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March 13, 2015

Pandauer, 12 marzo 2155

Roberto Tubaro

Pandauer, 12 marzo 2155 – La missione italiana nel sistema stellare Alfa Centauri è fallita e con lei la possibilità di sfruttare i giacimenti di mele, di uva e di unoptantium del pianeta Pandauer. Ma la nota dolente della vicenda è l’alto tradimento di Giacomo Amilcare Costa, il marò inviato per risolvere la questione a livello militare e finito per sposare le stupide usanze aliene abbandonando definitivamente il suo corpo umano e iniziando la sua nuova vita come Avatar.
In esclusiva riportiamo parti del suo diario, in modo da ricostruire tutta la vicenda e vedere con i nostri occhi a quanto può arrivare il tradimento verso la nostra nazione.

Giorno 1 – Il mio avatar

Inizia la mia prima sfida: prendere padronanza del mio Avatar. Sono stato chiamato dall’esercito in seguito alla morte del mio gemello Tommaso, ucciso durante una rapina. Tommaso era un brillante scienziato esperto di Pandauer: a questo misterioso pianeta aveva dedicato l’intera vita. L’avatar doveva essere suo e sarebbe dovuto essere lo strumento per compiere le sue ricerche scientifiche direttamente sul campo. I Na’ya sono rossi con delle strisce bianche, sono alti anche più di tre metri, vestono con dei costumi tipici e intonano spesso dei canti rituali chiamati Jodel. Per poter usare il mio avatar avrei dovuto fare un esame di lingua chiamato Patentino Pandaueriano ma, nonostante i miei sforzi, non sono riuscito a superare la prova orale: la lingua è troppo difficile e non mi va di impararla. Che imparino loro la nostra lingua se proprio bisogna dialogare!

Giorno 14 – Arrivo a Pandauer

Pandauer è un mondo incantato, ricoperto da boschi, laghi e montagne straordinarie, con alberi di mele alti anche centinaia di metri e vigne che si estendono per chilometri fin sopra le montagne grazie ai terrazzamenti. Tipiche di Pandauer sono soprattutto le Dolomiti volanti, delle montagne rocciose fluttuanti ancorate da piante di sambuco. Ho fatto il mio primo incontro con il colonnello Milo che mi ha spiegato il vero motivo del mio arrivo: studiare militarmente i Na’ya per capire i loro punti deboli e attaccarli dall’interno. Questo perché i metodi diplomatici della dottoressa Grazia Agostini sono un grande fallimento: i maledetti alieni non vogliono saperne di abbandonare il grande melo di sotto il quale si trova il più enorme giacimento di unoptantium. Non riescono a capire che questo cristallo ferroso ha la capacità unica nella galassia di fungere da supertraduttore anche a temperatura ambiente. Sarebbe quindi in grado di risolvere i gravi problemi di lingua che assillano la Terra da decenni.

Giorno 16 – Prima uscita e incontro con Neytirol

Per la prima volta sono uscito dalla base per entrare in questa terra straniera. La prima sensazione? Un benessere misto ad angoscia: qui tutto è perfetto, la natura è incontaminata, ci sono fiumi di birra, laghi di vino, montagne di speck, un paradiso. Tutto è pulito, ordinato e armonioso. Troppo per i miei gusti. In seguito ad uno scontro con un Lama selvatico ho conosciuto Neytirol, la guerriera Na’ya che mi ha salvato la vita. Questo incontro è il segno del destino: devo riuscire a conquistare la sua fiducia per portare a termine la mia missione. Con lei la comunicazione è davvero difficile, un po’ perché si rifiuta di parlare con me, considerandomi stupido e diverso, un po’ perché la sua lingua è molto diversa da quella che ci hanno insegnato al corso per il Patentino Pandaueriano. Per ora mi limiterò ad esprimermi a gesti.

Giorno 17 – La tribù

Neytirol mi ha portato al suo Dorf, ho così avuto modo di conoscere la tribù. Il primo approccio non è stato dei migliori: si sono mostrati tutti molto scontrosi, diffidenti e burberi. L’unica a comportarsi in maniera gentile è stata la madre di Neytirol. Questa è riuscita a convincere il capotribù a darmi la possibilità di entrare a far parte della loro grande famiglia. Dovrò solo superare una serie di prove. Vedremo cosa mi attenderà.

