Contemporary Culture in the Alps
Contemporary Culture in the Alps
Since 2010, the online magazine on contemporary culture in South Tyrol and beyond in the Alpine environment.

Sign up for our weekly newsletter to get amazing mountain stories about mountain people, mountain views, mountain things and mountain ideas direct in your inbox!

Facebook/Instagram/Youtube
© 2026 FRANZLAB
Visual Arts

La slitta tra tradizione, gioco e competizione

Al Museo Etnografico delle Dolomiti nel bellunese, una mostra e un podcast per raccontare la neve e la slitta nelle sue diverse declinazioni, dal gioco agli sport olimpici, alla quotidianità.

23.02.2026
Claudia Gelati
La slitta tra tradizione, gioco e competizione

Bambini che slittano con vista sul Civetta, Falcade Alto, 1966; © Archivio della Provincia di Belluno

Bambini che slittano con vista sul Civetta, Falcade Alto, 1966; © Archivio della Provincia di Belluno

Se il curling vi ha tenuti incollati allo schermo della tv e le discese di sci alpino e slittino vi hanno elettrizzato; se tra twizzles e curve lift il pattinaggio su ghiaccio non ha più segreti per voi; se non avete capito che sport è il Biathlon ma è sicuramente un figata, ma anche se conoscete a menadito il medagliere olimpico e il vostro feed Instagram è invaso da video di atleti internazionali, che celebrano in ugual misura il bidet e la bontà di tiramisù, pizza e pizzoccheri (ma va?!)… potete stare tranquilli, la diagnosi è una sola: Febbre Olimpica Invernale. Niente di grave, ma assolutamente contagiosa, persino per gli allergici a qualsivoglia forma di sport come la sottoscritta. Non allarmatevi: si ripresenta solo ogni quattro anni e i sintomi, quali eccitazione, esaltazione del tricolore da Lampedusa al Brennero e googling compulsivo per verificare l’esistenza di quel minuscolo paese con una delegazione di soli due atleti, crescono esponenzialmente se si gioca in casa. Dopo 70 anni, infatti, i Giochi Olimpici Invernali sono tornati sulle Dolomiti e, certamente, Milano-Cortina 2026 sarà ricordata come la prima grandiosa olimpiade diffusa, oltre che per le solite polemiche e la gaffe in diretta tv. Italiani #dramaqueens d’eccelenza ma, alla fine, diamoci una pacca sulla spalla: tutto è bene è quel che finisce bene!

Tuttavia, se la vostra febbre olimpica invernale non accenna a svanire nemmeno col fantasma di Sanremo che si aggira per casa (Tutta l’Italia, Tutta l’Italia, Tutta l’Ita-lia eh!), sappiate che c’è una medicina indolore. Il trattamento prevede la somministrazione di una gita a Cesiomaggiore (BL) per l’esposizione temporanea “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, visitabile fino al prossimo 30 Aprile al Museo Etnografico delle Dolomiti, uno tra i più importanti in Italia della sua categoria per il patrimonio materiale ed immateriale che conserva. Questa mostra, che racconta la neve e le slitte in tutte le loro declinazioni, fa parte del progetto #SCIVOLARE - Storie di scie fra tradizione e competizione e si inserisce nel programma delle Olimpiadi Culturali promosse da Fondazione Milano Cortina 2026.

Dettagli allestimento mostra "La slitta fra tradizione, gioco e competizione"; © Museo Etnografico delle Dolomiti
About the authorClaudia GelatiMi chiamo Claudia e sono quella con la frangetta, gli occhiali tondi e le calze a pois. Qualcuno [...] More
Due spazi per infinite scivolate. Per iniziare il percorso di visita si entra subito nel turbine della velocità, con un video girato dall’atleta che per primo ha provato la nuova pista di bob di Cortina. Questa sezione è dedicata in particolare ai campioni italiani della specialità dello skeleton e dello slittino. Arricchita da splendide foto e video concessi dal Museo Olimpico di Losanna, ci permette di ammirare da vicino anche due esemplari di skeleton e slittino, consegnati direttamente dalle nazionali italiane impegnate nei giochi olimpici. Si prosegue con un viaggio nel tempo per tornare agli albori dello sviluppo del turismo invernale nelle Dolomiti Bellunesi, con uno sguardo anche agli anni del boom economico, quando sciatori e amanti della slitta condividevano ancora la pista. E poi ancora più indietro per ammirare gli slittini tradizionali del territorio bellunese: il ferion, o ferada –uno slittino da ghiaccio con affilati pattini in ferro–, lo slittino monopattino e il musset, più leggero da neve e costruito ad incastro con varie essenze legnose. In mostra, spazio anche alle curiosità: lo sapevate, ad esempio, che la slittovia è il primo impianto di risalita ad uso degli sciatori, concepito addirittura negli anni ’30? Il suo nome deriva dalla somiglianza alla slitta; munito di panche e con pattini metallici, veniva trascinata verso l’alto da un sistema meccanico. Cuore di questa sezione però è il tema del ricordo: decine di interviste a persone del luogo ci restituiscono l’incanto di una stagione invernale, quando tutto era bianco e giocare sulla neve era un rito comunitario. Ma oltre a godere della creatività dei designer nel progettare le forme più curiose di slitte, bob e skibob, con un ultimo flashback possiamo ammirare anche la più umile delle slitte, quella utilizzata quotidianamente come mezzo di trasporto di fieno, legname, pietre duramente ricavati dal lavoro dell’uomo sui ripidi pendii dolomitici. 
Sviluppo turistico sul Nevegal - Anni Sessanta; © Archivio della Provincia di Belluno

