Music

June 24, 2016

Francesco Diodati al Südtirol Jazzfestival Alto Adige: in punta di 4 dita

Mauro Sperandio

Tra le pagine del ricco programma del Südtirol Jazzfestival Alto Adige spicca un giovane nome illustre: Francesco Diodati. Policromo e variamente ispirato, sperimentatore che ben ha digerito la tradizione, ci parla di sè e della sua musica… (save the date: 29/6 Jazz Labs, 30/6 Art meets Jazz, 2/7 Francesco Diodati Yellow Squeeds feat. Filippo Vignato, Elias Stemeseder)

Sei corde, sette note, cinque dita utilissime della mano destra, quattro dita essenziali della mano sinistra. A queste ultime il compito di determinare il destino di un’idea musicale.

indexOgni dito, dall’indice al mignolo, ha un numero di riferimento. Ogni numero sarà un riferimento per chiedere a Francesco Diodati qualcosa su di lui e sulla sua musica, per conoscerlo in vista della sua esibizione di sabato 2 luglio, con i suoi Yellow Squeeds.

1

Una chitarra: come nasce il tuo amore per questo strumento?
Uno strumento sempre presente in casa. Dopo anni di diffidenza l’ho presa e poi non l’ho più mollata. C’ho anche dormito nei ripetuti viaggi in treno a Parigi per paura che me la rubassero.

Un incontro fortunato nella tua carriera?
Enrico Rava. Un musicista incredibile, dal quale imparo ogni volta e con il quale sto suonando in tutto il mondo.

Un solo disco da portare in un viaggio intorno al mondo.
The Meters – Fundamentally Funk. la colonna sonora perfetta per viaggiare.

Un solo disco da portare in un viaggio nello spazio.
Billie Holiday – Lady in Satin. Amo ogni singolo frammento di questo disco: È poesia.

Francesco_Diodati_PH_Giacomo_Citro2

2

Ispirazione & creatività:
Vengono da ogni parte: musica cinema letteratura e soprattutto rapporti umani

Tanto e poco:
Dipende da cosa!

3

Il numero perfetto. Che rapporto hai con la perfezione e l’errore?
Ambisco alla perfezione quando studio, per prendere rischi e sbagliare sul palco, magari trovando un suono inaspettato o una nota che mi spiazza e mette tutto in discussione.

Ieri, oggi e domani

Gli inizi della tua carriera musicale: abbagli, ingenuità, intuizioni.
Abbagli non ne ho presi, ho sempre saputo che fare il musicista non sarebbe stato facile…
L’ingenuità di poter vivere a New York: troppo complicato e troppi pochi soldi, nonostante la borsa di studio che ottenni. Ma il breve periodo é stato intenso e ancora oggi ritorno, di tanto in tanto.
L’intuizione di frequentare Parigi, mi dà tantissimo sul piano musicale e mi ha aperto porte inaspettate, come per esempio Myanmarmeetseurope, un progetto con il quale da 6 anni vado assiduamente in Birmania.

I tuoi progetti attuali
Tante idee. Sto scrivendo nuovi brani per gli Yellow Squeeds e i Neko, ho un nuovo trio con Filippo Vignato e Ariel Tessier, e poi il trio con Dan Kinzelman e Elias Stremeseder, una produzione originale del Südtirol Jazzfestival Alto Adige che cercheremo di portare avanti. Nel frattempo continuano i tour  con il quartetto di Enrico Rava, con i Travelers di Matteo Bortone, gli Ahbra di Julien Pontvienne, il trio di Marcello Allulli…tutti progetti a cui tengo molto. A fine giugno, mentre sarò a Bolzano, uscirà in allegato con l’Espresso, per la collana Jazz Italiano Live 2016, un cd dedicato alla musica dei Nirvana, con ben 3 chitarristi (Enrico Bracco, Manlio Maresca e me) fra gli altri musicisti che reinterpreteranno brani di Cobain resi quasi irriconoscibili.

Cosa ti auspichi per la tua carriera futura?
Collaborazioni sempre fresche e stimolanti e riuscire a portare i miei progetti fuori dall’Italia.

Francesco_Diodati_PH_Giacomo_Citro1

4

Quattro quarti, il metro musicale più semplice. Che rapporto hai con il tempo?

Me ne manca sempre un po’ per fare tutto quello che vorrei, ma spero di diventare più saggio …con il tempo…o di poter aggiungere qualche battuta!

Foto: Francesco Diodati

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