Intervista all’art director Gianluca Cannizzo, protagonista insieme a Diletta Sereni e Federica Randazzo della presentazione del libro-rivista "L'Integrale", alla Nuova Libreria Cappelli il 26 marzo alle 18.

L'Integrale, © Iperborea
L'Integrale, © Iperborea
All’origine c’era il pane.
E poi una serie di incontri, di belle parole, di buon vino e tante nuove storie da raccontare.
Un incipit con ingredienti (apparentemente) semplici, (sinceramente) genuini, (naturalmente) gustosi, lasciati “lievitare” con cura, che hanno dato origine a L’Integrale. Una rivista indipendente, o meglio una rivista-libro, unica nel suo genere, fondata da Davide Longoni con Diletta Sereni e Gianluca Cannizzo nel 2020. Davide Longoni è un panificatore e imprenditore milanese, fondatore dell’omonimo panificio, punto di riferimento per il pane agricolo in Italia (con una bottega di recente apertura anche al Mercato Centrale del Walther Park di Bolzano), oltre che promotore culturale che usa il pane come strumento per raccontare territorio, filiere e cultura contemporanea.

L’Integrale prende spunto dalla cucina e dal cibo, inteso come dimensione culturale essenziale e trasversale, per raccontare molto di più, intercettando narrazioni e voci autoriali, ampliando lo sguardo su tutti i campi dell’esistenza nella contemporaneità, coniugando scrittura letteraria ed approfondimento con un’estetica giocosa, ironica e dal forte impatto visivo. Dal 2023 l’Integrale è pubblicato da Iperborea, casa editrice che ha portato in Italia autori nordici di culto, nota anche per l’attenzione rivolta alla qualità editoriale e alla cura grafica dei suoi libri e progetti. La direzione editoriale de L’Integrale è affidata a Diletta Sereni, giornalista e curatrice, che definisce l’impianto critico e tematico della rivista, mentre la direzione artistica è ad opera di Gianluca Cannizzo, che ne costruisce l’identità visiva, con un linguaggio grafico personale, ironico e capace di dialogare con il lettore. Completano la redazione Tommaso Melilli, Irene Soave e Gabriele Rosso, mentre il progetto grafico è curato da Elisa Cusimano. L’Integrale è sostenuto, oltre che dal Panificio Davide Longoni, anche dalla distribuzione di vini Les Caves de Pyrene.
Tra i contributori figurano autrici e autori come Paolo Cognetti, Andrea Marcolongo, Vincenzo Latronico, Lara Williams, Ilaria Gaspari, Nadeesha Uyangoda, Paolo Pecere, Anna Wiener, Marco Rossari e Rachel Roddy, insieme a molte altre voci italiane e internazionali. Ogni numero ruota attorno a un tema, illustrato con forza visiva a partire dalla copertina, curata da Gianluca Canizzo, offrendo prospettive diverse e riflessioni che spaziano dalla letteratura all’antropologia, dalla memoria alle pratiche quotidiane, trasformando la rivista in un vero e proprio osservatorio culturale, con titoli come Metamorfosi, Splash, Selvatico, Maschio, Sacro — solo per citarne alcuni, tra gli ultimi.
Il libro-rivista L'Integrale, verrà raccontato a Bolzano il 26 marzo, alle 18 alla Nuova Libreria Cappelli, da due dei suoi protagonisti: Diletta Sereni, direttrice della rivista, divulgatrice enogastronomica, esperta di comunicazione e semiotica e Gianluca Cannizzo: direttore creativo, illustratore e curatore del brand visual identity del panificio Davide Longoni. Modera il dialogo Federica Randazzo, vice curatrice della guida Slow Wine. Non mancherà un assaggio del pane agricolo di Davide Longoni.

