La mostra “La montagna illustrata” raccoglie alcune delle più belle copertine di letteratura a tema montagna, celebrando bellezza e potere di immagini che sanno evocare al meglio l’emozione del paesaggio alpino.

Installation view, "La montagna illustrata" a Casa Robegan (TV); © Elena Mariotto
Installation view, "La montagna illustrata" a Casa Robegan (TV); © Elena Mariotto
Don’t judge a book by its cover. Non giudicare un libro dalla copertina.
Non è un comandamento, ma una frase metaforica che abbiamo pronunciato tutti almeno una volta e che, attraverso i libri, indica come non si dovrebbe giudicare il valore di qualcosa o qualcuno solamente dal loro aspetto esteriore. Pare che questa frase fece la sua prima comparsa proprio in un libro nella seconda metà dell’800. Certo, se parliamo di persone, sul come non si debba mai giudicare fermandosi all’apparenza, questo è certamente vero ma, tristemente più facile a dirsi che a farsi, complice l’(ab)uso quotidiano dei social media, dove possiamo scegliere quale faccia mostrare sulla piazza virtuale.
Ma per i libri sarà ancora così? Raramente viene ricordato l’autore della copertina, eppure la prima comunicazione con il lettore avviene proprio attraverso la copertina del libro che, in fondo, è la prima cosa che vediamo sullo scaffale di una libreria; un’anticipazione di ciò che andremo a leggere. L’autrice Jhumpa Lahiri nel suo piccolo libro-manifesto “Il Vestito dei libri” (Guanda, 2017), ragiona su editoria e copertine e di come, in fin dei conti, esse siano i vestiti dei libri. Lo fa in una maniera semplice, ma sempre puntuale.
“La copertina giusta è un come un bel cappotto, elegante e caldo, che avvolge le mie parole mentre camminano per il mondo, mentre vanno a un appuntamento con i miei lettori”
Qualcosa di interessante, poi, accade con i libri che vengono tradotti in più lingue: questi, dovendo essere posizionati su altri mercati, assumo copertine e dettagli grafici differenti, per rispondere a codici diversi e incontrare il gusto (spesso inconsciamente) di altri pubblici. Anche per i classici della letteratura vale un discorso analogo, ma qui è un po’ un Far West editoriale: passare dall’edizione con la copertina finemente illustrata a quella con una fotografia grottesca spiccicata a pagina intera e il prezzo bello in rilievo, è un attimo.


Certo, è vero: non possiamo giudicare il contenuto di un libro dalla sua copertina, però un’idea possiamo farcela. Non credo, poi, che art director e grafici delle più grandi case editrici sarebbero contenti di origliare conversazioni del tipo: “vabbè che te frega se la copertina fa schifo, tanto il libro all’interno è uguale… e così costa pure meno”. Per uno che lo pensa vergognosamente, ce ne sono dieci che lo dicono ad alta voce, compiaciuti che tale saggezza sia uscita dalla loro bocca. Io che non sono un art director, ma che di copertine ne vedo parecchie…rabbrividisco. D’altro canto mi tocca ammettere che, da designer di formazione, copertine carine e ragionate, mi hanno più volte tratto in inganno, lasciandomi a bocca asciutta con un romanzo che avrei preferito non leggere. Sul senso di una copertina ha ragionato anche un gigante come Bruno Munari, che due o tre cosette direi che le sapeva.
"La copertina di un libro è un piccolo manifesto e ha lo scopo di comunicare all’osservatore che in quel libro c’è qualcosa d’interessante per lui. Tutte le copertine di tutti i libri dovrebbero avere questo scopo, e non solo questo, ma anche quello di distinguersi in mezzo a tutte le copertine di libri allineati nella stessa vetrina e in qualunque altra vetrina”





Qualche esempio? Esposte a “La montagna illustrata. Progetti grafici per l’editoria” diverse tavole di Guido Scarabottolo, tra gli illustratori più apprezzati del panorama editoriale internazionale (Internazionale, New Yorker, Europeo, Il Sole 24 Ore, New York Times…) e art-director per la casa editrice Guanda fino al 2015. Tra gli illustratori in mostra anche un nome già noto a queste pagine: Andrea Bettega, grafico, illustratore e grande frequentatore delle terre alte che già conosciamo attraverso il progetto Alpigrafia: un account Instagram divenuto archivio digitale di tutto ciò che è comunicazione visiva e arte illustrata relativa alla montagna. Dai poster di promozione turistica del ‘900 agli adesivi di rifugi e hotel, passando per le incisioni artistiche, Bettega racconta il progetto qui . A Treviso, in mostra alcune sue tavole di grandi dimensioni realizzate per riviste, quotidiani e numerosi libri.
Si prosegue la scalata virtuale, con Paolo Gallina, illustratore e fumettista trevigiano, tra promotori del Treviso Comic Book Festival, che qui espone alcune tavole del fumetto “Bepi Mazzotti. Il Robinson delle Ville Venete e della Bellezza” (2022). Presenti anche le opere di Piero Macola e Marina Marcolin. Macola è un veneziano trapiantato a Parigi, che lavora con carta e acquerello e in mostra porta i disegni tratti dal volume “Sulle Alpi” di Daniele Zovi (Raffaello Cortina Editore, 2024). Marcolin, invece, è un’apprezzata pittrice e illustratrice che collabora con case editrici e gallerie nazionali ed internazionali. Sua è la copertina dell’ultimo grande successo di Matteo Righetto “Il richiamo della montagna” (Feltrinelli, 2025). Vive e lavora nel vicentino vista lago e bosco. In mostra anche le illustrazioni pubblicate nelle riviste “Mappe” (Touring Club Italia) e “Ski Français” e sul calendario “Camminare nelle Alpi” ad opere di Antonio Pronostico, che con uno stile innovativo e colori vibranti si è imposto come uno tra gli autori più interessanti e richiesti del panorama Italiano.



Non mancano anche le suggestive immagini prodotte da Alessandro Sanna, autore e illustratore di albi illustrati e che, da Mantova, ha conquistato per tre volte il Premio Andersen; sua ricordiamo l’illustrazione sulla copertina de “Il ragazzo selvatico” di Paolo Cognetti (Terre di Mezzo, 2024).
Infine, ultimo ma non ultimo, Andrea Serio, illustratore e fumettista di fama internazionale, ma anche direttore artistico e docente della Scuola Internazionale di Comics di Torino. A Treviso porta le tavole illustrata de “Il peso della farfalla” di Erri De Luca (Feltrinelli, 2020)
Allora, pronti per intraprendere un viaggio tra vallate e cime illustrate? I compagni di escursione sono tutti di pregio e sono piuttosto certa che, attraverso i loro lavori, saranno in grado di mostrarci, ancora una volta, quante montagne diverse possono esistere e quanti modi diversi di vivere e assaporare le terre alte. La mostra “La montagna illustrata. Progetti grafici per l’editoria” rimane aperta e visitabile fino al prossimo 23 Novembre, nei seguenti giorni e orari: Venerdì con orario 15-19, Sabato 10-19 e Domenica 10-18. L'ingresso è libero. Maggiori informazioni su www.fondazionemazzotti.com .