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April 30, 2014

Andrea Pallaoro. Un viaggio (cinematografico) circolare: da Trento al mondo e ritorno. Al Trento Film Festival

Anna Quinz

Andrea Pallaoro è nato (32 anni fa) e cresciuto a Trento. A diciassette anni è partito per gli Stati Uniti, per frequentare il 4° anno di scuola all’estero. Pensava di tornare a casa, passato quell’anno, ma – come spesso succede – il destino l’ha portato altrove, nello specifico in Colorado. Facendo ricerche su scuole di cinema statunitensi, il giovanissimo Andrea si è imbattuto in una scuola che gli è piaciuta subito e con la quale si è identificato immediatamente. Ha fatto domanda, l’hanno accettato e da lì la sua vita è cambiata. Laureato in 3 anni, ha poi continuato gli studi con un master in regia cinematografica in California. Qui il suo film di tesi è stato Wunderkamme”, un corto che gli ha permesso di fare il primo passo e di farsi conoscere nel mondo del cinema indipendente. Il piccolo grande film ha partecipato a circa cinquanta film festival, ha vinto un’enorme quantità di premi e grazie ad esso Andrea ha conosciuto i suoi collaboratori attuali, con i quali ha girato il lungometraggio Medeas, che ha esordito a Venezia e che verrà proiettato oggi al Trento Film Festival, alle 21 al Supercinema Vittoria.
Per questa sua brillante carriera di “trentino che va nel mondo e lo conquista”, per il suo talento innegabile, ma anche per la sua presenza al festival cinematografico trentino proprio in questi giorni, in qualità di giurato, l’abbiamo intervistato per voi.

Andrea, da trentino, ma anche semplicemente da cineasta di successo, come vivi l’esperienza da giurato? È la prima volta che ti capita? Come ti senti?

No, non è la prima volta che faccio il giurato. L’ho fatto anche per l’European Indipendent Film Festival a Parigi. È un ruolo che mi piace sempre coprire, perché credo sia un contributo che posso dare al cinema ed è un modo per premiare opere che ritengo portino a uno sviluppo interessante del settore. Ogni volta che mi viene fatta la proposta di essere in giuria in un festival interessante, la colgo al volo. Detto questo, sono particolarmente felice e onorato di far parte di questa specifica giuria, perché Trento è la città in cui sono nato e cresciuto e poter essere qui e partecipare attivamente al suo festival, è molto importante per me.

Andrea+Pallaoro+Medeas+Photocall+70th+Venice+OWMs5Z-AOzNlTu che il settore lo conosci e di film festival ne hai visti tanti, come vedi posizionarsi nel sistema globale e internazionale, il Trento Film Festival?

Io credo che sia un festival che si distingue molto per la sua specificità e per il suo approccio, cosa molto importante perché oggi – con la quantità straordinaria di festival che ci sono – è cruciale risaltare per la propria particolarità e identità unica, creandosi un proprio posto nel mondo dei film festival. Poi questo festival ha una storia importante, ha tante edizioni alle spalle, è uno dei più longevi in Italia e tra i più storici, dopo di quello di Venezia. Insomma, è un patrimonio prezioso.

Se come dici la specificità e la capacità di distinguersi sono oggi fondamentali – e io sono perfettamente d’accordo con te – non credi che forse il proliferare continuo di micro film festival (ormai ogni cittadina anche piccola si è dotata di un proprio festival di cinema, a uso e consumo praticamente solo dei suoi abitanti) sia in realtà dannoso per il sistema, che così si disperde? Soprattutto in Italia e nell’Italia della crisi, non sarebbe più utile pensare ad accorpamenti tematici o geografici, a un selezione naturale qualitativa, che salvi solo le realtà che davvero meritano, evitando un’inutile dispersione di risorse?

La tua idea credo sia molto interessante e molto valida da perseguire. Un festival come lo descrivi credo avrebbe grande possibilità di svilupparsi positivamente in Italia, anzi credo ci sia proprio un bisogno. Comunque non lo sostituirei di certo al Trento Film Festival che ha un’identità che merita di continuare a vivere.

Ovvio, infatti il Trento Film Festival è forse uno dei pochi che credo anche io meritino assolutamente, necessariamente di sopravvivere….

Esatto. Mentre festival che proponi tu avrebbe senso per tutelare e diffondere per esempio il cinema italiano nel mondo, magari creando gemellaggi efficaci con altri festival internazionali importanti. Mi piace questa idea, la condivido.

Allargando la prospettiva dalla dimensione del festival a quella della produzione cinematografica in generale, vorrei chiederti cosa ne pensi dell’attualità locale. Trentino e Alto Adige con le loro film commission stanno investendo molto nel settore cinema. Tu come la vedi questa cosa?

Mi rende molto felice, rendermi conto che il Trentino – la mia terra – si proponga in questo senso sul piano nazionale e internazionale. La trovo una cosa importante. Anzi, estremamente importante. Spero che questo produca dei risultati altrettanto interessanti, dei film significativi per uno sviluppo e un progresso del cinema internazionale. Vediamo dunque, quali saranno i film che queste entità decideranno di supportare e aiutare, da queste scelte dipende tutto.

Tu hai progetti qui in zona?

Non ancora, ma non escludo la possibilità di girare un film qui in un futuro più o meno lontano. Anzi, direi che è un mio desiderio. 

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