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October 8, 2020

Verdunstung #03: Evadere per credere

Allegra Baggio Corradi

Difendere le proprie idee scappando dal luogo in cui vengono perseguitate ci porta più vicini alla libertà oppure lontani dalla coerenza? Dipende se desideriamo di più distruggere piuttosto che costruire.

Al termine dell’articolo precedente, abbiamo lasciato Toxites vittima dell’intolleranza religiosa e intellettuale di chi, troppo ipocrita per annullarlo come uomo, decise di ucciderlo come cittadino. Ripartiamo da qui, seguendo il cammino del vipitenese attraverso l’Europa del Cinquecento.

Trasferitosi a Strasburgo dopo aver accettato un incarico come insegnante presso una scuola locale, Toxites e la famiglia furono costretti ad abbandonare la città a causa dell’avvento della peste nel 1541. Nella foresta in cui si trasferì con il corpo docenti per poter proseguire le lezioni in sicurezza e dove morirono ben tredici dei ventisette alunni presenti, Toxites incrementò la propria produzione poetica, dedicandosi soprattutto al componimento di versi ispirati alle vicende che stava vivendo. La moglie di Toxites si ammalò gravemente proprio in quel periodo e fu così che oltre al complesso momento storico, il vipitenese dovette far fronte ad un lungo esodo che lo portò ad emigrare di continuo da una città all’altra per preservare la propria coerenza intellettuale.

Toxites cadde definitivamente in rovina nel 1544, quando, alla vista delle sue condizioni, furono i suoi colleghi insegnanti a prestargli volontariamente del cibo e dei soldi perché sfamasse i suoi figli e continuasse a curare sua moglie. Per far fronte ai debiti accumulati, Toxites estese i suoi impegni lavorativi, facendosi carico dell’educazione di cinquanta invece che di soli trentasette bambini. Disperato a causa della difficile situazione e atterrito dal destino di insegnante nonostante il suo titolo di poeta laureato, Toxites iniziò a bere finché, incapace di gestire le lezioni e adempiere ai suoi obblighi scolastici, il rettore decise di sospenderlo dall’incarico.

 Disoccupato, nel 1546 Toxites si trasferì a Basilea. Ignare dei problemi che lo avevano indotto al trasferimento in quella città, le autorità locali lo accolsero positivamente, ma senza potergli offrire un posto di lavoro. Sconfitto, Toxites si ritrasferì nuovamente a Strasburgo, dove divenne educatore presso l’amico di lunga data Johann Sturm. Fu allora che Toxites, bisognoso di un supporto economico, ricominciò a scrivere elegie ai maggiori rappresentanti dell’aristocrazia locale per tentare di riabilitare la sua reputazione. 

 Quando l’amico Sturm dovette partire per la Francia in missione diplomatica, portò con sé anche Toxites in qualità di agente. Per tutto il 1547 non abbiamo traccia dei due. Ritroviamo poi Toxites a Basilea l’anno successivo mentre, sempre più delirante nella sua coerenza, scrive: “Oh der menschlichen Klugheit! Gott will dass einmal die Heuchler offenbar werden. Was mich betrifft, so bin ich bereit jeden Ort zu fliehen, wo ich nicht meines Glaubens leben kann.” 

Tornato nelle grazie delle autorità, Toxites divenne poeta laureato presso l’università di Basilea e nella stessa iniziò a frequentare un corso di giurisprudenza che, come in gioventù, abbandonò dopo poco tempo. Si capisce dalle fonti che l’incursione nel campo della legge servì solamente a occupare il tempo finché un’offerta di prestigio che gli era stata promessa dai suoi protettori non fosse giunta ufficialmente. E così accadde che gli venne proposto un posto come docente presso la cittadina di Brugg im Aargau, dove insegnò provvisoriamente come assistente di latino. Frustrato, si ritrasferì a Basilea, dove ebbe uno scontro con un decano circa la scarsa preparazione teologica degli studenti che intraprendevano la carriera clericale. Le autorità locali intervennero, pretendendo di ritorno i soldi che avevano prestato a Toxites anni prima per far fronte alla malattia della moglie. Ancora una volta fu Sturm ad intervenire per difendere l’amico.

 Nonostante la continua disoccupazione, Toxites rigettò tutte le offerte di lavoro che gli vennero fatte, preferendo sempre la coerenza alla carriera. In occasione di un nuovo impegno diplomatico, accompagnò Sturm in qualità di suo emissario personale, ma costantemente a corto di soldi, Toxites fu nuovamente costretto a elemosinare. Per un breve periodo prestò servizio come medico esercitando senza una valida licenza e aiutando gli anziani bisognosi e noncuranti dell’inesistenza dei suoi titoli. Nel frattempo, iniziò a lavorare ad un progetto di traduzione di alcune opere di Cicerone che non videro mai la luce. Partecipò, poi, ad una missione segreta a Venezia nel 1556 dalla quale fece ritorno in direzione di Strasburgo, dove divenne l’insegnante ufficiale di latino dell’artista Conrad Zwick, un falegname specializzato nella realizzazione di stufe.

Per concludere, una sola domanda: si può difendere un ideale a tal punto da diventare talebani piuttosto che coerenti?

 

Immagine Allegra Baggio Corradi

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