Food

August 20, 2016

De gustibus Connection #50: Dario e Cristina, Gelateria Pradetto, Bressanone

Mauro Sp
De gustibus connection è una violazione della proprietà (intellettual-culinaria) altrui, un auto-invito a pranzo da chi sa cucinare davvero, un rapido interrogatorio senza la presenza di un legale, una perquisizione senza mandato tra mestoli e padelle. D'estate, senza gelato staremmo freschi! O forse no... Comunque, Dario e Cristina, della gelateria Pradetto di Bressanone, sono le persone giuste per tutti i gusti (panna montata inclusa, ovviamente).

Mauro Sp: Come nasce la vostra passione per il gelato e la Gelateria Pradetto?

Dario Pradetto: Sia io che mia moglie Cristina siamo dei patiti di gelato da sempre. L’idea di aprire questa attività nasce nel 2003, quasi per gioco. Io ero stufo del mio lavoro di elettrotecnico nelle centrali idroelettriche e mia moglie, romana, si era da poco trasferita in Alto Adige, dopo aver lavorato in una famosa boutique della capitale. Parlando con degli amici di Bressanone, scoprivamo come la città non avesse gelaterie di qualità eccelsa. Questi fattori ci portarono a decidere di intraprendere questa impresa un po’ folle. Trovato il locale che poteva fare al caso nostro, in una settimana abbiamo deciso che quella sarebbe stata la nostra strada. Il passo successivo fu di visitare una importante fiera del settore, per trovare un maestro che ci potesse insegnare il mestiere. Il 4 aprile del 2004 abbiamo aperto la nostra piccolissima gelateria.

M: Qual è stato l’impatto con la clientela?

D: Il primo periodo è stato necessario, per farsi conoscere e vincere la diffidenza della clientela. Ma, dal primo anno ad oggi, la nostra produzione è stata sempre in crescita, indipendentemente dalle condizioni metereologiche, che spesso influenzano le fortune delle attività legate alla ristorazione e al turismo.
Il passaparola e un po’ la nostra pagina Facebook sono state la nostra pubblicità migliore, tanto da diventare una tappa obbligata per molti Tedeschi che scendono al lago di Garda.

M: Gli chef passano moltissime ore al lavoro; è così anche per i gelatieri?

D: Comincio la produzione alle 6:30 e chiudiamo alle 24. Apriamo al pubblico alle 11 e chiudiamo alle 22, credo che gli orari siano simili… Per come intendiamo noi il gelato, ogni gusto richiede il rispetto di una ricetta perfettamente bilanciata; per questo motivo non possiamo usare la scorciatoia di una base unica. La differenza, a quel che dicono i clienti, si sente.

M: A proposito di bilanciamenti ed equilibri, qual è il ruolo di ciascuno di voi due nella conduzione della gelateria?

D: Il più razionale dei due sono io, che mi occupo anche di conti e amministrazione, l’artista, quella più creativa, è mia moglie. Assieme ci equilibriamo bene e, se un gelato non piace a noi, non lo mettiamo in vendita, come è successo ad inizio stagione con i primi meloni non ancora perfettamente maturi. Quanto a golosità, lo siamo molto entrambi e ne mangiamo quantità incredibili.

M: Parliamo di progetti per il futuro…

D: Ci piacerebbe aprire un’altra gelateria fuori di Bressanone, ma, come accade per i ristoranti e le pasticcerie, se non sei fisicamente presente nella tua attività, le cose non possono funzionare esattamente come desideri. Non credo dunque attueremo questo progetto, almeno a breve.
Ogni anno cerchiamo di migliorare i nostri prodotti e, quando la gelateria è chiusa, da metà ottobre a metà marzo, cerchiamo nuove idee da presentare ai nostri clienti. Non siamo interessati ad esperimenti strani, come il gelato al tabacco o cose simili, ma a prodotti di qualità sempre più alta, che piacciano a noi e che piacciano al pubblico

M: De gustibus non disputandum est, dicevano i latini. Discutiamone invece: qual è il vostro gusto preferito?

D: All’inizio della nostra attività prediligevo su tutti la nocciola; con il tempo e le maggiori conoscenze in materia ho imparato ad apprezzarli tutti. Ultimamente mangio spesso il malaga, che produciamo da zero, utlizzando vino marsala e uvetta sultanina.
Mia moglie, invece, è ghiotta di cioccolato e zabaione.

M: Parliamo di gelato ed occasioni. Per una di queste giornate dal tempo e dal clima incerto?

D: Il cioccolato con lo zabaione, che tanto ama mia moglie, è l’abbinamento giusto.

M: E se arrivasse il caldo?

D: Limone con basilico e pompelmo rosa.

M: Per conquistare una donna?

D: Pistacchio di Bronte e nocciola IGP del Piemonte, due scelte al top.

M: E un ragazzo?

D: Tartufo, un cioccolato abbinato ad un Rhum particolarmente aromatico, e una crema vaniglia preparato con bacche di Bora-Bora.

M: E per corrompere un giornalista goloso?

D: Il cioccolato con panna montata potrebbe piegare alla mia volontà qualsiasi essere umano.

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