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October 30, 2019

Doppelgänger: una mostra di pittura da Venezia a Bolzano

Francesca Fattinger

Il “doppio” come lente di ingrandimento sulla nostra quotidianità, sul paesaggio e su noi stessi. Questa è la tematica attorno a cui ruota l’esposizione collettiva Doppelgänger, una mostra di pittura di Eliel David, Rovers Malaj, Marco Mastropieri, Anna Mattiuzzo, Chiara Peruch, Elisa Raso, Francesco Ronchi, Alan Silvestri, otto studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ospitata in Piazza Anita Pichler a Bolzano fino al 10 novembre.

Ognuno di noi si è confrontato con il tema del doppio almeno una volta nella vita, magari inconsapevolmente, ma lo ha certamente fatto, perché siamo noi stessi fatti di un’infinità di doppi: corpo e pensiero, interiorità ed esteriorità, razionalità e irrazionalità e la lista potrebbe proseguire all’infinito. La mostra in questione ci regala otto diversi sguardi sulla tematica, tradotti in forma pittorica. “La figura che dà il titolo alla mostra viene svuotata dai suoi aspetti folkloristici e rielaborata come chiave di lettura più ampia”, spiegano gli artisti, volendo superare una naturale dicotomia dualistica alla ricerca di nuove prospettive sulla tematica. Si passa dalla scomposizione del paesaggio che diventa pura composizione visiva o racconto sospeso e surreale a presenze che sottendono assenze, luci e e ombre che sconfinano le une nelle altre, fino a paesaggi marini in equilibrio instabile o personaggi colti in una dimensione intima tra la consapevolezza e l’inconscio. Ognuno degli artisti, in una diversa narrazione, dà vita a un sguardo alternativo e ci invita a osservare lo spazio espositivo stesso come prosecuzione della superficie pittorica: due sale che incarnano il doppio e che ci inducono a camminare sul filo precario di una dimensione mai chiusa in se stessa ma aperta, in costante mutamento. 

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Per saperne di più li abbiamo incontrati per far loro qualche domanda sulla mostra.

Come è nato il vostro gruppo? 

Nasce dall’interesse comune per la pittura e la coincidenza fortuita di trovarsi a Venezia, all’interno dell’Accademia di Belle Arti, nell’Atelier di Carlo Di Raco. 

Questa mostra si collega a una vostra precedente esposizione a Venezia, quale relazione c’è tra le due esposizioni? 

Come in “Dentro l’occhio della mosca”, anche in “Doppelgänger”, ci motiva la voglia di confrontarci con un pubblico esterno e differente dal nostro abituale ambiente artistico. Ma anche l’idea di realizzare progetti in modo indipendente, una sfida che ci mette alla prova e ci permette di scoprire sempre nuovi contenuti. Questo grazie ai numerosi momenti di riflessione che precedono l’esposizione stessa; revisioni, che sono per noi momenti di crescita. 

Perché la scelta del tema del “doppio” e perché il titolo “Doppelgänger”? 

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Premettendo che ognuno di noi rappresenta e concepisce la realtà in maniera differente, e al tempo stesso si dedica a cicli diversi di creazione, il tema del doppio è sorto quasi spontaneamente. Esso risulta una modalità creativa di confrontarci non solo l’uno con l’altro, ma anche con noi stessi, mettendo in luce differenti aspetti del percorso singolo di ognuno. “Doppelgänger”, l’alter ego, è la figura letteraria che meglio esprime il concetto del doppio. Nel nostro caso viene svuotata dei suoi aspetti folkloristici e rielaborata in chiave di lettura più ampia, senza essere circoscritta alla bipartizione di bene e male, ma presa come simbolo di dualità. 

Come mai avete scelto la pittura come medium artistico? 

Per noi la pittura risulta un linguaggio efficace che ci permette di semplificare situazioni complesse e risolverle in modo inaspettato. Dunque, questo è il giusto medium per creare un dialogo costante con il mondo che viviamo oggi e per rendere partecipi i nostri spettatori. 

Cosa ci aspetta questo giovedì 31 ottobre per l’inaugurazione della mostra? Anticipateci qualcosa. 

Avendo la possibilità di gestire due sale diverse allo stesso tempo, abbiamo creato un solido percorso, elaborando in effetti, il tema del doppio e del contrario. Entrambe le sale sono state pensate per generare una fluida interazione con il pubblico che assisterà. Sulla mostra non possiamo svelare molto, starà ai visitatori scoprire i suoi contenuti, però possiamo dirvi che potrete godere di un’immersione nelle varie esperienze pittoriche dell’ambiente contemporaneo veneziano, fulcro di nuove idee e scambi internazionali. Il vernissage, infine, prevede un buffet con del buon vino e un accompagnamento musicale di Marlene Basso. 

 Foto Eliel David

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