Al Museo Etnografico delle Dolomiti nel bellunese, una mostra e un podcast per raccontare la neve e la slitta nelle sue diverse declinazioni, dal gioco agli sport olimpici, alla quotidianità.

Bambini che slittano con vista sul Civetta, Falcade Alto, 1966; © Archivio della Provincia di Belluno
Bambini che slittano con vista sul Civetta, Falcade Alto, 1966; © Archivio della Provincia di Belluno
Se il curling vi ha tenuti incollati allo schermo della tv e le discese di sci alpino e slittino vi hanno elettrizzato; se tra twizzles e curve lift il pattinaggio su ghiaccio non ha più segreti per voi; se non avete capito che sport è il Biathlon ma è sicuramente un figata, ma anche se conoscete a menadito il medagliere olimpico e il vostro feed Instagram è invaso da video di atleti internazionali, che celebrano in ugual misura il bidet e la bontà di tiramisù, pizza e pizzoccheri (ma va?!)… potete stare tranquilli, la diagnosi è una sola: Febbre Olimpica Invernale. Niente di grave, ma assolutamente contagiosa, persino per gli allergici a qualsivoglia forma di sport come la sottoscritta. Non allarmatevi: si ripresenta solo ogni quattro anni e i sintomi, quali eccitazione, esaltazione del tricolore da Lampedusa al Brennero e googling compulsivo per verificare l’esistenza di quel minuscolo paese con una delegazione di soli due atleti, crescono esponenzialmente se si gioca in casa. Dopo 70 anni, infatti, i Giochi Olimpici Invernali sono tornati sulle Dolomiti e, certamente, Milano-Cortina 2026 sarà ricordata come la prima grandiosa olimpiade diffusa, oltre che per le solite polemiche e la gaffe in diretta tv. Italiani #dramaqueens d’eccelenza ma, alla fine, diamoci una pacca sulla spalla: tutto è bene è quel che finisce bene!
Tuttavia, se la vostra febbre olimpica invernale non accenna a svanire nemmeno col fantasma di Sanremo che si aggira per casa (Tutta l’Italia, Tutta l’Italia, Tutta l’Ita-lia eh!), sappiate che c’è una medicina indolore. Il trattamento prevede la somministrazione di una gita a Cesiomaggiore (BL) per l’esposizione temporanea “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, visitabile fino al prossimo 30 Aprile al Museo Etnografico delle Dolomiti, uno tra i più importanti in Italia della sua categoria per il patrimonio materiale ed immateriale che conserva. Questa mostra, che racconta la neve e le slitte in tutte le loro declinazioni, fa parte del progetto #SCIVOLARE - Storie di scie fra tradizione e competizione e si inserisce nel programma delle Olimpiadi Culturali promosse da Fondazione Milano Cortina 2026.

La seconda e ultima parte della mostra è ospitata nella sala del pendio, dove le slitte dell’esposizione permanente sono ulteriormente valorizzate ricordando il loro ruolo essenziale per il trasporto di persone e della posta durante la rigida stagione invernale, quando le carrozze trainate dai cavalli venivano necessariamente messe a riposo. In questa sala, una nuova postazione multimediale consente ai visitatori di esplorare il Glossario della neve, e carpire così le diverse sfumature e tipologie di neve e delle nevicate nelle valli delle Dolomiti Bellunesi, ma anche i tanti nomi con cui erano definite le slitte e i detti popolari sulla neve, spesso legati ai santi del calendario e all’osservazione della natura al fine di prevedere le nevicate.
Per addentrarsi ulteriormente, è possibile ascoltare “Nevica! – Memorie di slitte nelle Dolomiti bellunesi” , un podcast di 5 puntate disponibile sulle principali piattaforme streaming, scritto e narrato da Paolo Maoret con le musiche di Marco degli Esposti, prodotto da Piombo Podcast in collaborazione con l’Associazione ISOIPSE , che ha curato la ricerca etnografica attraverso il lavoro di Valentina De Marchi, Francesca Barp, Elisabetta Feltrine e Iolanda Da Deppo. Un vero audio documentario etnografico immersivo, che nasce come attività di ricerca, scrittura e produzione sonora, che si inserisce organicamente all’interno della mostra. L’accendo viene posto in modo particolare sulla dimensione linguistica e dialettale locale, valorizzando l’immenso patrimonio immateriale di termini, espressioni e modi di dire legati alla neve e alle sue caratteristiche, capace di raccontare con autenticità una cultura rurale profondamente connessa alle condizioni meteorologiche e alla vita in montagna. Attraverso le voci dei ragazzi di una volta di Cadore, Comelico, Zoldo e Alpago, il podcast mette in luce anche figura come i costruttori di slitte, custodi di saperi antichi e pratiche di recupero, ma tocca anche tematiche più attuali come il cambiamento climatico, raccontato attraverso l’esperienza vissuta.


Attraverso la mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, ma anche il podcast “Nevica”, scopriamo che l’atto dello scivolare, prima ancora di essere sport, prima di piste, regole e montagne, era un gesto quotidiano, anche di sopravvivenza. Si scivolava sulla neve per giocare, lavorare e spostarsi. Per questo motivo e, naturalmente, per alleviare i sintomi da Febbre Olimpica Invernale, scivolare al Museo Etnografico delle Dolomiti di Cesiomaggiore, è davvero un ottima idea per soddisfare ogni curiosità su slitte e neve, ma anche per scoprire ancora qualcosa in più sulla vita di montagna di oggi e di ieri. La mostra si visita con il biglietto d’ingresso del museo. Fino al 18 Aprile, inoltre, tutti i sabati alle ore 16.30 visite guidate gratuite a cura delle educatrici di Isoipse. Maggiori informazioni qui.