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Design

Allegria e funzione: il legno secondo Christian Mittendorfer

Nella sua Holzwerkstatt, il falegname/designer austriaco di nascita ma altoatesino d'adozione, realizza arredi su misura e oggetti unici in legno, dove semplicità e funzionalità giocano con forme e colori pop.

29.10.2026
Claudia Gelati
Allegria e funzione: il legno secondo Christian Mittendorfer

Christian Mittendorfer, © Anie Maki/Anna Michelotti

Christian Mittendorfer, © Anie Maki/Anna Michelotti

“Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia” recita una popolare filastrocca per bambini. E che verità, in tanta semplicità! Viviamo la maggior parte del nostro tempo fuori casa – al lavoro, a scuola, all’università – e rientrare a casa spesso significa trovare conforto e libertà di essere noi stessi. E questo senso di essere accolti, mi piace pensare che abbia a che fare anche con il come scegliamo di arredare, decorare questo nostro porto sicuro. Mobili, materiali, colori, complementi d’arredo ma anche ninnoli vari,  raccontano qualcosa di noi e della nostra vita. 
Di design d'interni e progettazione parliamo con il falegname/designer Christian Mittendorfer che nella sua CM Holzwerkstatt progetta e costruisce arredi in legno e spazi custom-made su commissione. A questi, nel suo laboratorio di falegnameria in Via Rafenstein, affianca una produzione di complementi d’arredo in serie, dai quali emerge il suo estro creativo e una certa propensione per il colore: oggetti funzionali dal design semplice e lineare, senza però trascurare l’estetica. Austriaco di nascita ma altoatesino d’adozione, Mittendorfer arriva in Alto Adige venticinque anni fa, accentando un’offerta di lavoro nella sede locale di una grande azienda austriaca. “Sono arrivato nel 2001; mi è subito piaciuto il paesaggio con le montagne e tutto. Mi sono detto “ok, proviamoci”…dopo venticinque anni sono ancora qui” così, dall’altro capo del telefono e con una risata, descrive Christian il suo arrivo quasi casuale in regione.

Christian come nasce la tua passione per il legno e la falegnameria? 
Sono nato in un piccolo paese in Austria e ricordo che, già di piccolo mi piaceva giocare, sperimentare con il legno. Appena potevo seguivo mio papà all’aperto e lo aiutavo nei vari lavori di restauro e sistemazione della nostra casa. Credo di aver sempre saputo che volevo diventare un falegname. Quando poi ho dovuto scegliere una scuola, mi sono iscritto alla HTBLA Hallstatt (Hallstatt, Austria), particolarmente conosciuta per i suo diversi indirizzi di falegnameria, come falegnameria classica, tornitura, architettura d’interni e altri ancora.  Lì ho capito che mi piaceva lavorare col legno seguendo tutte le fasi progettuali, dal disegno all’oggetto finito. Non volevo essere solo l’esecutore materiale di un progetto di qualcun altro, ma volevo portare in laboratorio le mie idee, i miei disegni.

Appartamento F, © David Schreyer Bildkunst
Appartamento B+R, © David Schreyer Bildkunst
Appartamento B+R, © David Schreyer Bildkunst

“Un buon mobile crea la giusta atmosfera e completa la nostra vita quotidiana” leggiamo sul tuo sito web. Questa frase racchiuda un po’ la tua poetica progettuale. Raccontaci come nasce un tuo progetto di una spazio privato e personale, come quello di una casa. 
Sicuramente dipende tanto dal cliente, ma in generale inizio subito con la visita alla casa, per capire come vive la persona o la famiglia e, sopratutto, cosa vogliono fare di quello spazio. Poi naturalmente è un processo lungo, tutto in divenire e sempre collaborativo. Io posso avere già un’idea dell’arredo da progettare per un certo spazio e preparare degli schizzi, ma è solo attraverso l’incontro e il dialogo con il committente che si arriva al progetto esecutivo e a soluzioni veramente personalizzate e realizzate su misura. Inoltre, spesso può capitare di lavorare ad un progetto con amici professionisti, come architetti e non solo. 

Progettazione o manifattura, quale parte del tuo lavoro preferisci? 
Questo non lo posso dire (ride). In realtà, del mio lavoro mi piace tutto e dipende molto dal momento. Se sono bloccato al PC per realizzare tanti progetti e disegni, mi manca il lavoro manuale in laboratorio e viceversa. 

Studio e interni B+D, © David Schreyer Bildkunst
About the authorClaudia GelatiMi chiamo Claudia e sono quella con la frangetta, gli occhiali tondi e le calze a pois. Qualcuno [...] More
Hepp, Leselotte, Lipstick sono i nomi di alcuni dei tuoi prodotti in produzione. Oltre alla progettazione e realizzazione di spazi e arredi interni, infatti, realizzi complementi d’arredo, come sgabelli, portariviste ma anche un macinapepe. Come nasce l’esigenza di esprimere il tuo estro creativo attraverso oggetti più piccoli capaci di adattarsi a più case?
Diciamo che anche questo, come la passione per il legno, è un aspetto che è sempre stato parte della mia vita. Tanti dei miei prodotti nascono da un’esigenza personale, una situazione da risolvere a casa mia e nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, mi serviva un posto per mettere le chiavi o le riviste o, ancora, uno sgabello. A volte, è capitato anche che in uno spazio che stavo progettando mancasse un determinato oggetto per completare l’arredo e quindi mi ritrovavo a progettarlo in prima persona, accorgendomi che poteva diventare un qualcosa di interessante da sviluppare anche per altri spazi, altre persone. Quando progetto un nuovo prodotto, inizialmente parto sempre con una produzione ridotta per testarlo poi, se vedo che piace e vende, aumento la produzione, cercando sempre di ottimizzare la produzione in serie, mantenendo però l’artigianalità del pezzo unico. 

