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June 3, 2020

Fashion with a Mission – Marina Spadafora

Susanne Barta

Il nome Spadafora ancora oggi è un mito per moda e qualità made in Alto Adige. Il negozio sotto i portici di Bolzano da diverso tempo non c’è più, ma la passione per la moda continua nella famiglia con nuovi accenti. Dopo una carriera importante come designer internazionale e collaborazioni con Prada, Miu Miu e Ferragamo Marina Spadafora si è focalizzata da diversi anni sulla tematica della moda sostenibile. Nata e cresciuta a Bolzano, ha studiato a Los Angeles, oggi vive a Milano. Dal 2014 è Country Coordinator di Fashion Revolution Italy, lavora come consulente per Marni e si impegna come Fair Fashion Ambassador realizzando progetti a livello mondiale per il cambiamento ecosociale della moda. Ultimamente ha pubblicato insieme a Luisa Ciuni il libro “La rivoluzione comincia dal tuo armadio”, edizioni Solferino. 

Marina, il nostro armadio cosa ci dice di noi stessi?

Il nostro armadio rispecchia chi eravamo, chi siamo e chi saremo. Portiamoci dietro i vestiti impeccabili delle nostre mamme e nonne, indossiamo ciò che ci rende orgogliosi della scelta che abbiamo fatto e dell’immagine nello specchio e immaginiamo un domani dove i nostri figli metteranno felici i capi di qualità e dignità che gli abbiamo lasciato. 

Nellmondo della moda la sostenibilità ormai non è più un tema per pochi intimi. Ciò nonostante gran parte dei consumatori*trici acquistano Fast Fashion Brands. Quale risposta date nel vostro libro a questo fenomeno?

Siamo in un momento storico dove le azioni di ognuno di noi determineranno il futuro che lasceremo ai nostri figli. L’atto d’acquisto di qualsiasi cosa non è più solo una transazione economica bensì un voto per il mondo che vogliamo ora e nel futuro.
La Fast Fashion ha inflitto una curva di accelerazione della produzione di abbigliamento che è insostenibile ambientalmente e socialmente. Quando acquistiamo Fast Fashion diventiamo sponsor di multinazionali che lavorano per la maggior parte in mondo non etico e che sono guidate dall’aumento di profitto a scapati di un futuro vivibile.

Marina Spadafora Foto_2_UN NY

Con quale intenzione avete scritto il vostro libro?

Luisa Ciuni è giornalista e intellettuale e ci conosciamo dagli anni in cui recensiva le mie sfilate a Milano. Condividiamo una forte sensibilità per una svolta positiva del settore moda. Abbiamo capito che in Italia manca un’informazione adeguata riguardo ai temi della moda e del perché è oggi una delle industrie più inquinati al mondo e della piaga sociale legata ai pagamenti da miseria che vengono percepiti dai lavoratori tessili che producono abbigliamento a poco per noi.
Da qui l’idea di scrivere un saggio che spiegasse in termini comprensibili queste tematiche e che facesse anche una proposta concreta su come cambiare tutto questo, diventando consumatori intelligenti. Il libro nella parte finale offre molti spunti come l’ABCD della sostenibilità, il manifesto di Fashion Revolution, le scuole e università dove si insegna management di sostenibilità per aziende e molto di più.

Sappiamo che, col dito alzato, è difficile farsi capire. Comunque è necessario trasmettere seriamente i fatti e cercare di creare consapevolezza. Come si fa?

Il movimento che rappresento in Italia “Fashion Revolution” si prefigge proprio questo: creare consapevolezza. FashRev è nato nel 2013 in Inghilterra grazie a Orsola de Castro e Carry Somers quando una fabbrica in Bangladesh, il Rana Plaza, è crollato uccidendo 1138 persone. Da allora Fashion Revolution promuove tra i consumatori e nelle scuole i principi della sostenibilità ambientale e sociale.

Marina Spadafora Foto_3_con Orsola de Castro

Come stilista di successo, cosa ti ha spinto di guardare dietro le quinte dell’industria della moda e di impegnarti per una produzione di moda più etica, più sostenibile, migliore?

Sono sempre stata molto attenta al sociale fin da piccola. Frequentando le scuole medie alle Marcelline di Bolzano, ho fatto l’incontro con la persona che ha ispirato i miei principi, la professoressa Delugan che ci fece conoscere Gandhi e Martin Luther King e con la quale passavamo pomeriggi a parlare di giustizia e cultura. Questi ideali si sono tradotti molti anni più tardi nel fortissimo desiderio di mettere la professionalità al servizio del bene comune. La mia preghiera è stata ascoltata e per sette anni sono stata direttore creativo di “Auteurs du Monde”, la linea di abbigliamento di Altromercato. È stata un’esperienza meravigliosa che mi ha fatto conoscere a fondo le dinamiche del Fair Trade e che mi ha dato l’opportunità di lavorare e conoscere artigiani e produttori meravigliosi in tutto il mondo. 

Spesso si sente che i marchi di lusso italiani non sono visti come pionieri della produzione di moda equa e sostenibile. Tu cosa ne pensi?

Sono d’accordo, ma le cose stanno cambiando e sono molti a intraprendere i primi passi verso un percorso più rigenerativo. 

Molti marchi stranieri hanno la loro produzione in Italia. A volte in condizioni precarie… Vero?

In realtà qui in Italia viene prodotto tutto il lusso del mondo con richieste di standard di sostenibilità elevatissimi e grazie a questo in Italia la produzione di abbigliamento, accessori, filati e tessuti è altamente certificata e la qualità è impeccabile.

Marina Spadafora Foto_4_ Oxfam Jpeg copy

Corona ha colpito l’industria della moda in modo particolarmente duro. Molte cose devono essere e vengono ripensate. Questa autoriflessione secondo te è solo un fatto temporaneo o credi che ci saranno già a breve dei cambiamenti fondamentali?

In un’intervista al Corriere della Sera lo stilista Dries van Noten insieme a molti colleghi ha lanciato un movimento che chiede alla moda di rallentare e di tornare alle due stagioni canoniche e non alle continue precollezioni e drop. Questa presa di coscienza è stata innescata da Giorgio Armani in una lettera a WWD.

La moda crea piacere e dovrebbe continuare a farlo. Come?

Creando bellezza, sogno e conforto sostenuti da qualità e longevità.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ho un progetto con mio marito il regista/produttore Jordan Stone che si chiama “Fashion with a Mission”. Una serie di film che raccontano la nuova alleanza tra giovani designer e artigiani locali in molti paesi del mondo come Perù, Vietnam, Nepal e altri. Da qui nascerà una piattaforma dove designer e artigiani potranno avere accesso a buyer e brand internazionali.

Marina Spadafora Foto_5_Progetto Oikos in Tanzania

Il libro di Luisa Ciuni e Marina Spadafora “La rivoluzione comincia dal tuo armadio” è pubblicato da edizioni Solferino.

Foto: (1) © Marina Spadafora; (2) © Marina Spadafora; UN New York; (3) © Marina Spadafora, con Fashion Revolution Co-Founder Orsola de Castro; (4) © Oxfam; (5) © Marina Spadafora, progetto Oikos. 

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