Contemporary Culture in the Alps
Contemporary Culture in the Alps
Since 2010, the online magazine on contemporary culture in South Tyrol and beyond in the Alpine environment.

Sign up for our weekly newsletter to get amazing mountain stories about mountain people, mountain views, mountain things and mountain ideas direct in your inbox!

Facebook/Instagram/Youtube
© 2026 FRANZLAB
Performing Arts

I nuovi orizzonti di Bolzano Danza 2026

Torna Bolzano Danza alla sua 42ª edizione, dal 16 al 31 luglio 2026, con un ricchissimo palinsesto di eventi e spettacoli diffusi, dedicati al tema dell’Orizzonte, secondo capitolo della Trilogia della Passione, sotto la direzione artistica di Anouk Aspisi e Olivier Dubois.

03.07.2026
Maria Quinz

© AD LIBITUM, Simon Le Borgne, Bolzano Danza 2026

Ogni anno, tra fine maggio e inizio luglio, la curiosità si accende.
Il momento in cui il programma di Bolzano Danza si rivela al pubblico è sempre emozionante. L’attesa protratta per un anno intero trova finalmente sfogo nella visione di una scaletta di manifestazioni e spettacoli sul territorio talmente ricca da richiedere un certo tempo per essere visionata e studiata a fondo.

Scoprire il programma del festival – e questo vale per me, ma credo sia così anche per molte altre persone – è un po’ come proiettarsi con l’immaginazione in un’atmosfera estiva festosa, colorata, piena di stimoli, nuove visioni e incontri, in cui si vive un’altra Bolzano. Ci si immerge in molteplici mondi e culture, mettendosi alla prova con i workshop di giorno e/o assistendo a spettacoli tra danza e performance di compagnie internazionali di primo piano, sperimentando un tempo “a parte”, un po’ magico, perché corre velocissimo tra le tante proposte ma, al tempo stesso, pare dilatarsi per la varietà di esperienze che porta a vivere e per le molteplici emozioni e riflessioni che ingenera.

Compagnie Beaux-Champs, Vifs + Baroc'Bal, © Julia Barbot, Bolzano Danza 2026
About the authorMaria QuinzDentro di me è piuttosto affollato. C'è quella che scrive, traduce e adora leggere, ritagliandosi attimi di quiete e [...] More
Quest’anno il festival Bolzano Danza, giunto alla sua 42ª edizione, ritorna in città dal 16 al 31 luglio 2026, con la direzione, per il secondo anno consecutivo, di Anouk Aspisi e Olivier Dubois. Si prevedono sedici giorni (e notti) intensi, con eventi distribuiti in diverse location tra Bolzano e dintorni. Ecco un po’ di numeri: 7 prime italiane, 2 prime assolute, 1 anteprima nazionale, oltre alla seconda edizione della giornata-evento ExtraDanza, per un totale di oltre 40 appuntamenti che prenderanno vita in 17 differenti location.

E sono 36 gli artisti e le compagnie protagonisti della 42° edizione: alcuni si sono già esibiti a Bolzano nelle precedenti edizioni, altri invece parteciperanno per la prima volta quest'anno. Eccoli, sono: Anne Teresa De Keersmaeker/Rosas, Peeping Tom, Ayelen Parolin, Compagnie Olivier Dubois, laGeste/Stereo48, Louise Lecavalier, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, Michele Di Stefano & Lorenzo Bianchi Hoesch, CCN/Aterballetto, Mohamed Toukabri, Chiara Bersani, Leïla Ka, Anna Basti, Bruno Benne/Compagnie Beaux-Champs, Alexander Vantournhout, Cult of Magic, Margherita Landi, Daniele Ninarello, Camilla Parini, Simon Le Borgne e Ulysse Zangs, Antonella Bertoni, Francesca Lattuada, Diego Tortelli, Philippe Kratz, Fabio Cherstich, Industria Indipendente, Francesca Ziviani, Davide Tagliavini, Jacopo Jenna, Yurena Molina Torres e ABC – Allegra Brigata Cinematica.
Compagnie Leïla Ka, Maldonne, © Monia Pavoni, Bolzano Danza 2026

