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October 4, 2016

Kuka Museum: uno spazio fisico e concettuale per l’outsider art

Maximilian Lösch

La terrazza della casa di Lukas Zanotti concede uno sguardo mozzafiato sul Burgraviato  verso Merano, ed è proprio li, sorseggiando un caffé, che Lukas mi ha raccontato del suo nuovo progetto, il Kuka Museum. Già il nome racchiude in se l’idea che lo spazio vuole dare ad artisti outsider, che si muovono al di fuori dell’establishment dell’arte. La piccola figlia di Alice, un’amica di Lukas, non riuscendo ancora a pronunciare il nome “Lukas” correttamente lo chiamava “Kuka”. Un nome con un handicap, come anche gli artisti outsider, che si ritrovano tra persone con disabilità fisiche o psichiche, senza fissa dimora o che semplicemente non stanno al centro del sistema dell’arte, ma che si ritrovano alla periferia, che disegnano nei bar o per strada, era quindi perfetto per il suo nuovo progetto.

In breve, il Kuka Museum è un ente no profit, fondato e diretto da Lukas Zanotti nel 2016 e con sede a Bolzano, che nasce con l’intento di raccogliere, studiare, conservare, promuovere, esporre e pubblicare l’Outsider Art prodotta in Sudtirolo, in tutte le sue forme e manifestazioni, sia da artisti del passato che da quelli viventi: disegni, pitture, sculture, romanzi, poesie, diari, environments, video, performances, canzoni, racconti orali, ecc.

Per la precisione, con il termine Outsider Art - sottolinea Zanottio Arte Irregolare, si disegna la grande, variegata e complessa famiglia degli artisti marginali, folk, visionari, spesso con problemi psichici e sempre, o quasi sempre, sprovvisti di formazione artistica accademica, ossia i cosiddetti autodidatti. Persone che operano solitarie, al di fuori del condizionamento di canoni, movimenti, mercati e che traggono dalle profondità della propria personalità, per se stessi e non per altri, opere eccezionali nel concetto, nell’oggetto, nelle tecniche. Il termine è più correlato alla posizione di marginalità sociale in cui vive l’artista, piuttosto che all’opera”.

IMG_20160713_090555986Parlando seduti in terrazza abbiamo anche collegato il concetto dell’outsider art con l’arte contadina  della nostra provincia che spesso si ritrova in questa categoria.

Per il momento il museo non ha uno spazio fisico dove materializzarsi, ma c’è già l’idea per la mostra inaugurale che Lukas vorrebbe organizzare per Ottobre/Novembre. Il titolo è molto suggestivo: The Monster Rain (data e luogo saranno comunicati presto). Saranno presenti sopratutto disegni di Hermann Pergmann – che spesso disegna draghi – e ci saranno altre opere che hanno come tema il drago o altri mostri. Il drago come animale mistico, mitico e mitologico, presente in molte culture, come in quella cinese per esempio, dove è collegato con i riti per la pioggia. 

Il Kuka Museum però non è solo un museo/spazio fisico in cui verranno esposte delle opere, ma anche uno spazio concettuale che si potrà materializzare in diversi luoghi per realizzare disparati progetti, mostre o performance. E conoscendo un pò il lavoro di Lukas ci saranno sicuramente degli sviluppi interessanti in futuro attorno questo museo imperfetto e fuori dagli schemi battuti. 

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