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January 13, 2020

Polenta Malgazine: più di una fanzine, per portare la cultura giovanile in Trentino

Abram Tomasi

Polenta non è solo il piatto più montanaro che c’è, ma anche un collettivo di visual artists trentini che condividono la missione di valicare le montagne e portare la propria visione sulla cultura contemporanea, a casa, in Trentino. Una missione titanica, quasi come quando Annibale attraversò le Alpi insieme a 30 elefanti. La grande impresa inizia  con Malgazine: una fanzine il cui numero 0  presenta il gruppo e la sua origine: “non vogliamo fare i fighetti, ma partire da dove veniamo e dalle nostre tradizioni”. Polenta Malgazine è stata lanciata lo scorso 30 novembre, nella casa della nonna di uno dei componenti del collettivo ed è stata proprio una bellissima sagra della polenta contemporanea! Io invece ho incontrato i suoi genitori Francesco, Giulia e Gaio da Uva e Menta, a Trento. A posteriori, più che un’intervista, è stata una chiacchierata tra giovani, immersi nell’arte che vedono il “loro” Trentino filtrato da lenti del colore “more than apple and cows”.

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Ciao ragazzi! Cosa mi raccontate di Polenta Malgazine?

Il numero 0 racconta le nostre tradizioni in modo innovativo e fresco. La Polenta ci accomuna tutti. La fanzine è messa sottovuoto proprio come il nostro piatto del cuore. Crediamo sia qualcosa di bello da conservare. Dai prossimi numeri ci aspettiamo di tutto. Scegliamo un tema guida e ognuno dei creativi coinvolti, lo interpreta come vuole. Se fai parte del numero, hai libertà assoluta. Non ci piace chiuderci in una scatola o definirci sotto un’etichetta. Quindi, sarà una sorpresa anche per noi. 

 Da dove è nata l’idea del collettivo?

Siamo tutti visual artists di origini trentine che fanno cose diverse tra di loro. Parlavamo da anni di unire le nostre skills e fare qualcosa del genere. Ci siamo intrippati con le fanzine, abbiamo messo insieme un po’ di gente, abbiamo ascoltato le proposte e via! La nostra mission è portare la cultura in Trentino, creare legami e una rete di creativi. Se ci interessi e noi interessiamo a te, ti accogliamo. Siamo trentini e la trentinità è molto presente nel progetto. Ma siamo sempre con una gamba protesa verso l’esterno. Tanti di noi hanno studiato fuori, in centri urbani all’avanguardia. Inoltre, ogni numerò avrà un ospite, qualcuno che conosciamo e che non deve essere per forza trentino. L’unico requisito che per noi conta davvero è che faccia cose fighe. Abbiamo una mega lista di nomi di gente che vogliamo coinvolgere!

Quindi, chi è l’ospite del numero 0? 

Si chiama Matteo Bellomo. È un fotografo pugliese che vive a Milano. È stato anche a Fabrica, il centro di ricerca di Benetton e Oliviero Toscani. Un carissimo amico.  Quest’estate sono (io sono Francesco) andato da lui in Puglia e ho provato le sgagliozze, steet food barese, che di base è polenta fritta. In copertina c’è Carmela. Potrebbe essere una nonna della Val Rendena e invece è di Bari e quella è la polenta che ha preparato per noi. Noi l’abbiamo mangiata e devo dire che era buonissima.

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Una continua ricerca di idee e ispirazioni, dunque…

Assolutamente. Siamo aperti a tutto, purché interessante. Non vogliamo limitarci alla fanzine. Noi facciamo cose e vogliamo smuovere il Trentino. Sarebbe figo avere uno spazio dove fare mostre d’arte, proiezioni, workshop, laboratori, musica… sperimentare. Dei vicini di casa ci hanno proposto una collaborazione con il lo spazio creativo Le Garage, che è un garage molto figo. Una cosa così in Trentino non esiste e noi vogliamo crearla. 

Parlatemi un po’ dell’evento di lancio. Pare sia stato divertente…

Era il 30 novembre dalla nonna di Francesco che ha una casa con un giardino molto grande. Abbiamo fatto una cosa rustica, paesana. Una sagra con polenta, brulè e un bellissimo falò per scaldare i cuori. C’è stata una bella affluenza. Grazie di esistere, passaparola! C’era anche Pietro Parisi, in arte Superinternet che è il visual dei Pop x. Lui ha fatto delle proiezioni trash e creepy ma interessanti e Babbu, l’unico del nostro gruppo a non occuparsi di arti visive ma un vero tuttofare creativo, che ha suonato campionando dei messaggi vocali. È stata una sagra come non se ne sono viste mai! 

È bello fantasticare, ma un progetto così ha anche dei costi. Come fate a finanziarvi?

Per il numero 0 anche il budget era 0. Abbiamo messo tutto di tasca nostra, anche perché l’abbiamo distribuiamo gratuitamente. Siamo arrivati a 275 copie. L’evento di lancio invece era a offerta libera e si trovavano anche dei gadget da acquistare, come le nostre magliette. Ci siamo ripagati abbondantemente e messo da parte anche qualcosa per il nuovo numero. IMM030

Esistete da due mesi e la voce si è già sparsa, tanto che siete stati invitati a Centrale Fies, l’officina creativa e sperimentale del Trentino. Com’è andata?

Ci hanno invitato a fare la polenta e a distribuire le nostre fanzine. Ci pace l’idea di offrire da mangiare e da bere mentre la gente sfoglia e legge la nostra Polenta Malgazine. Regaliamo un momento. Altrimenti la guardano e l’esperienza finisce lì. L’intrattenimento deve essere originale. E poi ci siamo fatti conoscere. Una ragazza ci ha proposto di partecipare a una residenza artistica e un’altra ci ha scritto per un’intervista per un magazine di Milano. Siamo super carichi! 

 Cosa mi svelate del prossimo numero?

Il tema sarà la strada. Non solo street lyfe o ghetto, spunti che comunque non mancheranno. Ma ci saranno anche riferimenti a cavalcavia e qualsiasi cosa che ti venga in mente pensando alla strada. Rispetto al numero 0 abbiamo qualche soldo e possiamo sperimentare di più sulla copertina… stiamo viaggiando sui materiali. L’uscita sarà in primavera e noi non vediamo l’ora.

See you soon and keep in (polenta) touch!

 

Foto: Stefania Zanetti  e Alessia Smeraglia 

 

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