Dopo l’avvio nel 2025 della Trilogia della Passione con Insurrezione, nel 2026 Anouk Aspisi e Olivier Dubois scelgono come tema centrale l’Orizzonte, inteso come spazio di tensione, trasformazione e nuove possibilità. Questo concetto diventa uno strumento per rileggere la storia della danza contemporanea e l’arte della performance come materia viva da trasmettere e reinterpretare nel presente.

Questa prospettiva, “volta all’orizzonte”, mette al centro anche il tema dello sguardo e quindi il ruolo dello spettatore, osservatore per eccellenza di ogni forma di spettacolo, promuovendo una partecipazione attiva e un coinvolgimento diretto del pubblico. Ne sono esempio ExtraDanza, grande festa aperta a tutti, e numerosi progetti partecipativi e formati innovativi che ridefiniscono il rapporto tra pubblico e performance.

Il festival si conferma inoltre come un vero e proprio dispositivo urbano diffuso, portando la danza fuori dagli spazi tradizionali e coinvolgendo il territorio attraverso luoghi simbolici e inusuali: un castello medievale, un bunker della Seconda guerra mondiale, un chiostro storico, un centro di ricerca scientifica, un museo d’arte contemporanea, una fondazione immersa nella roccia, aree verdi lungo il fiume Talvera e un parco pubblico ricco di testimonianze storiche e archeologiche.

«L’Orizzonte – nelle parole dei due direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois – non è una destinazione da raggiungere, ma una linea che invita a guardare in modo diverso. È uno spazio aperto, in cui ci si può perdere per un momento per poi ritrovarsi, tra ciò che si conosce e ciò che si immagina ancora possibile. Poco a poco lo sguardo cambia: non si resta più a distanza, ma ci si lascia toccare, spostare, trasformare. Il festival diventa così più di un luogo di spettacolo: un punto di osservazione sensibile, uno spazio in cui qualcosa appare, si condivide e ci mette in relazione».

Compagnie Olivier Dubois, Les Mémoires d'une seigneure, © Julien Benhamou, Bolzano Danza 2026

Nel segno dell’Orizzonte, il festival valorizza anche la memoria della danza contemporanea e le pratiche di trasmissione del patrimonio artistico. Tra gli appuntamenti più significativi figurano il remix di Badke realizzato da Stereo48, la presenza della danzatrice canadese Louise Lecavalier con danses vagabondes e il re-enactment, in prima italiana, di Rosas danst Rosas, storico capolavoro del 1983 di Anne Teresa de Keersmaeker. Resta centrale il sostegno alla coreografia emergente italiana e internazionale, con artisti come Daniele Ninarello, Cult of Magic, Annamaria Ajmone, Davide Tagliavini e Jacopo Jenna. Particolare attenzione è dedicata agli artisti che riflettono su corpi politici e nuove identità, tra cui Chiara Bersani, Mohamed Toukabri e Studio48, oltre ai progetti che mettono in dialogo arte e scienza, come Landi’s Cube di Margherita Landi con NOI Techpark, e alle proposte dedicate all’infanzia e alle famiglie, come ABC – Allegra Brigata Cinematica.

Nel 2026 torna anche lo spazio BoDA, al Parco dei Cappuccini. Pensato come punto di incontro aperto a tutti: un luogo di condivisione e confronto tra pubblico, artisti, studenti, turisti e staff del Festival. Ospiterà talk e incontri con gli artisti in parallelo agli spettacoli del programma. Grazie all’area food & drink e al contributo di una rete di volontari, BoDA promuove inoltre valori di inclusione, partecipazione e solidarietà sociale.

