Contemporary Culture in the Alps
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Mountains

La Casa del Parco firma il nuovo welfare alpino

La rinascita della Val Saviore tra eventi e sentieri

14.07.2026
Silvia M. C. Senette

 

A Cevo, nell’aspra e affascinante Val Saviore, in provincia di Brescia, c’è un edificio che custodisce un’anima profondamente legata ai concetti di cura e riparo. All’inizio dell’Ottocento questa struttura della Valle Camonica era la Colonia Ferrari, un rifugio in cui le operaie tessili salivano a respirare per curare i corpi logorati dalle fabbriche di cotone; più tardi sono arrivate le suore, trasformandolo in un luogo di silenzio e meditazione. Tre secoli, tre gestioni diverse e un unico filo conduttore che oggi si traduce nel più grande esperimento di rigenerazione comunitaria delle terre alte lombarde: la Casa del Parco Adamello. Questo angolo incastrato tra le vette della Lombardia orientale diventa così il simbolo di una montagna che rifiuta di trasformarsi in un museo polveroso o in un parco giochi per turisti “mordi e fuggi”.

© Monica Taglietti

Gestito da Avanzi Discover, questo spazio ha voluto scardinare le regole del classico turismo ricettivo evolvendosi e trasformandosi da punto di arrivo per escursionisti di passaggio a una vera e propria base di lancio per chi in queste valli decide di restare e investire il proprio futuro. I numeri parlano chiaro: diciannove dipendenti, in larghissima parte giovani, donne e laureati, che presto entreranno in società per dare vita a un'impresa di comunità a tutti gli effetti. In un’epoca segnata dallo spopolamento montano, trattenere competenze e stipendi tra le vette è un posizionamento preciso; un manifesto politico che dimostra come l'economia civile possa fiorire anche lontano dalle grandi aree urbane.

 
© Monica Taglietti

A muovere gli ingranaggi della Casa ci pensano Daria e Andrea, che qui vivono tutto l’anno. Ma la vera forza sta nell'ibridazione tra l'interno e l'esterno: pastori, artigiani, famiglie e aziende agricole della Val Saviore non sono semplici clienti, ma co-progettisti di un calendario di attività che nasce dal basso. Anche a tavola la filosofia non cambia: la cucina rifiuta i cliché dei menu turistici per abbracciare il ritmo stagionale e la pratica quotidiana del foraging. Nel piatto finiscono i formaggi degli alpeggi camuni e i legumi autoctoni coltivati direttamente dallo staff, come il fagiolo di Cevo e il Copafam, una varietà annuale originaria delle aree montane della valle bresciana, affiancati da una selezione di oltre sessanta etichette che celebrano la viticoltura eroica dell’arco alpino.

Luglio è il mese perfetto per scoprire questo laboratorio a cielo aperto grazie a un palinsesto, intitolato “Fuoripista”, pensato per esplorare la montagna attraverso il corpo e la cultura. Si comincia sabato 18 luglio con “Centomestieri”, la rassegna che porta i visitatori nel cuore delle realtà agricole locali. L’appuntamento è alle 9 a Cevo per spostarsi verso la località Maè, a Saviore dell'Adamello, presso l’azienda agricola L’Ampoma. Qui Valentina guiderà un piccolo gruppo alla scoperta delle piante officinali e dei segreti della distillazione, con tanto di flacone di acqua aromatica da portare a casa come ricordo.

© Monica Taglietti

Il momento clou è però fissato per sabato 25 luglio, dalle 11 alle 19, quando la Casa del Parco festeggerà i primi quattro anni dall’apertura, lo stesso giorno del 2022, con una vera festa di comunità: un bilancio pubblico e collettivo per raccontare cosa significhi generare valore in una valle alpina in una giornata di confronti, storie, visioni future, musica e buon cibo arricchita da una sorpresa speciale dedicata a chi deciderà di esserci.

© Martina Ferrari - Mirage Research
© Monica Taglietti

Domenica 26 luglio la musica salirà ancora più in quota con “Sonorobie Jazz”. Alle 11 il Dos del Curù farà da anfiteatro naturale al concerto gratuito del chitarrista Marco Pasinetti. Per i più attivi, l’appuntamento è con le guide della Casa per un trekking di tre ore che, prima di raggiungere il villaggio minerario protostorico dove avrà luogo l'esibizione, si snoda tra i boschi partendo dal Pian della Regina e superando 880 metri di dislivello.

© Martina Ferrari - Mirage Research

Per chi preferisce l'esplorazione in autonomia, lo staff ha mappato i propri itinerari del cuore su Wikiloc - Percorsi nel mondo. Si va dal “Sentiero della Consapevolezza” nella Valle di Brata, nato per comprendere l’evoluzione degli ecosistemi, fino ai percorsi più tecnici che portano ai bivacchi Ceco Baroni in Valle Adamè o Giannantonj, affacciato sull’imponenza del ghiacciaio dell'Adamello. Senza dimenticare i percorsi storici come il “Sentiero Etrusco Celtico”, con le sue incisioni rupestri, e il “Percorso della Memoria” a Berzo Demo, che si snoda tra le trincee e i fortini della Grande Guerra. Cinque chilometri di cammino nella storia per ricordare che la montagna è sempre stata un luogo di transito, di resistenza e, oggi più che mai, di grande sperimentazione culturale.

© Martina Ferrari - Mirage Research
 

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