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February 11, 2014

Luca Meneghel: fotografare mondi fantastici attraverso la moda (e viceversa)

Anna Quinz

Luca Meneghel tra poco compirà 25 anni. Che possono essere pochi, ma anche tanti, se le cose fatte sono già parecchie. Questo è il caso di Luca. Originario di Belluno (“arrivo da Belluno, e non so dove vado!” – spiega parlando dei progetti futuri), si è trasferito in Alto Adige nel 2008, per studiare Design alla Libera Università di Bolzano. Fino ad allora non aveva mai realmente fotografato, ma oggi Luca è a tutti gli effetti un fotografo. “Per la prima volta durante il primo semestre universitario - racconta – ho scattato con una reflex, li è scattato qualcosa e da allora non sono più riuscito a smettere di fare foto”. Prima di tutto la moda, settore nel quale il giovane Luca dimostra già di avere uno stile e una visione tutta sua; e poi il cibo, un universo che lo appassiona sempre di più e che occupa il suo tempo quasi quanto la moda. Apparentemente timido, con una testa piena di ricci e un modo di fare gentile, quando Luca prende in mano la sua macchina fotografica appare esattamente per quel che è: un professionista della fotografia, con il suo modo unico e inimitabile di vedere il mondo.

luca meneghel 3Luca, perché hai scelto proprio la moda come linguaggio fotografico?

La moda è un mondo che da sempre mi affascina. Quando ho iniziato a fotografare però non ci pensavo davvero, è stata una sorta di evoluzione “naturale”. Credo che la cosa che più mi piace di questo settore sia la possibilità di creare, di volta in volta, mondi fantastici. In generale non amo eccessivamente fotografare la realtà, penso che per questo la  moda sia diventata uno dei miei linguaggi preferiti.

luca meneghel 2Di quali immagini e immaginari ti nutri quotidianamente? 

Guardo moltissime immagini, la gran parte delle mie fonti di ispirazione sono online, seguo molti blog e magazine online, fotografi, modelle e designer. Spazio molto da fonti molto piccole e indipendenti ad altre incredibilmente affermate, come possono essere le più grandi testate di moda.

I fotografi di moda sono tanti e diversi, e hanno cambiato il nostro modo di fare, pensare, leggere le immagini. Tu che fotografo di moda sei o vorresti essere?

Non so esattamente che fotografo vorrei essere, so che amo moltissimo i fotografi che creano ambientazioni un po’ da sogno, fiabesche, amo le foto malinconiche e in qualche modo romantiche, amo le foto tristi e scure. Se dovessi fare una minilista dei nomi che principalmente mi hanno in qualche modo segnato direi Tim Walker, Paolo Roversi, Deborah Turbeville. Ovviamente fare una lista è molto riduttivo, i fotografi che per me significano molto o hanno significato molto sono tanti e aumentano in continuazione.

luca meneghel 3Come costruisci i tuoi set, come scegli il taglio di un’immagine, la posa…?

Per arrivare al risultato finale il mio processo si può, grossomodo, dividere in due parti: la prima è più studiata, dopo aver trovato un idea ne parlo con le persone con cui di solito lavoro ne discuto e cerco di pianificare tutto, un ruolo molto importante è quello di Sabine Gutwenger, oltre a fare un incredibile lavoro di make up e hairstyle è parte del processo di pianificazione degli shooting, insieme decidiamo tutto. La seconda parte invece, direttamente sul set, è più spontanea e quasi istintiva. Non saprei dire come scelgo un taglio fotografico, è tutto dettato dalle emozioni del momento. Un’altra figura molto importante nei miei è quello dell’illustratrice Norma Nardi con la quale spesso collaboro per lavori nei quali proviamo a mischiare illustrazione e fotografia.

luca meneghel 1Dove si possono vedere le tue foto? Dove non ancora, ma ti piacerebbe tanto?

 Al momento ho come obbiettivo quello di riuscire a lavorare per grandi marchi di moda, primo tra tutti Valentino e/o per riviste; ovviamente Vogue ha il suo fascino ma se dovessi sceglierne una ora come ora dire Love magazine. 
Le mie foto invece si trovano qua e la, ho avuto qualche pubblicazione un po’ più grossa (sono stato due volte su Vogue China, una specie di reblog da qualche altra fonte, senza neanche una mail per dirmi “hey, ti abbiamo pubblicato”) ma principalmente su blog e magazine indipendenti.

luca meneghel 2Oltre alla moda, fotografi anche il cibo. Che differenza c’è tra questi due tipi di lavoro?

Fotografare cibo e fotografare moda sono due mondi diametralmente opposti: se la foto di moda è più – in qualche modo – istintiva e dipende anche dal ruolo recitato dalla modella, il cibo è molto più vicino alla fotografia di still life, anzi molte volte lo è davvero. Anche l’atto in se è diverso. Fotografare cibo vuol dire scattare fino che non si ha la foto così come la si vuole, mentre nella moda si inscena una situazione che dipende da molte più variabili. Mi succede spesso che lo scatto finale non sia esattamente quello che avevo in mente. L’unica cosa comune, volendone cercare una, è il costruire una sorta di mondo intorno al cibo o all’abito che possa far sognare chi guarda. Ma credo che questo sia un discorso che si può adattare a ogni tipo di fotografia nel quale si debba creare o scegliere un’ambientazione. 

www.lucameneghel.com

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