Il programma completo è disponibile sul sito, ma eccovi un assaggio: 

Si parte giovedì 16 luglio nella suggestiva cornice storica di Castel Mareccio, con un intervento site-specific firmato dal Centro Coreografico Nazionale Aterballetto: doppia replica (ore 17:30 e ore 19:00) per lo speciale double bill che unisce MicroDanze, trilogia di pezzi brevi firmata da Antonella Bertoni, Francesca Lattuada e Diego Tortelli (prima assoluta), e Il combattimento di Tancredi e Clorinda, con la coreografia di Philippe Kratz e la regia di Fabio Cherstich, che vede la partecipazione straordinaria di Nicolò Balducci e dei solisti dell'Orchestra Haydn.
A seguire, alle ore 20:30 al Teatro Studio del Teatro Comunale appuntamento con l’icona della danza canadese Louise Lecavalier e il suo ultimo spettacolo danses vagabondes, ispirato ai celebri Écrits Vagabondsdel fisico italiano Carlo Rovelli: un viaggio profondo attraverso il movimento, il tempo e la memoria, dove il corpo diventa un archivio vivente di esperienze, emozioni e tensioni.

Rosas / Anne Teresa De Keersmaeker, Rosas danst Rosas, © Anne Van Aerschot, Bolzano Danza 2026

Venerdì 17 luglio alle ore 10.00 Piazza Walther è il palcoscenico della performance partecipativa Le classique c'est chic! della coreografa Anna Basti, sorprendente lezione di danza classica “en plein air” che rifugge i codici accademici del balletto per restituire al corpo la libertà e riprendere gioiosamente possesso dello spazio pubblico, sottolineando il valore inestimabile della diversità. Replica alle ore 18:00 al Parco Berloffa, all’ingresso del vicino centro commerciale WaltherPark.
In serata, primo appuntamento nella Sala Grande delle Teatro Comunale alle ore 20:30 con uno dei protagonisti più acclamati della scena contemporanea, la pluripremiata compagnia belga Peeping Tom, diretta da Gabriela Carrizo e Franck Chartier, che presenta in Diptych la rielaborazione di due opere brevi create nel 2016, The Missing Door e The Lost Room. La tournée italiana dello spettacolo è realizzata in collaborazione con Verona Estate.

Sabato 18 luglio dalle 17 alle 21 i Prati del Talvera e le aree circostanti ospitano la seconda edizione di ExtraDanza, la grande festa della danza nel cuore della città ideata da Anouk Aspisi e Olivier Dubois. Dopo il successo del 2025, con 200 artiste e artisti e più di mille spettatori coinvolti, il format ritorna per il secondo anno in collaborazione con il SKI -Südtiroler Kulturinstitut, che coordina la sezione Workshop del Festival e ne gestisce i corsi. Protagonisti della giornata 8 gruppi e Associazioni scelte dal territorio, 8 gruppi dei Workshop, Jacopo Jenna (con lo spettacolo Manifestus) e Davide Tagliavini (con That’s All). Il programma si conclude dalle 20:00 con la performance Danceworks “Pop repertory”curata da Yurena Molina Torres, seguita da una battle che coinvolge alcuni degli artisti e dal dj set a cura di Dj Peeps. Il programma completo dell’evento sarà online a breve sul sito bolzanodanza.it

Domenica 19 luglio alle 20.30 al Teatro Studio del Teatro Comunale va in scena l’ultimo spettacolo di Chiara Bersani, che in Michel – The Animals I am si ispira a Michel Petrucciani, pianista jazz portatore della medesima condizione genetica dell’artista (l’osteogenesi imperfetta), per dare vita a una pièce corale di grande intensità emotiva, che dissolve il concetto di unicità sfidando i paradigmi stessi della danza e dell’arte performativa. Il lavoro è sostenuto da Bolzano Danza all’interno del progetto di rete RING con Festival Aperto (Reggio Emilia), FOG Triennale Milano Performing Arts e Torinodanza Festival. Lo spettacolo è accompagnato dall’audiodescrizione poetica dedicata a un pubblico cieco e ipovedente, curata da Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello e coprodotta nell’ambito della rete RING. Lo spettacolo è promosso in collaborazione con Unione Ciechi e Ipovedenti di Bolzano e AbilNova Cooperativa Sociale.

