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December 13, 2019

Books, I’ve never read: “Multiplo Transformation in Design”

Abram Tomasi

Il capitalismo ci ha insegnato che quando qualcosa non funziona più o semplicemente smette di piacerci, si può buttare nella spazzatura. Un buco nero che assorbe storie passate e ricordi da dimenticare. Quindi compriamo qualcosa di nuovo, che funziona meglio e che ci piace di più, almeno all’inizio. È successo nel secondo dopoguerra quando, tra il resto, si è avverato il boom dei prodotti usa e getta, che hanno contribuito alla distruzione del pianeta e alla realizzazione del benessere di massa. Non sono mai stati vietati, tutt’ora esistono e noi li usiamo. 

Lo studio milanese GISTO si occupa di design e di architettura. Recentemente ha svolto una ricerca. Si chiama Transformation in Design e racconta gli spazi che viviamo, come questi siano diventati nel tempo prodotti usa e getta. Francesco Galofaro scrive: “Anche se passiamo cinquanta, settant’anni in un edificio, quando non serve più gettiamo via tutto”. Il focus del progetto dello studio di Milano è invece il riciclo di spazi e di oggetti abbandonati o solamente inutilizzati. In particolare, la Caserma Druso di Silandro. Una ricerca capace di mostrarci visioni inedite dell’Alto Adige: tralascia la natura e si concentra su quello che rimane delle costruzioni urbane. La ricerca è stata presentata alla Triennale di Architettura di Oslo 2019.

Un progetto che non sarebbe mai stato realizzato senza l’inventiva di BASIS Vinschgau Venosta in collaborazione con GISTO. La pubblicazione, prodotta da Weigh Station all’interno della call di quest’anno, è partita dalla duplice natura che questo oggetto doveva avere: un libro che spiegasse il progetto, l’introduzione del lettore nel contesto in cui i designer hanno operato; e un manuale che permettesse a chiunque, artigiano o designer o bricoleur, di poter ripetere il lavoro, di poterlo fare suo e di capire come realizzare degli oggetti simili. Per poter, nel suo piccolo, opporsi al consumismo. 

FUORI – IL CONTENTIORE

Transfomation in Design è un piccolo volume che racchiude una grande ricerca. Alterna il grigio al rosso e al bianco. È semplice, ma esteticamente bello. Sulla copertina c’è una fotografia dell’artista e designer Maria Teresa Scarabello. Raffigura un tetris di triangoli assemblabili in diversi modi, creato con quelli che una volta erano i cornicioni delle finestre della Caserma di Silandro, e sullo sfondo un muro scrostato. È stato scelto tra i tanti scatti perché “è l’unico spazio all’interno di un edificio che rimarrà e verrà utilizzato come coworking space e anche perché ha una luce eccezionale”. Tutti gli altri spazi fotografati nel libro saranno distrutti. Anche se quello nella copertina non è l’oggetto definitivo richiama comunque il concetto dietro a tutto il progetto: architettura in movimento, che si plasma seguendo le esigenze dello spazio e delle persone che lo abitano. 

 DENTRO – IL CONTENUTO

Transformation in Design è un piccolo volume da sfogliare, ma soprattutto una verità su cui riflettere. Viviamo e usiamo spazi e oggetti che quando ci stufiamo, riduciamo in macerie e andiamo a cercare riparo altrove. Ma se invece che distruggere per ricostruire, tenessimo la materia e gli regalassimo un nuovo significato? Questa è la missione dello studio GISTO che in questa ricerca riprende fasi di demolizione e di abbandono di edifici e oggetti urbani e li ripropone in una nuova estetica. Transformation in Design si focalizza sulla Caserma Druso di Silandro e la mette a confronto con tantissimi altri edifici militari. Molti svuotati e abbandonati dopo la fine della guerra fredda e della leva militare obbligatoria. Christian Guizzo scrive: “La dismissione di un alto numero di caserme ha modificato la geografia dei luoghi, così come l’aveva modificato il loro insediamento: località frequentate da militari, famiglie, amici e parenti che facevano visita nei momenti importanti, feste e cerimonie, si sono trovati improvvisamente vuoti e l’economia di quegli stessi luoghi ne è stata segnata”. 

DENTRO – LA FORMA  

Tanto spazio è per le fotografie. Tanto cemento, tanta ghiaia, qualche gru e spazi soprattutto deserti. “Spazi butti” che se non trovassimo in questo volume, probabilmente non ci fermeremo mai a guardare. In alcuni scatti si vedono artigiani e creativi ripresi a pianificare, demolire e ripensare gli spazi. E poi ci sono i testi. Non si limitano a raccontare il progetto, ma analizzano l’importanza di riutilizzare gli spazi abbandonati. Di dargli una nuova vita. Alessandro Mason mi racconta che “Multiplo è trilingue e all’interno della pubblicazione abbiamo scelto di dare risalto alla lingua inglese. Ricercando equilibrio in pagina mediante grandezza del font e interlinea. Inoltre per dividere la parte esplicativa del progetto di Multiplo e la parte-manuale, sono state applicate due doppie pagine colorate con testo in negativo, così da sottolineare la doppia natura del progetto“. 

MultiploTransformation in Design è un prodotto finito, ma volutamente aperto a ulteriori riflessioni e azioni. Una ricerca dello studio GISTO e curata dai docenti e designer Alessandro Mason e Matteo Giustozzi insieme ad Antonio Alessandro Di Cicco.

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Foto: Franziska Unterholzner 

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