E tra questi complementi d’arredo progettati secondo il tuo estro, qual è quello che negli anni continua ad essere il tuo preferito e darti maggiore soddisfazione ?
Sicuramente Hepp, lo sgabello, ma anche Leselotte, il portariviste/tavolino, sono prodotti che continuano a piacermi molto. Leselotte, in particolare, è in catalogo da tanti anni e noto che è ancora molto apprezzato dai miei clienti, nonostante il digitale sia sempre più presente nelle nostre vite. Quando l’ho progettato, infatti, leggere attraverso un tablet non era qualcosa di così diffuso. Oggi,  rimane un prodotto attuale per tutte quelle persone che amano leggere su carta, piuttosto che da un display. Per un tipo di esperienza così analogica ci vuole un spazio apposta per conservare e mettere in bella mostra libri e giornale. 

Lo sgabello HEPP, © Anie Maki/Anna Michelotti

Sul tuo shop online, è possibile acquistare diversi tuoi prodotti, alcuni in pronta consegna altri realizzati appositamente per il cliente. Uno di questi ha catturato la mia attenzione, perchè non è un oggetto per la casa ma un accessorio. Raccontami di come è nato Resi, l’anello in legno di noce resistente, colorato e, potremmo dire, anche upcycled.
Beh, anche Resi nasce da molto semplicemente un’esigenza personale: cercavo un anello come regalo per la mia fidanzata, e naturalmente ho pensato di realizzarlo in legno (ride). Una delle prime versione era in legno massello, che mi piaceva molto, ma risultava poco resistente e troppo fragile. Per un po’ ho abbandonato il progetto, poi qualche anno fa l’ho ripreso in mano e trovato un buon compromesso tra estetica, leggerezza e resistenza, combinando il legno di noce ad applicazioni colorate in laminato di recupero, precedentemente utilizzati come campione per i piani cucina. 

Come definiresti allora il tuo stile? Nei tuoi prodotti utilizzi spesso colori vividi e decisi che, combinato alle forme, svela un lato pop, divertente del legno. 
Difficile da dire, ma sicuramente il mio stile va alla ricerca della funzionalità, senza però trascurare l’armonia delle forme, le proporzioni e l’estetica. L’uso del colore è un qualcosa a cui sono arrivato più recentemente, circa dieci anni fa, in controtendenza a case e arredamenti troppo minimali e puliti, troppo… – non mi viene la parola – "da ospedale" (ride); tutto in legno di rovere bianco o grigio, senza tracce del passato… ma nella vita ci vuole sempre un po’ di colore (ride). Inserire una nota cromatica in uno spazio da all’occhio una possibilità per evadere. Mi piace anche sperimentare con forme non convenzionali: ad esempio, Lipstick è un macinapepe allegro, divertente. 

Una rigorosa funzionalità capace di svelare però anche un lato più giocoso. E a proposito di gioco, parliamo di Scisciorè, il progetto curato da Anna Quinz per raccogliere ed esplorare il design del Trentino Alto Adige attraverso la lente del gioco, tra tradizione e contemporaneità, di cui sei protagonista insieme a tanti altri designer locali. Lo scorso giugno, hai partecipato anche all’omonima mostra all’ADI Design Museum di Milano. Come hai vissuto il coinvolgimento in questo progetto corale e cosa ti ha lasciato questa esperienza? 
Sono molto soddisfatto e onorato di essere stato coinvolto in un progetto così bello e ambizioso. Anche perchè conoscevo un po’ la scena locale ma, non venendo propriamente dal mondo del design, sono rimasto impressionato sia dalla lunga tradizione e dalla storia del design altoatesino, che dalla quantità e qualità dei designer, dai più famosi ai più giovani, che abbiamo in regione. Un’esperienza sicuramente molto positiva. E poi, vedere i miei prodotti esposti tra questi grandi designer mi è piaciuto molto. Anche lo spazio a Milano e l’allestimento della mostra (ideato da insalata-mista studio) erano bellissimi. 

Zuccherriera/porta oggetti ADAM, © Anie Maki/Anna Michelotti
Portariviste LESELOTTE, © Anie Maki/Anna Michelotti

E dopo Milano, Vienna! Dal 6 all’8 Novembre parteciperai al Blickfang Design Messe, una mostra-mercato di arredamento, moda e gioielli provenienti da tutta Europa, allestita in un’altro bellissimo spazio, il MAK di Vienna.
Lo spazio è certamente straordinario! Sono stato due volte alla fiera da visitatore e mi è piaciuta davvero tanto. Da alcuni anni volevo partecipare e quest’anno è arrivato il momento giusto… mi hanno convinto (ride). A Vienna porterò gli sgabelli Hepp, il portariviste Leselotte con qualche aggiornamento, gli anelli Resi e naturalmente il macinapepe Lipstick e le zuccheriere/porta oggetti in acero Adam, di cui sto terminando la produzione al tornio. È tantissimo lavoro e, come sempre, arrivano tanti progetti tutti contemporaneamente, ma in qualche modo ce la farò (ride ancora). 

Oltre a terminare la produzione degli ultimi prodotti da portare Vienna, a quali altri progetti stai lavorando? 
In questo periodo sto lavorando a qualcosa per il Teatro Stabile di Bolzano e poi un progetto molto bello insieme ad una architetta che conosco e con la quale collaboro volentieri. Si tratta di un appartamento per un famiglia di cui progetterò sostanzialmente l’arredo per tutte le stanze, con un materiale particolare che mi sta dando molta soddisfazione. 

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