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February 8, 2019

Una giornata della memoria 364 giornate dell’indifferenza

Mauro Sperandio

Ormai il 27 gennaio si allontana rapidamente dal calendario. L’anno procede, febbraio è ormai iniziato e, con i ritmi della vita moderna, presto lascerà spazio ad un nuovo mese e ad un altro ancora…
Anche per quest’anno il Giorno della Memoria ha offerto a tutti, almeno a chi ha voluto celebrarlo, la possibilità di ricordare le vittime della Shoah.
 Le tante iniziative che si svolgono in ogni città di Italia e del mondo hanno alimentato la doverosa empatia con chi ha sofferto ed è morto, con quelli – sempre meno ormai – che sono sopravvissuti e hanno scelto di raccontare, con chi è scampato alla morte ma ha vissuto una vita di silenzioso tormento per gli orrori visti.

federico steinhaus

Le terribili immagini delle cataste di corpi consunti e macilenti, le espressioni neppure più supplici degli internati e lo sguardo sprezzante e fiero dei loro carnefici ci hanno anche quest’anno turbato e scosso. Le parole e le immagini, ma anche i suoni e le musiche che ricordano la più grande tragedia del popolo ebraico, già dal 28 gennaio, sono state presto inghiottite dalla nebbia dell’oblio. Il doveroso ricordare, anche per il potenziale salvifico che offre all’umanità, si è fermato in attesa di una nuovo giorno della Giorno della Memoria.
Nel frattempo, in modo più o meno consapevole, assistiamo al frequente ripresentarsi dell’antisemitismo, che non manca di re-inventarsi in formule nuove e sempre utili per individuare un utile colpevole.
Al problema della “effimera memoria” e ai pericoli di un odio antiebraico mai completamente estirpato è dedicato l’appassionato e ben documentato Una giornata della memoria 364 giornate dell’indifferenza di Federico Steinhaus, già presidente della Comunità ebraica di Merano e autore di varie pubblicazioni di argomento sulla storia dell’ebraismo.
In circa duecento pagine l’Autore ripercorre la storia dell’antisemitismo, delineandone le radici e concentrandosi sulle sue manifestazioni contemporanee, con particolare attenzione alla realtà altoatesina.

77-2003, cartolina anonima

La lettura, come anche gli eloquenti documenti riportati, offrono un desolante quadro di come in maniera grottesca o intellettualmente circonvoluta l’antisemitismo si riproponga nei discorsi e nella stampa.
Necessaria e utile è la precisazione che attraversa un po’ tutto il libro riguardo il rapporto, né ovvio né lineare, tra ebrei ed israeliani, israeliti e sionisti. Tali ingenue equazioni, ci mostra Steinhaus, hanno offerto all’odio antiebraico la possibilità di rinnovarsi, passando da un sentimento costruito su base razziale e religiosa (con l’antigiudaismo cristiano) ad un “odio politico”, figlio del non automatico rapporto tra l’essere ebrei e sostenitori delle politiche d’Israele.

Un libro da leggere per rendere il Giorno della Memoria una dichiarazione d’impegno civile, senza concessioni alla sterile retorica.

Federico Steinhaus, Una giornata della memoria 364 giornate dell’indifferenza,  ed. Raetia, Bolzano  2019.

Foto: © 1 franzmagazine; 2, 3 Federico Steinhaus

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