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February 22, 2021

La voce di Ilaria Gasperotti, illustratrice trentina che disegna l’animo umano

Abram Tomasi

Ero al The Right Side, festival di Arte e Musica a Villa Lagarina, quando ho visto per la prima volta le illustrazioni di Ilaria Gasperotti; un po’ surreali, un po’ fiabesche, raccontavano animaletti magici, principesse e un immaginario tutto suo. In questi anni lei non ha mai smesso di disegnare, da quattro anni si è trasferita dal Trentino a Bologna dove si sta per laureare in Fumetto e Illustrazione con un albo illustrato personalissimo e ha già iniziato un nuovo percorso creativo. Ma andiamo con ordine. 

Ilaria, quando hai iniziato a fare i primi disegni? E quando hai capito che poteva essere la tua strada?

Io disegno da sempre, penso che lo facciano tutti i bambini, almeno prima dell’avvento dei tablet era così. Alle Scuole Elementari ci facevano fare le cornicette per separare gli esercizi tra di loro, e io mi divertivo a farne di stranissime e molto complicate. Mi avevano regalato anche dei libri su come farle, ma non stavo mai nei bordi, più che cornicette disegnavo piccoli mondi. Più in là, ho frequentato il Liceo Artistico Depero a Rovereto e mi si è aperto un mondo. In particolare avevo scelto l’indirizzo Grafica pubblicitaria e c’era anche qualcosa di Illustrazione, e lì il mondo si è allargato in un universo. Ho scoperto l’illustratrice Nicoletta Ceccoli e tanti altri e io volevo essere come loro. Così ho iniziato a disegnare, più di cornicette ecco. Alcuni amici hanno iniziato a chiedermi un’illustrazione o un ritratto e lì, per la prima volta ho pensato che potessi farcela, che i miei disegni sarebbe piaciuti a qualcuno. 

Qual è stata la tua primissima mostra?

Ogni volta che mi propongono di esporre i miei disegni, o di fare qualche progetto, rispondo sempre in modo propositivo. Può essere anche dall’evento più piccolo che qualcuno si innamora dei tuoi lavori e che poi accadano cose belle. Ma se penso alla mia primissima mostra, qualcosa di più che i miei lavori esposti alla sagra del paese, direi proprio al The Right Side.

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Hai avuto paura quando hai scelto Fumetto e Illustrazione a Bologna? 

In situazioni come queste, puoi o mettere da parte le tue passioni e tentare un percorso più regolare, o buttarti a capofitto nei tuoi sogni, io mi sono buttata. Dopo il Liceo Artistico avrei potuto fare Grafica Pubblicitaria, c’è in tante Accademie e qualcosa poi si trova (o almeno più facilmente dicono), ma non tutte le grafiche mi piacciono. I loghi e le impaginazioni mi annoiano. A me piace disegnare, creare qualcosa di nuovo e di mio. Quando sono arrivata qui a Bologna, mi sono sentita travolta da un’emoziona fortissima, ho trovato molti stimoli, direi che è proprio la città del Fumetto e dell’Illustrazione, la mia città. Ho passato la paura iniziale. A differenza, in Trentino quando dico quello che faccio mi guardano di sbieco, mi chiedono  cosa voglio/posso fare dopo e vedono il disegno come qualcosa di non essenziale, mentre per me è la mia più forte forma d’espressione. E qui a Bologna non sono sola, è una città piena di creativi con cui condividere sogni. 

Quali progetti hai portato avanti parallelamente all’Accademia?

Al The Right Side ho conosciuto le ragazze di Living Women Italia, blog di cultura, arte e attualità con focus sulle donne e abbiamo iniziato a collaborare, per loro disegno e racconto gli stati d’animo (tenacia, introspezione, evasione …). Mi è anche capitato di disegnare la copertina di un’autobiografia, Il cuore sul tavolo di Piera Cipriani, ma per il resto sono rimasta bloccata per un lungo periodo ed è di questo che racconta la mia tesi, un albo illustrato sul rapporto tra una bambina e un mostro; lui arriva un giorno all’improvviso nella casetta di lei, all’inizio sono amici e giocano insieme e si divertono. Lui diventa però sempre più grande e forte perché ruba la vitalità della bambina, mentre lei si fa sempre più piccola e introversa, finché trova la forza di ribellarsi e il mostro esce dalla sua cameretta, di nuovo piccolo e insignificante. Fuori dalla metafora, il mostro personifica i disturbi alimentari e la bambina sono io. Per la prima volta ho dato forma al mio disturbo, ora ne sto uscendo e mi è tornata voglia di disegnare. 

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Come mai hai scelto la Magistrale di Editoria per l’Infanzia? E poi? Come ci si addentra nel mondo del lavoro?

Più dei fumetti, mi piacciono le illustrazioni. Anche se nell’ultimo periodo alcune graphic novel sono davvero poetiche. Appena finirà questa fase covid-19 che sta distruggendo tantissime opportunità, parteciperò a eventi, festival, andrò nelle case editrici a proporre i miei lavori e magari parteciperò anche alla Fiera del libro per ragazzi. Voglio provarle tutte! Parallelamente sto facendo il percorso per poter insegnare, così da avere un cuscino morbido su cui atterrare, nel caso non ce la facessi o magari si potrebbe anche conciliare i due lavori, insegnante e illustratrice. Chi lo sa … 

Stando a Bologna, cosa ti manca del Trentino?

Le montagne, essere in mezzo ai boschi. Prendere e andare a fare un giro. Qui c’è sempre qualcuno che ti osserva, non ci sono angoli vuoti. In Trentino puoi essere solo tu e la natura. Però non penso tornerò presto. Mi piace essere indipendente e non sarei più abituata a tornare a vivere con la mia famiglia. E poi qui posso perdermi nei viottoli, andare sui colli bolognesi e vivere di creatività.

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Fotografie e Illustrazioni: Ilaria Gasperotti 

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