Josef

July 15, 2019

Livre d’Or: una mappa emotiva attraverso i luoghi dell’accoglienza altoatesina

Anna Quinz

Per primi i viandanti, i mercanti, i pellegrini. Ad accoglierli – nelle terre ancora ostili della montagna ombrosa, lungo le strade non battute, molto prima che a limarle fossero le corse a motore – semplici locande, vino schietto e letti disadorni. Poi, pian piano, le meraviglie di questi luoghi ameni che salgono su fino alle cime più alte e declinano lentamente a valle, si insinuarono nei pensieri e negli immaginari dei più disparati viaggiatori. Dai giovani rampolli intellettuali dei leggendari Grand Tour, impegnati nel loro viaggio iniziatico da nord a sud alla scoperta della cultura classica cullata nelle terre mediterranee, ai nobili, aristocratici e imperatori che dalla termale Merano fino alle più avventurose stazioni in vetta, scendevano in Alto Adige per lunghi periodi di salutare villeggiatura. Per loro, Palace e Grand Hotel, sontuosi saloni per mostrarsi, confort di moderna concezione per meglio acclimatarsi, camere ampie per addormentarsi, sfarzo, lusso e magnificenza per circondarsi – nell’altrove alberghiero – della rassicurante bellezza delle abituali dimore cittadine lasciate temporaneamente dietro di sé. 

Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_-_BEIC_6356156E ancora, due guerre che trasformarono spesso questi grandiosi luoghi dell’accoglienza in spazi di ben diverse cure e subito dopo gli anni fiduciosi della rinascita, che hanno visto sempre più viaggiatori impegnarsi a risalire le pendenze montane, in fuga dal caldo urbano in estate o in cerca di neve candida da cavalcare in inverno. A valle o a monte, pensioni, garnì, meuble, residence e hotel di ogni sorta, forma e stile, hanno aperto le porte a questi viandanti della modernità. Vacanza la loro nuova destinazione, turisti il loro nuovo nome. 

Disseminate lungo i crinali di questa terra insolita, le tracce di quelle antiche locande salvifiche per i viaggiatori di passaggio, delle guglie svettanti dei Palace tanto ambiti dagli hivernantes o degli hotel vintage dei turisti della prima ora, si possono cogliere, leggere e seguire ancora. Il panorama altoatesino, dal basso all’alto, in lungo e in largo, è una galassia puntellata di stelle, pronte ad accogliere i viaggiatori dell’oggi, che siano qui per soggiornare a lungo, per qualche giorno o solo per poche ore.Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_-_BEIC_6356285

È questa la dimensione più affascinante dell’essere e stare in hotel, non importa se pensione familiare, Grand Hotel dal lusso evidente o boutique hotel dal respiro urbano: non importa quanto tempo si passerà nei suoi spazi, non sarà la quantità di minuti a determinarne l’essenza. Lo faranno, invece, la cura messa nello scegliere i fiori più freschi ogni mattina, il buongiorno che ci accoglierà alla reception, il biscotto appena sfornato accanto al caffè, la pace ricreata in quel salottino appartato, il cuscino inamidato e croccante che aspetta lo sprofondare dei pensieri stanchi, la luce che sfiora una poltrona dove non si desidera far altro che assaporare il silenzio, il lettino morbido che guarda dritto negli occhi del cielo sopra la testa. A dare il ritmo della nostra esperienza in hotel, dunque, saranno sempre questi rituali che – suggestivi, accurati e immutabili – si ripetevano, si ripetono e si ripeteranno ogni giorno, nello scorrere fluido della vita di questi microcosmi privati.

Così, anche solo per un veloce caffè, varcare la soglia di un hotel sorprende immediatamente in un “altrove” ben lontano dal “dove”, stabile e stabilito, che è la propria casa e la propria quotidianità. La realtà del tempo è sospesa: un’ora rubata al lavoro assume subito le sembianze di una minuscola vacanza, racchiusa in spazi intimi e riservati, pensati e vestiti per accogliere, lusingare, viziare. Non serve essere turisti, villeggianti o pellegrini: anche a pochi metri dal letto domestico, in questi luoghi dell’accogliere smettiamo di essere “residenti” e diventiamo – momentaneamente – “ospiti”. Forse, il senso più profondo dell’esperienza in hotel, sta proprio nel senso di questa parola curiosa e pluriforme: ospite è chi accoglie, ospite è chi viene accolto. Non esiste un protagonista, ciascuno nel proprio essere al di qua o al di là della reception, è interprete della rituale coreografia dell’hôtellerie, fatta di tempi, spazi, relazioni. “ricevere” è l’azione concreta e simbolica che unisce le parti di questo “pas de deux” circolare e perfetto: l’ospite riceve negli ambienti che ha imbastito per esprimere il suo personale modo di essere e accogliere; l’ospite riceve da questa esperienza, esperienze da collezionare. Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_-_BEIC_6356286

È di questo che ora andrò in cerca, nel mio girovagare di città in città, di valle in valle, di altezza in altezza. Anche se questa è la terra nella quale vivo, è in questa terra che voglio lasciarmi ospitare, più o meno vicino a casa, più o meno a lungo. Voglio ricevere e collezionare momenti in un altrove familiare e ospitale. Sospendere il tempo e darmi spazio. Sentirmi interprete benvenuta di un passo a due di cui conosco i gesti pur non indossando più da anni le scarpette di raso. Scoprire in che modo i maestri del ricevere altoatesino hanno orchestrato con stile, carattere e personalità le atmosfere dei loro hotel. Trovare il mio posto preferito all’ombra di un albero o di una stufa antica, dove attardarmi nel privilegio della lettura o del pensiero. Ascoltare lo spirito del luogo in luoghi che parlano la lingua del “qui e ora” e non del “qualunque e ovunque”. Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_-_BEIC_6356361

Il mio racconto, snocciolato di struttura in struttura, sarà un piccolo viaggio attraverso l’Alto Adige, la somma di infinitesimali e insolite vacanze, a inframmezzare le solite giornate. La mia destinazione, gli spazi immaginati e vissuti da hotelier visionari e sognatori, che hanno fatto della loro casa la mia casa temporanea, dove forse dormirò, magari pranzerò o forse passerò anche solo per un caffè. Per fermare tutto ciò che vedrò e sentirò, per testimoniare il mio passaggio, per ringraziare degli attimi accumulati per la mia collezione, raccoglierò parole e pensieri in un virtuale “Livre d’Or”, qui più noto come “libro degli ospiti”. Dalla hall al bar, dalla camera alla terrazza, dalla spa al parco, mi lascerò condurre non dalle guide turistiche ma dalle mie sensazioni, non dalle stelle sulla porta ma dalla quiete spaziale che troverò oltrepassata la soglia, non dal richiamo dell’alta stagione ma da quella pratica d’alto artigianato che è il saper accogliere, ospitarericeverePaolo_Monti_-_Servizio_fotografico_-_BEIC_6356157

 

Photos by Paolo Monti – Available in the BEIC digital library and uploaded in partnership with BEIC Foundation.The image comes from the Fondo Paolo Monti, owned by BEIC and located in the Civico Archivio Fotografico of Milan., CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=48071348

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