Nel raffinato equilibrio tra contenuto e forma, la grafica non è un elemento accessorio, ma parte integrante e fondamentale del progetto editoriale e narrativo: copertine e pagine interne sono dispositivi estetici e comunicativi capaci di attirare, sorprendere e accompagnare il lettore. Per capire come si costruisce questo equilibrio, ho conversato con Gianluca Cannizzo, art director de L’Integrale ed appassionato autore di poster - che si possono ammirare sul link mypostersucks - e che ci racconta il suo personale approccio progettuale e creativo ed il lavoro appassionato che sta dietro alla costruzione de l'Integrale.
Gianluca, tu di cosa ti occupi all’interno della rivista?
Svolgo il ruolo di art director, curando i contenuti visivi della rivista. Lavoro a stretto contatto con la direttrice editoriale Diletta Sereni, indirizzando le scelte estetiche del magazine-libro, dalla grafica all’illustrazione, mentre dell’impaginato si occupa Elisa Cusimano. Mi assicuro che il flusso delle pagine sia gradevole e accompagni al meglio i testi, che sono curati all’estremo, sia dal punto di vista del contenuto che della struttura. Scelgo la palette colori e affronto il tema della copertina, di cui sono il diretto responsabile e che deve essere di forte impatto, “sgomitando” in mezzo a tutto ciò che propone l’editoria indipendente e non solo. Questa parte del lavoro richiede più energia e riflessioni: l’obiettivo che mi pongo ad ogni nuova copertina è quello di riassumere visivamente il raffinato lavoro della redazione, così che la rivista si possa difendere da sola e al meglio quando si trova su uno scaffale. Sicuramente l'esperienza, e anche la passione per i manifesti, mi è di grande aiuto nel lavorare con slancio e determinazione in questa direzione.






Come vi siete conosciuti con Davide Longoni? E come è nato il vostro sodalizio?
Ci ha presentato Diletta Sereni, a Parigi, a una fiera di vini naturali. A Davide piaceva il mio lavoro e voleva conoscermi, così Diletta mi ha accompagnato al suo stand. Lui vendeva panettoni ed altre prelibatezze, io poster, e da lì è nato tutto. Disegno poster sul vino da circa quindici anni e sono molto legato al mondo dei vini naturali. Davide voleva fare un percorso di valorizzazione del pane, così come avevo fatto io, in parte, proprio per il vino. Da lì abbiamo iniziato il nostro percorso insieme e, via via, ho dato un’immagine al suo lavoro. Di fatto oggi sono il direttore creativo di Davide Longoni: tutto il progetto visivo del suo brand, dai packaging alla comunicazione, sia online che offline, è frutto del mio lavoro in sodalizio con Davide. Collaborare con lui è di grande stimolo, perché Davide è, prima di tutto, un intellettuale. Solo una persona con una visione così ampia e colta come la sua poteva dare vita a un progetto come l’Integrale. Infatti, Davide non ha mai pensato di creare una rivista come semplice house organ — anche se naturalmente c’è un ritorno d’immagine — ma ha sempre visto ne L’Integrale uno strumento di diffusione culturale.

Cosa ti entusiasma di più de L’Integrale?
Sicuramente il fatto di essere uno dei fondatori di una rivista indipendente, che è riuscita a raggiungene tante persone in tutta Italia, con già all'attivo 12 numeri, facendo quindi parte di una sorta di “resistenza culturale”, ma non di nicchia, è una grande soddisfazione. L’Integrale è più che una rivista: è una rivista-libro da conservare e sfogliare nel tempo. Si ispira nel formato anche a Passenger di Iperborea, che ha un pò la stessa filosofia. Per questo abbiamo scelto di togliere anche la numerazione dei volumi che c’era all’inizio. I temi scelti non sono mai “caldi”, legati all’attualità più immediata, ma hanno un respiro ampio, così come i contenuti, che spaziano in più ambiti, con diversi stili di scrittura, senza invecchiare. Un altro aspetto stimolante è la presenza di tanti scrittori di livello e menti acute coinvolti: questo dà grandissima sostanza e pregio al progetto. La bella scrittura non è scontata, così come non lo è la cura dei testi.
La cucina è il territorio da cui partire, ma è soprattutto un pretesto: ci serve per approfondire altro, dare spazio a voci e visioni diverse, per diffondere cultura. E poi, per un grafico, creare una rivista dalle sue fondamenta, facendola crescere nel tempo, è sempre uno dei primi sogni nel cassetto da vagheggiare, e quindi non posso che essere contento.