Music

August 4, 2016

Waira: la ragazza con la chitarra e il cappello nero. “Vento” che sa di folk acustico.

Claudia Gelati

Waira, all’anagrafe Camilla Cristofoletti, è una giovanissima cantautrice sudtirolese, reduce dall’esperienza di UploadSounds 2016, dove è arrivata in finale. Il 4 agosto aprirà il concerto degli inglesi Rue Royale ad Ora. Il 6 Agosto suonerà a Pochi di Salorno, il 20 Agosto al Boom Festival a Egna, il 20 Agosto al StufelsArtFestival a Bressanone, il 26 Agosto all’Altstadtfest di Bressanone e il 10 Settembre all’osa West Club di Merano. Una manciata di domande per scoprire chi si nasconde sotto quell’immancabile cappello nero.

Ciao Waira, chi è Waira? Visto che sei giovanissima, raccontaci quando e come nasce la tua passione per la musica. 

Waira è Camilla Cristofoletti, quando ascolta la musica, quando la suona e quando la crea. Waira significa “vento”, è un nome che mi ha dato un indiano del Sud America nell’ estate 2015, che poi ho deciso di usare come mio nome d’arte. Scrivo suono e canto circa da dicembre del 2014. Non so bene come sia nata, ho iniziato a scrivere testi che subito ho voluto trasformare in canzoni. Ascoltavo molto Ed Sheeran in quel periodo, che compone in modo straordinario, e so di aver pensato “cavolo, vorrei davvero riuscire a scrivere testi come ci riesce lui” e poi ci ho provato, e ora sono qui!

Quali sono le tue influenze musicali, i tuoi musicisti di riferimento sia odierni che del passato? Negli ultimi anni la musica acustica è tornata ad occupare un ruolo rilevante nella musica emergente. Cosa pensi a riguardo?

L’ artista che mi influenza maggiormente è sicuramente Nina Nesbitt, farei di tutto per vederla suonare in Italia un giorno, e chissà, forse potrei aprire uno dei suoi concerti, per ora è uno dei sogni più grandi. Poi c’ è Ed Sheeran, motivo per il quale ho iniziato a scrivere, al quale mi ispiro molto per il modo di far sciogliere le parole con la melodia, seguono i Mumford&Sons, Birdy, James Bay, Gabrielle Aplin, Josè Gonzalez, Elliott Smith e Bon Iver.
Ovviamente sono molto felice che la musica acustica sia tornata ad essere così importante e ascoltata!

Hai partecipato ad UploadSound e sei arrivata finale. Tra i musicisti in gara, giovani sudirolesi, tirolesi e trentini; special Guest della finale Graham Candy. Raccontaci la tua esperienza in questo meraviglioso e grande melting-pot di musica, suoni e provenienze. 

UploadSounds è stata una bellissima esperienza, specialmente la finale, dove ho potuto conoscere dei musicisti e soprattutto persone veramente in gamba, inizialmente mi chiedevo cosa ci facessi io lì dentro in mezzo ad artisti con un talento così grande.

Oggi, giovedì 4 agosto, aprirai il concerto ad Ora degli inglesi Rue Royale. Come ti senti a riguardo? 

Sono molto felice e onorata di poter aprire a Rue Royale. La loro musica è unica e originale, ma comunque vicina al mio genere, non vedo l’ora di conoscerli!

Ho letto che stai lavorando al tuo primo EP “Under a Black Hat”. Un cappello nero che ti accompagna sempre a quanto possiamo vedere. Puoi regalare a franz un’anticipazione?

In realtà non ho programmato la storia del cappello nero. Lo indossavo frequentemente quando ho iniziato a suonare in giro, poi quando facevo dei concerti senza, alcune persone hanno iniziato a chiedermi che fine avesse fatto il cappello, quindi ho iniziato ad indossarlo, e ho deciso di farlo diventare il titolo del mio primo EP! Posso anticipare che i pezzi che ho scelto di mettere nel disco saranno un po’ diversi tra di loro, ovviamente ci sarà anche il mio primo singolo “don’ t cry”, ma anche canzoni più recenti che ho scritto negli ultimi tre mesi.

Un saluto agli amici e lettori di franzmagazine, bitte. 

Grazie di cuore per l’ intervista, non mi sarei aspettata di essere protagonista di un articolo da franzmagazine, siete fantastici, grazie di essere venuti a scovarmi sotto il mio cappello nero!

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