Dalle vette bellunesi alla fucina trevigiana di Gagno Officina Fabbrile passando per EDIT Napoli, il neonato collettivo MA reinterpreta il paesaggio montano attraverso alluminio e rame

Il collettivo MA by Gagno Officine Fabbrile © ELLER Studio
Il collettivo MA by Gagno Officine Fabbrile © ELLER Studio
Un’officina veneta con oltre mezzo secolo di maestria nella lavorazione dei metalli e quattro giovani professionisti trevigiani che decidono di far crollare i confini tradizionali tra chi disegna, chi produce e chi comunica. È da questa convergenza che prende forma, a Treviso, MA by Gagno Officina Fabbrile: un collettivo interdisciplinare che a EDIT Napoli 2026 ha presentato in anteprima “Rilievo”, collezione d’esordio in cui il paesaggio montano e la ricerca sul design si incontrano per pura sintesi concettuale e gestuale.
“Solitamente la filiera del progetto è parcellizzata: c’è il produttore che lavora per conto suo, il designer che consegna il disegno e l’agenzia che si occupa della comunicazione a cose fatte”, spiega Giulia Marazzini, che del collettivo cura la strategia di comunicazione, la stampa e le relazioni esterne. “Noi abbiamo scelto la strada inusuale di nascere sotto lo stesso tetto. La fattibilità tecnica dell’officina o la visione comunicativa non intervengono a posteriori, ma partecipano fin dal primo giorno alla genesi del segno”. È nato così un percorso a otto mani, vissuto come un vero e proprio “club del libro” con appuntamenti fissi a cadenza settimanale. “Un ritmo che per mesi ci ha costretti a rallentare e ad ascoltarci, ricreando nel lavoro di studio quella stessa dimensione di “vita lenta” che ognuno di noi ricerca quando si incammina verso le montagne del nostro territorio”.



Il nome del collettivo, MA, affonda le radici nella cultura filosofica giapponese e nel lessico architettonico di Carlo Scarpa: “Indica lo spazio vuoto che non è mai assenza, mancanza o negazione, bensì intervallo fecondo, soglia potenziale e matrice in cui la materia residua trova un senso nuovo - rivela osserva Giorgia Mason, architetto e promotrice del nucleo originario del gruppo -. Quando affronti un’ascesa e arrivi sulla vetta di una montagna, ti trovi di fronte a un vuoto immenso aperto sul paesaggio. In quel vuoto apparentemente privo di oggetti c’è in realtà una pienezza emotiva travolgente. La montagna non aggiunge nulla al nostro essere: al contrario, toglie, sottrae strati superflui, apre lo sguardo. In “Rilievo” abbiamo applicato esattamente questa logica sottrattiva: ogni elemento della collezione nasce dalla lavorazione di un blocco pieno di alluminio spazzolato che viene scavato e svuotato”. Ma la materia tolta non diventa scarto: “Il gesto dello svuotamento genera un secondo elemento in rame brunito, autonomo, estraibile e complementare”.


“Il metallo è comunemente associato all’idea di peso, durezza e ingombro scenico - riprende Giorgia -. Noi abbiamo voluto alleggerirlo, rendendolo quasi aereo e vicino al linguaggio della pittura. Lavorando il rame con bagni di acidi e tempi di posa minuziosamente dosati, siamo riuscite a ottenere sfumature cromatiche che virano dall’alba alla notte con passaggi morbidi. Quando abbiamo visto uscire dai forni le prime piastre, siamo rimaste incantate: l’ossidazione crea campiture che sembrano acquerelli o lastre ceramiche. È un’imperfezione controllata che stravolge la percezione del metallo”.

A garantire la fattibilità tecnica di questo dialogo è l'esperienza di Gagno Officina Fabbrile, realtà artigianale fondata nel 1969 a Lancenigo di Villorba. “In azienda lavoriamo l'acciaio, il rame, l'ottone e l'alluminio da cinquant’anni - sottolinea Andrea Gagno, titolare e responsabile di produzione -. Per me affiancare le ragazze in questo cantiere è stato stimolante: l’officina garantisce la tenuta strutturale e la finitura sartoriale, ma la sfida è creare un vero e proprio brand autonomo per l'arredo casa e l'outdoor, con vendita diretta B2C e apertura ai mercati esteri. Se avessimo potuto occupare l'intero complesso della Santissima a Napoli lo avremmo fatto: in archivio abbiamo già pronti tavoli da pranzo, arredi su misura e una serie di accessori. E stiamo lavorando per il il Fuorisalone 2027”.



L'esordio napoletano ha confermato la validità di un modello di lavoro fondato sull'ascolto e sul valore delle reti territoriali. Dalla fucina trevigiana alle vette dolomitiche, “Rilievo” dimostra come l'artigianato metallico contemporaneo possa smettere di occupare spazio per iniziare, finalmente, a liberarlo.