Music

April 13, 2015

BUSK 2015: Alessandro Milo

Franz
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Nome:
Alessandro Milo

Genere:
Cantautorato? Diciamo “Cantautorato”, va’  

Luogo di Provenienza:
Collodi (PT) ma domiciliato a Pisa (PI), ma ci tenevo a dire che sono nato e cresciuto nel paese di Pinocchio

Età: 33 anni (27 aprile 1981) 

Il primo contatto con la musica?
Le sigle dei cartoni animati, poi irruzione prepotente di Lucio Battisti con le cassette e i dischi di mio padre, ho pascolato pigramente nel rock (ai tempi) duro dei Guns ‘n’ Roses, e in quello più melodico degli Extreme. Un giorno ascoltai Piero Ciampi, per puro caso perché ha lo stesso cognome di mia madre e allora mi sono innamorato della poesia portuale. 

Che cosa ti piace del suonare per strada? 
L’attenzione che ti dedica la gente. Significa molto sapere che c’è ancora qualcuno che ha voglia di sapere di te, ascoltare storie e punti di vista diverse dalle sue. I bambini poi, loro sì che sono dei “grandi”! Le emozioni più forti me le hanno regalate proprio loro, senza timore ti vengono incontro e chiedono ai genitori una moneta e poi non vorrebbero andarsene più, sono magici. Le canzoni più spensierate e con doppi sensi, mi piace veder ridere la gente, che almeno se faccio errori vergognosi regalo e ricevo un po’ di buon umore! Ho abitato un anno in Belgio, ad Anversa, lì per strada suonavo quasi sempre canzoni italiane, non avendo una grande memoria per i testi nessuno si sarebbe accorto degli errori… anche pezzi miei o canzoni popolari e goliardiche.

Il concerto che ti ha colpito di più e perché?
Notte bianca a Roma, 2004 se non ricordo male, terrazza del Pincio, concerto di Capossela all’alba. Atmosfera surreale, tutti stanchissimi ad ascoltare in “pigiama”, un concerto che cominciava con il buio e mano a mano che spuntava il sole le canzoni crescevano insieme alla luce. Scaletta perfetta, iniziata con i pezzi più notturni fino ad arrivare all’apice di luminosità. 

La colonna sonora della tua vita ora?
I miei pezzi. Non per spavalderia ma perché adesso è arrivato il momento di definire concretamente anni e anni di testi e note abbozzate, lasciate lì ingiustamente. Spero che daranno qualcosa anche agli altri però, come io ho ricevuto e continuo a ricevere dai musicisti che ascolto da sempre e quelli che comincio a conoscere adesso,come ad esempio Camilla Furetta (che conosco grazie al web da circa un anno). Senza di lei non sarei arrivato nemmeno a conoscere il vostro splendido festival, me ne ha parlato con grande entusiasmo!

Cosa ne pensa la tua famiglia della scelta di fare musica? 
Non mi hanno mai incoraggiato né scoraggiato in niente, il fatto di suonare e cantare a loro è sempre piaciuto, perciò diciamo che approvano assolutamente.

Concerto dei sogni? 
Direi Piero Ciampi ma i concerti suoi erano sempre un dilemma, già era molto che si presentasse… è una domanda veramente difficile…Forse Jacques Brél, la sua presenza scenica è inarrivabile, secondo me. Dei viventi (che però non è cosa così impossibile) vorrei tanto vedere Fiona Apple, ne sono innamorato follemente!

Aneddoti: la migliore o peggiore esperienza della tua carriera musicale? 
Al matrimonio di un amico che suonava nel mio vecchio gruppo swing. In chiesa mi annoiavo e me ne andai all’enoteca adiacente alla chiesa insieme al trombettista, c’era una chitarra e l’oste mi disse che potevo suonarla in cambio di un imprecisato numero di prosecchini. Cominciò ad accorrere gente ai tavoli fuori in strada e ci cimentammo in vecchi stornelli popolari ricchi di doppi sensi e di argomenti poco adatti ad una funzione religiosa: successone e sbornia epica ancor prima di festeggiare i novelli sposini!

Contatti:
facebook: www.facebook.com/alessandro.milo
soundcloud: soundcloud.com/alessandro-milo

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