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February 7, 2020

Books, I’ve never read: “Il grande bosco”

Claudia Gelati

Oggi scrivo di un libricino che nasce da una tesi di laurea, proprio nella mia stessa facoltà bolzanina di Design e Arti. E la cosa – lo dico sottovoce – mi emoziona abbastanza, perché da ex-studentessa conosco bene l’impegno e la dedizione che stanno dietro una “semplice” tesi di laurea: mille idee, mille errori, mille pensieri. Sarà interessante o rilevante per qualcuno? Avrò  fatto bene ad inseguire questa idea? Quando finisce tutto?
Queste domande, forse se le sarà fatte anche Veronica Martini, la designer autrice de “Il Grande Bosco”, la non-guida-di-viaggio dedicata alla Vallarsa (piccola valle tra Trentino e Veneto), che oggi non è più solo una tesi, ma un libro vero.  Lo sfoglio per voi, anzi con voi!  

FUORI – IL CONTENITORE

“Il grande bosco” è un libricino non troppo grande e non troppo piccolo, del giusto spessore.  Ecco quella misura che si tiene bene in mano, sta comoda nello zaino e si può  leggere tranquillamente in bus, camminando su e giù in gita, ma anche seduti comodi comodi.  E questo è decisamente un bene, visto che stiamo parlando di una sorta di guida di viaggio per esploratori simpatici e curiosi. La copertina è molto semplice, di una carta leggera e non patinata: quattro colori – verde, rosso, nero e il bianco carta – che saranno, insieme al carattere scritto a mano, il filo conduttore dell’intero libro. Grande protagonista, un pattern verde tutto tratteggi che occupa 3/4 della pagina e che rimane indefinito fino a quando non si volta il libro: oh, ma guarda è un orsetto con lo sguardo gentile.  

DENTRO – IL CONTENUTO

Otto sono i capitoli che conducono il lettore/esploratore a scoprire i segreti, decifrare piante e simboli, conoscere le tradizioni della Vallarsa, quel territorio fatto di storia, orsi, gruppi di case, personaggi insoliti, feste, giochi, animali, natura e parole antiche che aspetta solo di essere assaporato fino in fondo” , scrive l’autrice/designer Veronica Martini.  

Anziché una prefazione, troviamo una serie di istruzioni per l’uso che suonano più o meno così:  

“Si consiglia un utilizzo spropositato e costante”“Usate la vostra creatività e il libro ne sarà felice” , o ancora “Divertitevi, divertitevi, divertitevi!”  

Pagina dopo pagina, si va alla scoperta di questa valle, punteggiata da gropi de case, ovvero i piccoli gruppi di case e casette che, immerse nel verde, vanno a formare le 42 frazioni. Di ognuna di queste troviamo nome, altitudine e rispettiva forma dialettale… poiché si sa: si diventa 100% local se almeno provi a decifrate il dialetto, oder?  

Dalla geografia si passa poi a rintracciare le famiglie e i costumi storici, scoprire i personaggi eclettici, più unici che rari della valle e a decifrare la vasta flora e fauna della zona, cosa assai importante per non rischiare di confondere un pisacàn (dente di leone) con una anzian (genziana), o trovarsi impreparati se sul sentiero c’è una bipra (vipera).  

L’ultimo capitolo è un simpatico percorso didattico, con tanto di lista materiali e mappa, per godersi una bella passeggiata e scorci pieni di fascino, senza perdere l’occasione di imparare ancora qualcosa. Chiudono il libricino l’immancabile spazio per gli appunti di viaggio e un pratico glossario italiano/dialetto.  

DENTRO – LA FORMA

Sfogliandolo, scopriamo chiaramente che si tratta di un libro tutto illustrato e anche molto ironico: un po’ graphic novel, un po’ guida di viaggio.Tutte le illustrazioni sono in bianco e nero, spesso con un dettaglio verde e rosso. Il primo capitolo è un fumettino sull’origine – più o meno verosimile – dello stemma della Vallarsa. E poi ci sono pagine e pagine di  indispensabili mappe illustrate. Mi sono piaciute particolarmente la sezione sulle feste di paese ( troppo spesso bistrattate, tanto da finire nel dimenticatoio) con mappa illustrata, utile agli strateghi del tavolo perfetto: scegliere se sedere più vicini al palco della musica o allo stand del risotto ai funghi non è cosa da poco, d’altronde; ma anche quella sui costumi storici che sfrutta l’espediente dei ‘coloring book’, recentemente tornati alla ribalta (si, ce n’è uno anche su Ryan Gosling, googlare per credere), per re-inventare la tradizione. Menzione d’onore, per i ritratti grotteschi ma adorabili dei personaggi cult della zona, con tanto di soprannome nello slang locale.   

Questo libricino, che nasce proprio da una tesi di laurea della Facoltà di Design e Arti di Bolzano, si dimostra importante non solo per far conoscere la Vallarsa ma sopratutto per far sapere ai più che il lavoro del designer può  essere –  d’accordo bellissimo, imprevedibile ed eccitante – ma anche estremamente sfaccettato e che spesso si interfaccia, per piacere e necessità, con diverse altre professioni. Si, siamo quelle che fanno cose, ma siamo anche illustratori, tipografi, rilegatori, progettisti, a volte persino antropologi e chissà che altro…  

“Il grande Bosco” di Veronica Martini, una tesi di laurea, realizzata con il supporto dei relatori Giorgio Camuffo e Gianluca Camillini, ora è un libro vero. Una non-guida alternativa, dedicata ai chi ama scoprire luoghi con gli occhi degli insider. Una cosa che a noi piace sempre un sacco.  

 

Foto Franziska Unterholzer

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