Doppio appuntamento lunedì 20 luglio con la danza d’oltralpe: alle 19.00 il Chiostro dei Domenicani, è la suggestiva cornice di Ad Libitum di Simon Le Borgne, un'esperienza che invita gli spettatori a sentire l'intensità del cambiamento realizzata dal coreografo francese in collaborazione con il performer e musicista Ulysse Zangs. Alle ore 20:30, nella Sala Grande del Teatro Comunale è la volta di Leïla Ka – rivelazione della scena europea, autrice delle coreografie per artisti come Beyoncé e Zaho de Sagazan – che in Maldonne dà vita insieme a cinque eccezionali interpreti (e oltre quaranta abiti differenti) a un’ode colorata e senza tempo all’amicizia al femminile.

ABC – Allegra Brigata Cinematica, PlayJam, © Clara Mammana, Bolzano Danza 2026

Martedì 21 luglio alle ore 17:30 il parco tecnologico NOI Techpark ospita il talk Landi’s Cube: Inside the code,che presenta i recenti sviluppi della ricerca condotta dalla coreografa Margherita Landi all’interno dell’OpenLab triennale lanciato nel 2025, dedicato allo sviluppo di un’applicazione in MR (Mixed Reality) che permette di dirigere in tempo reale i danzatori nel corso di una performance. Per l’occasione, al pubblico viene offerto in uno showcase dedicato la possibilità di sperimentare in prima persona i visori VR e il metodo del Landi’s Cube, che si ispira al Cubo di Laban e a quello di Rubik per arrivare a fondere danza e realtà virtuale in un linguaggio visivo tridimensionale. Segue un momento finale di Q&A con i partecipanti all’appuntamento.

Si prosegue mercoledì 22 luglio con uno degli appuntamenti più attesi di questa quarantaduesima edizione: alle ore 20:30 la sala teatrale della Waltherhaus, apre le porte a Bolzano Danza per la prima italiana del capolavoro di Anne Teresa de Keersmaeker, Rosas danst Rosas, pietra miliare della danza contemporanea, che ritorna a 43 anni dal debutto con un cast completamente rinnovato. 

Giovedì 23 luglio alle ore 18:00 (con replica alle ore 19:30) il collettivo milanese Cult of Magic – tra i più apprezzati della scena emergente italiana – invita il pubblico nei suggestivi spazi del Bunker H, struttura militare sotterranea risalente al 1943, per presentare l’anteprima del suo nuovo lavoro FEAR OF THE DARK, che partendo da suggestioni legate a esoterismo e psicoanalisi dà vita a un paesaggio inconscio in cui è il linguaggio dei sogni a dettare le regole. 
Alle ore 20:30 al Teatro Studio del Teatro Comunale va in scena la prima italiana di Through the GrapevineLive di Alexander Vantournhout, versione inedita dell’elettrizzante performance realizzata dal coreografo belga con Axel Guérin nel 2020 – che ha imposto all’attenzione internazionale il lavoro di Vantournhout –, qui in una nuova versione che si avvale della colonna sonora dal vivo composta in tempo reale dall’eclettico compositore e musicista italiano Andrea Belfi. 

Venerdì 24 luglio alle ore 20:30 nella Sala Grande del Teatro Comunale un’altra prima italiana, e un altro momento clou di questa edizione 2026: ideato e diretto da Compagnie Olivier Dubois, Les Mémoires d'une seigneure è la versione al femminile della performance-evento Les Mémoires d'un seigneur, realizzata dal coreografo francese nel 2015, che ha scelto di riunire per l’occasione intorno a Marie-Laure Caradec, interprete storica di alcune tra le più importanti opere della compagnia, un coro di 50 donne non professioniste selezionate tramite open call sul territorio bolzanino e italiano.

