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November 19, 2014

HomeGrown Reviews: Il sale della terra

Sara Masè

Titolo originale: The salt of the earth

Regista: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado

Di cosa parla: uno scorcio della vita di Sebastião Salgado, fotografo di origine brasiliana e cittadino del mondo, viaggiatore ed esploratore della natura dell’uomo, per la regia del di lui figlio e del poliedrico Wim Wenders.

Uno sguardo disincantato, deluso, disperato ma non privo di speranza, immagini di toccante profondità, l’umanità nei suoi aspetti deteriori, ma non senza un pizzico di speranza che, infine, la vita possa “sopravvivere”.

Cosa spacca: gli essere umani sono il sale della Terra, e come ci mostra – a tratti senza pietà – Salgado con le sue immagini, l’eccesso di sale uccide ed inaridisce la terra. L’uomo-Salgado ha rischiato di annichilire a causa delle sofferenze viste dal fotografo-Salgado, eppure, con l’ultima delle sue opere, l’epica “Genesi”, ha saputo suggellare un nuovo percorso nella vita, al limite del primo intervento dell’uomo.

Cosa fa schifo: sembrerà una posizione da puristi esaltatori dell’audio originale, eppure in questo film le voci impostate del doppiaggio italiano rappresentano l’unico elemento stonato di una sinfonia corale altrimenti perfettamente armonizzata.

Menzione speciale:  alla fotografia come arte dell’istante, all’opera filmica che, grazie alla sapiente maestria dei registi, ha potuto sottolineare ed enfatizzare con equilibrio la potenza del messaggio visivo di Sebastião Salgado.

Consigliato a chi:  non saprei chi non dovrebbe vederlo…

Voto ponderato: 9

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