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November 10, 2022

A carte scoperte. Dalla cartografia geologica delle Dolomiti all’arte contemporanea

Stefania Santoni

“Ho percorso miglia con le mappe stradali.
…Mi sembrava ovvia questa risonanza tra il macrocosmo delle mappe e il microcosmo del corpo, un cambio di vocabolario…
Esplorare le mappe, portare fuori i fiumi, le strade, in modo che l’energia, il respiro, il sangue scorra nelle vene, per far passare il flusso e dar loro vita…
Cathryn Boch

 

Venerdì 4 novembre ha inaugurato al Museo di Scienze e Archeologia di Rovereto la mostra A carte scoperte. Dalla cartografia geologica delle Dolomiti all’arte contemporanea promossa dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Comunità della Vallagarina, Comune di Rovereto, Apt Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il patrocinio di ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e AIC Associazione Italiana Cartografia. E Con il sostegno di Cassa Rurale Alto Garda Rovereto.

Curata da Fabrizio Bizzarini, Michela Canali e Tiziano Straffelini, la mostra nasce per celebrare i 200 anni della cartografia geologica delle Dolomiti. DCIM102MEDIADJI_0329.JPG

L’esposizione intende dimostrare che la cartografia geologica non è solamente appannaggio di studiosi di geologia, ma può diventare uno strumento in grado di veicolare valori ed emozioni costantemente, anche per persone profane della materia. 

L’allestimento si apre con una sezione che esplicita come si forma e crea una carta geologica e soprattutto come si legge, spiegandone il linguaggio universale. Perché colori e simboli sono codificati: ogni geologo, in qualunque parte del mondo, è in grado di leggere una carta geologica, a prescindere dal suo luogo di provenienza e della lingue che parla.DCIM102MEDIADJI_0337.JPG

A seguire, una parte più storica mostra le tappe della cartografia geologica italiana, soprattutto della nostra zona, per poi arrivare ad analizzare quali sono le varie declinazioni della cartografia geologica; attualmente il servizio geologico della PAT ha un sistema che permette a ogni cittadino di accedere alla consultazione di carte geologiche, del rischio idrologico e anche della pericolosità. Si tratta di un sistema tecnologico che permette di appropriarsi di mappe e di poterle leggere facilmente. Quest’operazione sarà possibile anche in mostra grazie a una postazione interattiva utilizzabile da ogni visitatore e visitatrice: inserendo il nome della città di provenienza del Trentino, si riusciranno a visualizzare i terreni presenti, il rischio fluviale o torrentizio, la carta delle pericolosità e così via.

La mostra ha visto la collaborazione con il MAG di Riva del Garda attraverso il prestito di carte topografiche e anche con il Liceo Rosmini di Rovereto, che possiede un patrimonio cartografico davvero incredibile. Con quest’istituzione scolastica il museo ha avviato una forma di alternanza scuola-lavoro per cui gli studenti e le studentesse stanno cartografando e facendo lo studio preliminare al restauro delle carte, oltre alla classificazione del patrimonio cartografico della scuola. La scuola ha messe a disposizione della mostra diversi materiali che solitamente venivano usati nella didattica, come una carta del cielo e una carta geomorfologica. In questo modo è stato completamente ampliato l’orizzonte dell’esposizione: non ci si trova più solo nella parte di cartografia geologica, ma anche nella cartografia del cielo così da poter illustrare tutte le varie possibilità e versatilità del mondo della cartografia. Ed è proprio in questa sezione che viene dimostrato come nel tempo l’evoluzione della carta passi da due a tre dimensioni grazie ai plastici e alle nuvole di punti. E’ stata poi introdotta la quarta variabile del tempo, cioè il tempo a scala umana, mostrato attraverso la carta del Vajont prima e dopo la catastrofe. carte5

La mostra si chiude la collaborazione di una galleria parigina (Galerie Papillon) che ha prestato le opere di un’artista francese contemporanea, Cathryn Boch, che lavora a partire da carte, mappe, atlanti, foto aeree per poi reinterpretarle creando nuovi territori e paesaggi. C’è quindi un finale molto poetico che apre nuovi orizzonti.  

«In mostra abbiamo cartografie di tutti i tipi. L’anello di congiunzione fra la mostra e l’artista è ad esempio la carta del cielo che ha prestato il Liceo Rosmini. La carta del cielo è stata giustapposta a un’opera di Cathryn Boch che si chiama costellazione: si tratta di una rievocazione della carta del cielo realizzata con una macchina da cucire perché Boch lavora cucendo sulle carte. Questa collaborazione con la galleria francese è stata voluta come operazione di completamento a seguito della collaborazione con il Liceo Rosmini e con il Mag, oltre ai prestiti del Professore Bizzarrini, altro curatore e noto paleontologo che ha gentilmente messo a disposizione carte magnifiche da un punto di vista geologico (come carte preziose che hanno più di 100 anni e che mostrano che lo studio della cartografia sia in continua evoluzione, come l’uso delle terminologie che del risultato)» ha spiegato Tiziano Straffellini. 

La mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio 2023 presso il Museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. 

 

Foto courtesy: Museo Civico di Rovereto

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