Il valore universale della danza è al centro sabato 25 luglio dei due appuntamenti in programma nel pomeriggio: alle ore 16:00 nella Sala Prove del Teatro Comunale arriva infatti PlayJam, originale performance interattiva tra danza e musica per bambini da 0 a 3 anni realizzata dalla compagnia bergamasca ABC - Allegra Brigata Cinematica (replica ore 18:00 e domenica 26 luglio alle ore 10:00), mentre alle ore 17:30 (con replica alle 19:00) Piazza Alto Adige è il palcoscenico di VIFS + Baroc'Bal, due lavori in prima italiana diretti dal coreografo francese Bruno Benne, che con la sua compagnia Beaux-Champs dal 2013 fa propri i codici della “Belle Danse” del XVIII secolo per trasporli in chiave contemporanea, portando la danza barocca fuori dagli spazi ad essa tradizionalmente consacrati. 
Alle ore 20:30 al Teatro Studio del Teatro Comunale, un altro momento molto atteso con la prima assoluta di REPLICA, il nuovo lavoro prodotto da Compagnia Abbondanza/Bertoni – da oltre trent’anni protagonista della ricerca italiana – che vede lo storico duo eccezionalmente diretto da Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, tra gli autori-rivelazione della scena internazionale contemporanea.

Silvia Gribaudi Qui e ora Residenza Teatrale My Age, © Pergine Festival

La seconda settimana di Festival si apre lunedì 27 luglio con un’altra prima italiana da non perdere. Alle ore 20:30 nella Sala Grande del Teatro Comunale arriva infatti l’ultima opera della coreografa argentina Ayelen Parolin: accolta da un unanime successo di pubblico e critica in occasione del debutto a Bruxelles ad aprile,Irresistible Revolution reinterpreta alcuni generi musicali tipici del Sudamerica (come la murga e la cumbia) per immaginare un vortice di movimenti selvaggi, un’utopia in forma di spettacolo in cui l’eccesso collettivo e la gioia tracciano i contorni di un’altra possibilità.

La nuova danza italiana è protagonista assoluta del programma di martedì 28 luglio, che vede in scena alle 18:30 nello scenario fiabesco della Fondazione Antonio Dalle Nogare – anche quest’anno tra i partner del Festival – il collettivo romano di arti performative e visive Industria Indipendente, al Lavoro inQuixote_A rose is not a rose su un’inedita partitura tra movimento, suono e testo immaginata in tandem con Annamaria Ajmone, premio Danza&Danza 2015 come miglior interprete emergente contemporaneo e oggi tra le principali interpreti della disciplina. A precedere e a seguire la performance, la proiezione di Dammi i brividi ma non per la paura (2025) opera video che ha rappresentato l’avvio della collezione di scritture, oggetti e performance sul personaggio letterario di Quixote (Don Chisciotte) iniziata da Industria Indipendente nel 2024.
Si ritorna al Teatro Studio del Comunale alle ore 20:30 per RISE di Daniele Ninarello, opera collettiva che prende forma a partire da una riflessione profonda sulla crisi che deriva dalla disconnessione tra l’individuo e la collettività (altra coproduzione realizzata dal Festival nell’ambito del progetto RING con Festival Aperto Reggio Emilia, FOG Triennale Milano Performing Arts e Torinodanza Festival).

