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November 27, 2013

Anita QuattroEver #05. Non sai cosa dire alla tua criatura? Tranquill*, c’è il Metodo Bonucci®

Felix Lalù


Dicono che alle criature gli devi parlare un sacco. Ufficialmente, perché si formeranno un’idea previa della lingua che parliamo e questo li aiuterà a parlare meglio quando parleranno. Ufficiosamente invece è perché mentre parli tu, loro ti ascoltano e quando ascoltano non scassano. Il mio amore La Fra non ha problemi da questo punto di vista. Prima impezzzava me, ora impezza me e la nostra criatura. Io invece sono un inetto: arrivo a mettere in fila due frasi ma oltre mi impappino. Mi sento solo scemo. Come fai a raccontare cose a una che riconosce solo la sequenza cacca-tetta-culla? Capirei se fosse in coma, che con le storie le tieni compagnia e magari la risvegli, ma così proprio non mi viene. O meglio, non mi veniva, perché ho trovato la soluzione.

La soluzione è il Metodo Bonucci®. Per chi non è avvezzo, facciamo lo spiegone: Bonucci è un difensore della Juve e dell’Italia. Difensore non proprio talentuoso ma efficace, reduce da storie di calcioscommesse tacitate al suo arrivo alla Juve, Bonucci non ha mai battuto un solo rigore in vita sua. L’unico l’ha tirato st’estate con l’Italia, era un rigore decisivo e l’ha tirato fuori. Non l’ha tirato solo fuori, probabilmente aveva mirato uno del terzo anello che lo stava scherzando, o forse la stella polare (qui una plausibile ricostruzione della traiettoria del pallone).

Il Metodo Bonucci® consiste nel chiamare la vostra criatura Bonucci e mettere in relazione tutto alla vera storia di Bonucci, e in particolare al rigore sbagliato st’estate.

Ma ora vado ad esplicarne le situazioni in cui il metodo Bonucci® può essere utilizzato con tranquillità ed efficacia.

Se la criatura PIANGE è probabile che ciò derivi dal rigore sbagliato st’estate. La soluzione è tentare di convincere la criatura (ora Bonucci) che non importa sbagliare un rigore (se possibile senza tirar fuori la menata di De Gregori, che coi cantautori, giustamente, s’ammoscia), che può capitare a chiunque, che tanto la coppa non contava un cazzo, che tanto anche avessimo vinto il giorno dopo il Brasile ci avrebbe strapazzato peggio. E’ necessario dunque trovare argomenti per minimizzare l’accaduto, dando a quel piccolo errore la giusta prospettiva.

Quando SCALCIA è bene lodare la criatura (ora Bonucci) perché vediamo che si sta impegnando nel migliorare la propria tecnica nei calci di rigore. Se lo fa la mattina o la notte la sua dedizione è ancora più mirabile, perché nel frattempo i suoi colleghi calciatori metrosexual stanno facendo tutt’altro (riprendersi dai festini/giocare a pes/bombarsi tipe).

Se la criatura (ora Bonucci) SI LAMENTA i motivi possono essere molteplici ed è facile capire quale possa essere pescando a caso tra i soliti lamenti dei calciatori: arbitro merda, guardalinee merda, giornalisti merda, tifosi merda, allenatori merda, procuratori merda e (nel caso di Bonucci) giudici merda. Non faticherete a trovare argomenti a sostegno dei lamenti della criatura (ora Bonucci). Caricatela di rabbia ironica contro tutti e smetterà di lamentarsi.

Quando HA CAGATO/PISCIATO fermatevi e con aria sorpresa osservate le sue fatte come  immagini incredibili, lasciate cadere la mascella e spalancate gli occhi come se vi stessero rivelando verità che cambieranno il mondo. E’ facile leggere nelle sue produzioni un futuro magnifico di scommesse mai scoperte dalla giustizia sportiva, di coppe vinte abbattendo attaccanti senza essere ammoniti e di rigori segnati spaccando la rete come Holly e Benji.

Quando SORRIDE è perché la criatura (ora Bonucci) si sente una sopravvissuta, una che ogni giorno è un giorno regalato è un giorno nuovo e un giorno buono. Sta ringraziando un dio qualunque di essere nata a Piano Scarano e non in Colombia (nel qual caso, per la storia del rigore, l’avrebbero già sparata per strada sotto casa, lei e tutta la sua famiglia fino al quarto grado di parentela).

Il Metodo Bonucci® è dunque un ottimo strumento per intontire la criatura di chiacchiere e questo è cosa buona e giusta. In mancanza di argomenti si può sempre parlare della notevole verga di Seedorf. Parlare di cazzi di nigga con vostra figlia vi renderà la vita più divertente.

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