Contemporary Culture in the Alps
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franz publisher,Photography ,Visual Arts

sculpturebreakfast 365 days: pratiche quotidiane di creatività

Intervista a Marco Pietracupa e Hannes Vonmetz Schiano, autori degli scatti fotografici del nuovo volume “sculpturebreakfast 365 days”, edito da franzLAB per la collana Cento.

15.01.2026
Maria Quinz
sculpturebreakfast 365 days: pratiche quotidiane di creatività

© sculpturebreakfast 365 days, Marco Pietracupa, Hannes Vonmetz Schiano

© sculpturebreakfast 365 days, Marco Pietracupa, Hannes Vonmetz Schiano

Mettete insieme degli amici artisti di prima mattina, o meglio all’ora di colazione. 
Aggiungeteci la voglia di sentirsi e di ridere insieme, seppur a distanza, tra una brioche inzuppata nel caffè ed uno sbadiglio, tra una chiacchiera e qualche frutto di stagione. E poi rimescolate il tutto in un mix di immagini giocose e coloratissime di queste colazioni, scattate con il telefonino, ognuno da casa propria, ed eccovi servito un piccolo assaggio del progetto artistico sculpturebreakfast (esplicitato anche in una mostra attualmente presente all’Hotel ICARO all’Alpe di Siusi che verrà ufficialmente inaugurata il 21 marzo) e del libro, fresco di stampa, che ne mostra gli esiti realizzati nel corso di un intero anno, giorno per giorno, colazione dopo colazione.

I due amici di vecchia data, entrambi altoatesini, sono il fotografo Marco Pietracupa e l’artista Hannes Vonmetz Schiano. Marco Pietracupa è un fotografo e artista italiano nato a Bressanone, attivo soprattutto nei settori della fotografia di moda, ritratto e arte contemporanea, con pubblicazioni su riviste internazionali e mostre in importanti istituzioni e gallerie come Vice Gallery Milano e Business Gallery New York. Ha studiato all’Istituto Italiano di Fotografia a Milano, dove vive e lavora, e ha collaborato con magazine e brand importanti del mondo della moda e dell’arte. 
Hannes Vonmetz Schiano è un artista e pittore italiano, anche lui originario di Bressanone, attivo principalmente nella pittura astratta. Formatosi tra l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Kunstakademie di Düsseldorf, ha esposto in numerose mostre personali, collettive e fiere internazionali tra Italia, Germania e altri paesi. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra colore, luce e spazio emotivo, con opere dal forte impatto sensoriale.

La nuova pubblicazione sculpturebreakfast 365 days, nelle due varianti di copertina, © Marco Pietracupa

Il libro appena pubblicato ed edito da franzLAB per la collana Cento, con progetto grafico di Sebastian De Bellis, si chiama sculpturebreakfast 365 days e raccoglie 365 immagini fotografiche, una per ogni giorno dell’anno realizzate dai due artisti in una sorta di diario visivo costruito giornalmente ed in cui oggetti quotidiani e semplici alimenti come pane, frutta, uova, posate, tazze diventano materia da plasmare per brevi esperimenti scultorei. Sfogliando il volume fresco di stampa, non si può non increspare le labbra in un sorriso divertito, percependo l’ironia e la giocosità che pervade la sequenza di immagini. Scatti che raccontano brevi attimi di creatività spontanea, basata sulla pratica quotidiana della colazione mattutina e che in un processo fondato sulla ritualità e l’interazione reciproca, si sono trasformati, via via, in gesto creativo consapevole, seppur sempre connotato dall’immediatezza e dalla freschezza originaria. 

About the authorMaria QuinzDentro di me è piuttosto affollato. C'è quella che scrive, traduce e adora leggere, ritagliandosi attimi di quiete e [...] More
Quello che nasce come divertissement si trasforma presto in un esercizio di disciplina e libertà insieme. Come scrive Anna Quinz, curatrice del libro edito da franzLAB, le sculture nascono da interventi minimi e da un rapporto diretto con la casualità del quotidiano: “un uovo che suggerisce un volto, una fetta di pane che diventa architettura, un cucchiaino che si piega come un equilibrista precario”. In questo gioco di metamorfosi, l’arte sembra tornare al suo grado zero, recuperando una dimensione infantile e meditativa ed il piacere di inventare forme nel tempo sospeso del mattino. “Ogni fotografia è un piccolo atto di resistenza contro la fretta, un invito a rallentare, a guardare le cose da un’altra prospettiva”. Nel dialogo tra i due autori – come sottolinea la curatrice - emergono sensibilità diverse ma complementari. Pietracupa porta con sé una particolare attenzione alla materia e alla luce, rendendo vibrante anche l’oggetto più semplice; Vonmetz Schiano introduce una dimensione pittorica e compositiva che trasforma l’immagine fotografica in un atto di costruzione formale. Insieme sviluppano un linguaggio che intreccia fotografia, pittura e arte concettuale, mantenendo un equilibrio sottile tra ironia e rigore estetico.
La nuova pubblicazione sculpturebreakfast 365 days, © Marco Pietracupa