Mercoledì 29 luglio dalle ore 10:00 alle ore 19:15 l’Atelier di Museion ospita la performance per un massimo di due persone alla volta Je suisse (or not), firmata da Camilla Parini, co-fondatrice del pluripremiato collettivo elvetico Treppenwitz: un’esperienza intima e coinvolgente, fondata sull’azzeramento delle distanze, che attinge alla storia personale dell’autrice per indagare temi universali quali famiglia, identità e memoria.
Alle ore 20:30 ultimo appuntamento al Teatro Studio per questa 42ª edizione con il lavoro del danzatore e performer belga-tunisino Mohamed Toukabri, tra i coreografi emergenti della danza europea: presentato in anteprima all’ultimo Festival di Avignone, Every-Body-Knows-What-Tomorrow-Brings-And-We-All-Know-What-Happened-Yesterday trae ispirazione dal pensiero decoloniale per esplorare le connessioni tra danza, migrazione e trasmissione del sapere, fondendo hip-hop, storia personale e patrimonio collettivo per creare un potente viaggio poetico e politico. 

Giovedì 30 luglio la terrazza della Biblioteca Civica Cesare Battisti è il fulcro della prima giornata di Veduta_Atlante Mediterraneo, progetto realizzato dalla compagnia mk del Leone d’Argento Michele Di Stefano in collaborazione con Lorenzo Bianchi Hoesch e i danzatori dello Spellbound Contemporary Ballet, dell’omonimo Centro Nazionale di Produzione della Danza di Roma: un’indagine immersiva sul paesaggio urbano, tra i format più originali legati alla danza nati in Italia negli ultimi anni, che torna a Bolzano a distanza di otto anni in una veste completamente rinnovata dopo aver toccato con grande successo diverse città italiane (tre le repliche in programma, alle ore 17:00, 18:00 e 19:00). 
Ancora una location open-air per la coreografa italiana Francesca Ziviani, da anni attiva sulla scena francese, che presenta lo stesso giorno alle 20:30 in prima nazionale il suo ultimo lavoro État Sauvage, performance per due danzatrici e una batterista che interroga la funzione originaria della danza come spazio di relazione. L’appuntamento è nella storica cornice del Parco delle Semirurali, da anni palcoscenico privilegiato di Bolzano Danza con la collaborazione della Stagione Estiva Don Bosco.

laGeste / Stereo48, Badke(remix) © Bolzano Danza 2026

Per l’ultima giornata di programmazione, venerdì 31 luglio il Festival si spinge fuori dal territorio cittadino: alle ore 17:00 (replica alle ore 18:00) sui prati di Piccolino, frazione di San Martino in Badia, è infatti in programma il secondo episodio di Veduta_Atlante Mediterraneo di mk e Lorenzo Bianchi Hoesch, ambientato eccezionalmente in un contesto ibrido tra natura e dimensione urbana.
Alle ore 20:30 si torna a Bolzano per l’attesissimo spettacolo di chiusura di questa edizione 2026: la Sala Grande del Teatro Comunale ospita infatti Badke(remix), re-enactement dellospettacolo creato per la compagnia les ballets C de la B di Alain Platel e prodotto dai belgi di laGeste insieme a dieci danzatori palestinesi, che ha girato il mondo con enorme successo di pubblico e critica tra il 2013 e il 2016. Oggi il lavoro, originariamente diretto da Koen Augustijnen, Rosalba Torres e Hildegard De Vuyst, è passato interamente nelle mani della compagnia palestinese Studio48 grazie alla regia di Amir Sabra e Ata Khatab. 

Al termine dello spettacolo, il dj set partecipato di chiusura della manifestazione: a partire dalle ore 22.30, un dance floor condiviso con il pubblico e gli artisti del Festival per celebrare ancora una volta il potere di coesione della danza. Protagonista, sul palco del Comunale, la curatrice, architetta e DJ palestinese ADAN, di base a Londra, che presenterà un set che fonde minimal house ed electro con influenze sonore mediorientali e palestinesi, attingendo a ritmi dabke e pattern percussivi, tra groove ricchi di bassi e texture elettroniche, collegando le strutture tradizionali con il sound club contemporaneo.

SHARE
//

Tags

performance, bolzano danza, performing art, bolzano danza kids, olivier dubois
ARCHIVE