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July 4, 2017

New Locals #02: Sabrina

Franz
“New local” è un progetto di alcuni studenti di Design di Unibz che racconta le storie di nuovi cittadini di Bolzano che, arrivati da fuori - da altre regioni d’Italia o da altri paesi -, diventano protagonisti della sua vita, contribuendo alla sua eterogeneità e ricchezza: studenti, turisti, professionisti ma anche rifugiati, richiedenti asilo, migranti economici. franz pubblica, di settimana in settimana, alcune interviste ai New Locals fatte da due studentesse, Maria Calzolari e Beatrice Cera, come parte del loro progetto ‘WeAreAllBolzaninis’. Tutto il materiale che hanno raccolto è disponibile sul sito www.weareallbolzaninis.it.

 

Nuovamente in cammino, arriviamo fino al parco sul Talvera. Lì ci viene incontro una figura bionda, della quale notiamo subito la maglietta fucsia abbinata alla borsa e il chihuahua comodamente appollaiato tra le sue braccia. Basta uno sguardo tra me e Maria per capire che volevamo una foto di quella coppia, ci avviciniamo, sperando che sia una new local.

Ciao, lei è di Bolzano?

Si, vivo qui. Però non ci sono nata, sono svizzera, sono cresciuta a Olten. 

Da quanto tempo si trova in questa città?

Da otto anni. 

E cosa ne pensa di Bolzano?

Trovo che ci sia una mentalità totalmente diversa da quella svizzera a cui ero abituata. Molta meno apertura, molta meno creatività. Si nota la profonda influenza tedesca, aspetto invece assente in Svizzera, dove trovavo molta più disponibilità nelle persone. Sicuramente c’è comunque un aspetto molto positivo in questa città: i servizi pubblici funzionano egregiamente e l’amministrazione del denaro, da come mi è parso, è gestita molto meglio che in altre regioni italiane. Bisogna però dire che nel settore commerciale si vede una certa egemonia da parte di poche aziende, non c’è molto giro.

Lei che lavoro fa?

Lavoro nella SPA di un hotel. In Svizzera facevo la modella, adesso sono passata a prendermi cura dei loro corpi. 

Riguardo al bilinguismo, per lei è stato un ostacolo o un elemento che le ha facilitato l’integrazione?

La lingua è stato ed è tuttora un grande problema! Mi aspettavo, venendo qui, di trovare facilità nel comunicare, dato che la mia lingua era il tedesco, svizzero, d’accordo, ma sempre con una base comune. Invece il dialetto che viene parlato a Bolzano è talmente stretto che ho ancora difficoltà a capirlo. Inoltre mi sono accorta che anche con i clienti tedeschi ci sono degli ostacoli: non parlando io effettivamente Hochdeutsch, non comprendo bene nemmeno loro. La lingua in cui comunico maggiormente sul lavoro è l’inglese. In quanto all’italiano, lo sto imparando, giudicate voi se ci sto riuscendo bene!  

Foto: Maria Calzolari e Beatrice Cera

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