Poiché sculpturebreakfast nasce dalla complicità e dal dialogo tra amici, non potevo non dare spazio all’intreccio delle due voci di Marco ed Hannes e al loro racconto, che va dalla genesi del progetto alla pagina dedicata su Instagram, dal libro fotografico alla mostra in corso all’Hotel ICARO sull’Alpe di Siusi e poi chissà dove altro ancora...

Iniziamo da Marco: qual è stato l’incipit che ha dato il via al progetto?
Il progetto è nato letteralmente a colazione, tra un cornetto e un caffè, in compagnia di un gruppo di amici “a distanza”. Abbiamo una chat in cui ogni mattina ci salutiamo: spesso sono solo poche parole — un “ciao, come stai?” — accompagnate da immagini di dove siamo e di cosa stiamo facendo. A un certo punto abbiamo iniziato a fotografare le nostre colazioni. Da lì sono emerse immagini che ci facevano sorridere, come una brioche infilata in una tazza che sembrava una faccia buffa., con delle combinazioni casuali ma sorprendentemente espressive. È nato così un piccolo divertissement mattutino, un gioco che richiedeva pochissimo tempo ma che ci metteva di buon umore. All’inizio ci limitavamo a sorridere, poi a scherzarci sopra. Alla terza o quarta volta ho scritto a Hannes: «Ma sai che sono belle queste sculture?». E lui mi ha risposto: «È vero, sono proprio simpatiche». Da lì io e lui abbiamo iniziato a prendere la cosa un po’ più sul serio, a giocare con maggiore consapevolezza su oggetti, forme e colori. Siamo andati avanti per parecchio tempo, osando ogni volta di più. Si è creata quasi una sfida reciproca: ognuno cercava di fare qualcosa di più interessante dell’altro. Le composizioni sono diventate via via meno casuali e abbiamo iniziato a utilizzare anche altri oggetti trovati in casa o in cucina, costruendo piccole sculture.

© sculpturebreakfast 365 days, Marco Pietracupa, Hannes Vonmetz Schiano

Quando vi siete accorti che le foto potevano diventare un vero e proprio progetto?
Quando abbiamo capito che piacevano,dopo che abbiamo cominciato a condividerle anche su Instagram sotto forma di storie. A quel punto avevamo già realizzato circa un centinaio di immagini e, quasi naturalmente, il progetto ha iniziato a prendere una forma più definita. La curatrice Anna Quinz, con il suo sguardo attento e lungimirante, ha intuito che dietro questo scambio fotografico c’era un potenziale più ampio e ci ha proposto di realizzare un libro per la collana Cento di franzLAB. L’idea ci è piaciuta subito, ed eccoci qui.

Qual è stato l’aspetto più interessante del progetto, man mano che prendeva forma?
Ci affascinava l’idea di iniziare la giornata in modo creativo, con pochissimo sforzo e in un tempo brevissimo — circa dieci minuti — utilizzando solo ciò che avevamo a disposizione. Questa piccolo “sfogo” del mattino aveva un effetto positivo: ci permetteva di cominciare la giornata con un’energia diversa. Ci sarebbe piaciuto che anche altri iniziassero a realizzare le proprie sculture e a taggarci, rendendo il progetto virale. Non lo abbiamo mai comunicato apertamente e forse qualcuno ha pensato che potesse darci fastidio essere “copiati”. All’inizio in effetti qualcuno ci ha provato, poi ha smesso e alla fine siamo rimasti solo noi due. Permane però il desiderio di trasmettere questo entusiasmo: l’idea che fare qualcosa di creativo, appena svegli, possa cambiare anche ad altri il modo di affrontare la giornata, ovviamente in meglio. Chissà, magari in futuro diventerà contagioso, forse anche grazie al libro.