La seconda e ultima parte della mostra è ospitata nella sala del pendio, dove le slitte dell’esposizione permanente sono ulteriormente valorizzate ricordando il loro ruolo essenziale per il trasporto di persone e della posta durante la rigida stagione invernale, quando le carrozze trainate dai cavalli venivano necessariamente messe a riposo. In questa sala, una nuova postazione multimediale consente ai visitatori di esplorare il Glossario della neve, e carpire così le diverse sfumature e tipologie di neve e delle nevicate nelle valli delle Dolomiti Bellunesi, ma anche i tanti nomi con cui erano definite le slitte e i detti popolari sulla neve, spesso legati ai santi del calendario e all’osservazione della natura al fine di prevedere le nevicate. 

Per addentrarsi ulteriormente, è possibile ascoltare “Nevica! – Memorie di slitte nelle Dolomiti bellunesi” , un podcast di 5 puntate disponibile sulle principali piattaforme streaming, scritto e narrato da Paolo Maoret con le musiche di Marco degli Esposti, prodotto da Piombo Podcast in collaborazione con l’Associazione ISOIPSE , che ha curato la ricerca etnografica attraverso il lavoro di Valentina De Marchi, Francesca Barp, Elisabetta Feltrine e Iolanda Da Deppo. Un vero audio documentario etnografico immersivo, che nasce come attività di ricerca, scrittura e produzione sonora, che si inserisce organicamente all’interno della mostra. L’accendo viene posto in modo particolare sulla dimensione linguistica e dialettale locale, valorizzando l’immenso patrimonio immateriale di termini, espressioni e modi di dire legati alla neve e alle sue caratteristiche, capace di raccontare con autenticità una cultura rurale profondamente connessa alle condizioni meteorologiche e alla vita in montagna. Attraverso le voci dei ragazzi di una volta di Cadore, Comelico, Zoldo e Alpago, il podcast mette in luce anche figura come i costruttori di slitte, custodi di saperi antichi e pratiche di recupero, ma tocca anche tematiche più attuali come il cambiamento climatico, raccontato attraverso l’esperienza vissuta. 

(1)Slitta da fieno appoggiata al muro di un’abitazione, Feltrino e (2) Slitta carica di foglie, Arsiè, 1977; ©Archivio Museo Etnografico Dolomiti

Attraverso la mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, ma anche il podcast “Nevica”, scopriamo che l’atto dello scivolare, prima ancora di essere sport, prima di piste, regole e montagne, era un gesto quotidiano, anche di sopravvivenza. Si scivolava sulla neve per giocare, lavorare e spostarsi. Per questo motivo e, naturalmente, per alleviare i sintomi da Febbre Olimpica Invernale, scivolare al Museo Etnografico delle Dolomiti di Cesiomaggiore, è davvero un ottima idea per soddisfare ogni curiosità su slitte e neve, ma anche per scoprire ancora qualcosa in più sulla vita di montagna di oggi e di ieri. La mostra si visita con il biglietto d’ingresso del museo. Fino al 18 Aprile, inoltre, tutti i sabati alle ore 16.30 visite guidate gratuite a cura delle educatrici di Isoipse. Maggiori informazioni qui.

SHARE
//

Tags

Belluno, ISOIPSE, Museo Etnografico delle Dolomiti, , olimpiadi
ARCHIVE