostra funivia e cerchiamo di capire in cosa consiste il progetto “Aui Oi” che – tra 38 partecipanti – ha conquistato la vetta del concorso: i passeggeri della funivia verranno accolti dal performer Daniel Kemeny, il quale li condurrà attraverso la sala verso le sei postazioni sonore allestite, presso le quali si troveranno altrettanti musicisti/performer (Caroline Profanter, Ulrike Bernard, Valeria Merlini, Jörg Zemmler, Jonathan Frigeri e Ernst Markus Stein), muniti di cuffie e dispositivi per produrre il suono. In un’esibizione della durata di due ore, verranno prodotti e registrati suoni, rumori, testi ispirati al dadaismo che coinvolgeranno i presenti in riflessioni sul futuro, sullo stato di precarietà che caratterizza l’uomo e sul cosmo. Precedentemente e in un momento separato dalla performance nella stazione di valle, le artiste avranno rilevato i rumori meccanici ed elettronici legati al funzionamento della funivia che verranno anche sottoposti ad una reinterpretazione dal vivo. “Vogliamo esprimere – attraverso i suoni – il trapasso da un paesaggio urbano, modellato dalla mano umana, alla natura incondizionata” raccontano Carolina e Ulrike.
La performance sonora avrà il suo momento topico quando i passeggeri varcheranno la soglia della cabina: durante l’intera risalita potranno infatti ascoltare, grazie a degli altoparlanti installati appositamente all’interno, i suoni dell’”Aui Oi” e vivere un’esperienza insolita, lontana dal procedere sordo e cadenzato della cabina verso la stazione di arrivo.

L’abitacolo della cabina, si è trasformato in un luogo esperienziale, dove il passeggero è chiamato a diventare protagonista della performance sonora che in esso si sta manifestando.

Nella loro installazione Ulrike e Caroline non hanno mancato di considerare il fattore luce, anzi, lo hanno interpretato e colto nel suo fondamentale valore ambientale capace di condizionare l’intera esperienza. La luce sottolineerà, infatti, il mutamento di percezione della performance da parte dei passeggeri nel loro muoversi su e giù con la funivia. Ogni contatto con il suono riprodotto sarà diverso, sarà vissuto in maniera unica e irripetibile.

Caroline e Ulrike non avevano ancora mai partecipato ad un concorso locale e possiamo proprio dire che il loro debutto è stato “col botto”. Fedeli al credo artistico che le ha fatte incontrare nel 2004, hanno scelto luoghi dove vivere e fare la loro arte diverse (Vienna e Berlino). Entrambe, però sono attive nel panorama musicale sperimentale delle loro due città di adozione, che hanno da offrire un tessuto di influenze artistiche internazionali densissimo.

Attendiamo, dunque, più che curiosi di poter diventare parte attiva del loro progetto “Aui Oi” di imminente realizzazione e di fare un viaggio sonoro ai confini della città.

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