Il libro, fresco di stampa, com’è strutturato?
Le fotografie sono sia mie che di Hannes e sono mescolate senza un ordine preciso. In totale sono 365, come i giorni dell’anno. In realtà ne abbiamo realizzate molte di più — circa quattro o cinquecento — ma abbiamo escluso le prime, che forse erano ancora troppo semplici. Abbiamo selezionato quelle che, a nostro avviso, risultavano più riuscite e interessanti. Chi ci conosce potrà probabilmente riconoscere l’autore delle immagini anche dal luogo in cui sono state scattate: ognuno scattava a casa propria o nel posto in cui si trovava. Nel mio caso, tra l’Alto Adige, la casa di Milano e qualche periodo di vacanza. Il libro è stato co-finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e da Hotel Icaro. Icaro è un art hotel: i proprietari amano sostenere l’arte, organizzano regolarmente esposizioni, ed erano molto motivati nello sponsorizzare il progetto. Abbiamo anche allestito una mostra all’interno dell’hotel, inaugurata di recente, che rimarrà aperta per un anno. 

La nuova pubblicazione sculpturebreakfast 365 days, © Marco Pietracupa

Cosa vedranno in mostra i visitatori da Icaro?
Le immagini in mostra sono trenta e sono esposte in diversi ambienti dell’hotel. Le dimensioni delle opere sono volutamente contenute, anche perché le fotografie sono state scattate con il telefono — peraltro non di ultima generazione — e non erano pensate per grandi formati. Inoltre, vista la quantità di immagini prodotte, ci sembrava sensato mantenerle più piccole per poterne mostrare di più. La maggior parte delle stampe misura 24×30 cm ed è incorniciata con una cornice a cassetta sottile; alcune, le più grandi, sono invece in formato 30×40 cm. Le fotografie sono anche acquistabili come pezzi unici: abbiamo scelto di trattarle come dipinti, non come edizioni multiple e proporle in vendita con un prezzo volutamente accessibile.

Hannes, invece per te quali sono gli aspetti più interessanti del progetto, nato un po' per caso?
Tra gli aspetti più stimolanti di sculpturebreakfast c’è sicuramente il fatto che, per quanto l’idea sia nata per caso, ci siamo posti determinate regole, e quindi "obbligati" a seguire una certa disciplina, che è stata molto funzionale nello sviluppo del progetto. Questa ritualità ha molto stimolato la nostra creatività nel realizzare le singole sculture che, col passare del tempo, si è trasformata in un "Selbstläufer", ovvero in un costante concatenarsi di ispirazioni e idee utili per dare forma alle sculture successive. Poi comunque non si può dimenticare il fatto che per noi sculpturebreakfast è stato, prima di tutto, un grande divertimento e che tutte le mattine ci faceva iniziare la giornata con un sorriso.

Come si interfaccia sculpturebreakfast con il tuo percorso creativo?
Inizialmente pensavo fosse un lavoro abbastanza distante dal mio percorso artistico, ma riflettendoci bene ho notato che incorpora tantissimi criteri che definiscono il mio modo di fare arte. La scultura, non in senso classico, mi ha sempre interessato ed ormai sono tanti anni che fa parte del mio vocabolario espressivo. E la serialità invece, che col tempo e la dedizione si tramuta nel sopracitato "Selbstläufer", è alla base di tutti i miei lavori di collage. 

© sculpturebreakfast 365 days, Marco Pietracupa, Hannes Vonmetz Schiano

Cosa vedi nel futuro del progetto o in questa “collaborazione atipica” con Marco?
Per quanto riguarda il futuro, stiamo già lavorando a dei nuovi progetti. Ci sono diverse possibilità e strade aperte. In teoria 365 giorni ci sono ogni anno e quindi, prossimamente, si potrebbe andare ancora avanti con una “sculpturebreakfast” al giorno! A parte gli scherzi, il nostro vero progetto per il futuro è di riportare le sculture dal piano bidimensionale di nuovo a quello tridimensionale. Ovvero ricrearle facendone delle vere e proprie sculture tridimensionali iper-realistiche (probabilmente in metallo dipinto) così - alla fine - da chiudere un po' il cerchio.

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franzpublisher, sculpturebreakfast365days, breakfast
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