Giorno 18 – II Ranggeln

La prima prova da superare è la conquista del titolo di Hagmoar. L’obiettivo è sconfiggere un avversario nel Ranggeln, una lotta tipica, ricevendo la penna del coraggio (Schneidfeder), il primo passo per conquistare laloro fiducia. Dovrò imparare i fondamenti di questa disciplina che, per fortuna, ha molti elementi in comune con il Judo e la lotta greco-romana che conosco già.

Giorno 21 – La Musikkapelle

Ieri ho sconfitto per tre volte consecutive Neyelmar, ho conquistato la penna bianca Scheidfeder e acquisito il titolo di Schermtax. Ora è il momento della seconda prova: suonare nella Musikkapelle: la tradizionale banda della tribù. Il grosso problema è che l’unico strumento che io abbia mai suonato è il flauto, essendo stato obbligato a scuola. Proverò a partire da questo e a tirar fuori qualcosa.

Giorno 34 – Il Sacro Cuore di Eywa

Non ne potevo più di suonare, di andare a prove. Per fortuna ieri sono riuscito a far bella figura durante la processione del grande albero di mele e mi hanno accettato come flautista nella Musikkapelle.
Questa sera dovrò giurare eterna fedeltà alla festa del Sacro Cuore di Eywa, accendendo un grande fuoco sulle montagne in modo da celebrare la vittoria dei Na’ya contro la potente armata di Na’poleon che tentò di invadere il pianeta qualche secolo fa. Cercherò di accendere un enorme fuoco, cercando magari di sorprenderli componendo qualche scritta nazionalistica! Resteranno a bocca aperta. Devo ammettere di iniziare a provare qualcosa nei confronti di Neytirol.

Giorno 35 – Scultura in legno e Goaßlschnölln

Doppia prova oggi. La mattina ho realizzato un grande angelo in legno usando una tecnica tipica di una valle di Pandauer. Faceva schifo, ma almeno hanno apprezzato il gesto. La sera sono ufficialmente diventato un Goaßlschnöller: un suonatore di frusta! Ho imparato velocemente ad usare il Goaßlschnölln e per tutta la notte il suo suono a riecheggiato tra le vallate. La tribù inizia a considerarmi sempre di più!

Giorno 36 – Prova di cucina

A casa mi son sempre fatto al massimo una pastasciutta. Certo, variando i sughi, ma sempre e solo pastasciutta. Oggi ho dovuto affrontare una dura prova di cucina. Per prima cosa ho imparato l’arte dello speck e quella di mescere il vino, ho munto una mucca e raccolto mele. Poi ho realizzato dei Canederli di Speck con lattuga, degli asparagi con speck, Schlutzer, Tirtlen, Krapfen, Kloatzen al papavero, Schmarrn, Strauben, Zelten ed un buonissimo Strudel di mele. Sicuro li ho conquistati.

Giorno 37 – Arrampicata e torneo di Watten

Un vero abitante di Pandauer non può non amare le montagne. Ho così raggiunto la cima delle Dolomiti volanti e ammirato il fantastico paesaggio assieme a Neytirol. Finalmente ho preso coraggio e l’ho baciata.
La sera ho vinto il torneo di Watten, un gioco di carte al quale ho giocato quasi tutte le sere nei bar del Dorf.
Da domani inizia l’addestramento per entrare a far parte degli Schützen!

Giorno 48 – Guerra

Non è passato neanche un giorno dalla mia proclamazione a membro ufficiale Na’ya, avendo dimostrato di poter essere uno Schützen, che gli stupidi italiani miei connazionali hanno proclamato guerra attaccando il grande albero di mele! La tribù ha perso la fiducia in me credendomi un traditore e mi hanno scacciato. Neytirol mi odia.

Giorno 53 – Fine della guerra

Da quando mi hanno scacciato ho avviato un processo di fondazione di una grossa azienda. In due giorni il mio fatturato è salito alle stelle e mi ha reso uno dei più ricchi abitanti di Pandauer! Solo cinque figure nella storia del pianeta sono riuscite in un impresa simile, considerata leggendaria dai Na’ya che, quindi, mi hanno visto come una sorta di nuovo capo e mi hanno seguito nella battaglia finale contro i terrestri italiani.
Grazie all’unione di tutte le tribù abbiamo vinto la guerra e mandato a casa gli stranieri! Io invece ho deciso di abbandonare per sempre il mio corpo italico e, con una cerimonia solenne nel Duomo del Dorf, ho trasferito la mia anima definitivamente nel mio Avatar. Finalmente Pandauer D.O.C.

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