Sotto la neve, il desiderio fiorisce: il sogno segreto della regina di Fanes

© Bisson Frères
Care viandanti, care sognatrici,
questa notte accade qualcosa di sottile e antico: non siete voi a sognare, ma è la regina di Fanes che sogna voi. Il suo respiro è quello della montagna, lento e profondo, e dentro di esso voi camminate, come figure leggere che attraversano un tempo sospeso. Siete sulle Alpi, ma non nel presente: la neve si è appena ritirata, i prati sono ancora chiusi, come se custodissero un segreto. I fiori non sono ancora arrivati, eppure, nel sogno della regina, sono già ovunque.
Non li vedete subito con gli occhi, ma li percepite. È una presenza che vibra sotto la terra, una promessa che preme, un desiderio che cerca forma. La regina vi osserva, e nel suo sguardo c’è qualcosa che somiglia alla conoscenza delle cose che non si possono insegnare. Non parla, eppure tutto dentro di voi comincia a comprendere.
I fiori che vi mostra non sono quelli che siete abituate a immaginare. Non sono ordinati, né docili, né pensati per piacere. Sono strani, irregolari, a volte quasi scomodi. Alcuni hanno petali troppo grandi, altri sembrano piegarsi controvento, altri ancora cambiano colore mentre li guardate. Sono fiori che non chiedono il permesso di esistere, che non si conformano a un’idea di bellezza già data. E allora, piano, come se qualcosa si sciogliesse, capite: il fiore non è un abbellimento del mondo. È una sua necessità.
È il modo in cui la terra desidera.
È il gesto con cui la vita si espone, si mostra, si rischia.
Nel sogno della regina, la bellezza non è mai uniforme. Non è mai una sola. È differenza, è scarto, è eccedenza. È tutto ciò che cresce anche quando non trova uno spazio già pronto ad accoglierlo. È tutto ciò che insiste, che ritorna, che si apre anche dopo il gelo.
La luna piena in Scorpione illumina questo passaggio segreto. Porta con sé una luce che non accarezza soltanto, ma attraversa. Fa emergere ciò che è rimasto sotto, ciò che avete tenuto nascosto, ciò che forse non avete ancora avuto il coraggio di nominare. E in questa luce, la regina si avvicina a voi.
Tra le sue mani tiene qualcosa che pulsa. Pensate sia un seme, ma quando lo osservate meglio, vi accorgete che non è uno solo. Sono molti, intrecciati tra loro, come possibilità che non vogliono ridursi a una sola forma. Li posa tra le vostre mani, e in quel gesto c’è un invito che non ha bisogno di parole.
Allora, nel sogno, iniziate a raccogliere.
Non fiori reali, non ancora. Ma fiori interiori, immaginati, evocati. Ne scegliete tre, lasciando che emergano senza giudizio. Il primo nasce da una parte di voi che è selvatica, indomabile, forse anche un po’ temuta: un fiore che cresce dove non dovrebbe, che rompe le linee, che non si lascia contenere. Il secondo affiora da una ferita: ha petali più fragili, forse macchiati, ma proprio per questo capaci di una bellezza profonda, che non ha bisogno di essere perfetta. Il terzo, invece, è un desiderio: qualcosa che non avete ancora detto, o che avete detto troppo piano. È un fiore che tende verso l’alto, che cerca luce, anche quando non sa se la troverà.
Li tenete tra le mani, e non cercate di aggiustarli. Li guardate così come sono: strani, diversi, forse sproporzionati. E in questo sguardo senza correzione accade qualcosa. Riconoscete che quella è la vostra fioritura. Non quella che vi è stata insegnata, ma quella che vi appartiene.
La regina osserva, e il suo sguardo è un sì.
Allora, con un gesto lento, appoggiate questi fiori alla terra. Anche se la terra, fuori dal sogno, è ancora fredda. Anche se non è ancora il tempo. E proprio lì, in questo scarto tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, sussurrate (o forse è la regina che sussurra attraverso di voi):
non rinuncio alla mia fioritura, anche quando non è ancora visibile.
Quando vi sveglierete, i prati saranno ancora spogli. I fiori, forse, non saranno ancora arrivati davvero. Ma qualcosa si sarà mosso. Avrete visto ciò che ancora non si vede. Avrete riconosciuto la bellezza come diversità, come eccedenza, come vita che non chiede il permesso.
E da qualche parte, nel regno nascosto di Fanes, la regina continuerà a sognare.
E nel suo sogno, voi continuerete a fiorire.