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April 16, 2014

Anna Deflorian: illustrare il mondo e le sue sfumature

Anna Quinz
Giovedì 17 Aprile alle ore 18.30 presso lo spazio di Impact Hub Rovereto saranno ospitati la mostra personale di Anna Deflorian, in anteprima nella regione Trentino, dal titolo "Burn Clear" e la presentazione del libro "Roghi" edito e a cura di Canicola, progetto editoriale di ricerca in ambito grafico e narrativo attraverso il fumetto e il disegno contemporaneo. Sarà presente l'artista.

Le illustrazioni di Anna Deflorian, non passano mai inosservate. Il tratto, l’uso del colore, la potenza miscelate sapientemente con una certa dolcezza, i linguaggi che si incontrano, le forme che si scambiano il testimone, sono gli ingredienti del suo lavoro forte, carismatico, semplicemente bello.
Un po’ perché è orgoglio locale, un po’ perché inaugura una sua mostra, un po’ perché ci piace quel che fa e un po’ perché era da un po’ che volevo farlo, l’ho intervistata. 

Anna, quando è iniziata la tua vita da illustratrice? Eri una bambina di quelle sempre con la matita in mano?

Sì, ero una bambina di quelle, come penso la maggior parte delle persone.

Il tuo percorso, che percorsi ha avuto? Da dove sei partita, dove sei arrivata?

Sono nata e cresciuta a Trento, ho studiato a Bologna fino a un paio di anni fa, ho passato un anno a Amburgo e poi ho lavorato per un po’ di mesi a Helsinki. Spero di non essere arrivata da nessuna parte in maniera definitiva.

anna deflorian Dicono di te “in ogni dimensione narrativa che frequenta sembra mescolare la pratica di più linguaggi: fumetto, illustrazione, pittura, grafica”. Spiega un po’ cosa significa, e dunque, come racconteresti il tuo stile.

Le tecniche e le serie di processi del lavoro, con cui cerco di sperimentare un po’, non sono strettamente legate alla visione artistica ma al “craft”. Le scelte stilistiche si piegano anche ai mezzi disponibili, in un tipo di lavoro che alla fine è fatto di una parte strettamente artigianale. 

Io vedo il mio lavoro come molto legato al concetto di superficie, innanzitutto nel senso fisico. Per me, la pittura è ancora la cosa più interessante e che vorrei avere più tempo di usare. Dopo, quasi tutto deve passare per il digitale ed è quello il mezzo con cui oltrepassare alcuni limiti e assemblare diverse cose, con la possibilità di cambiare all’infinito.

anna deflorian Nell’immaginario comune dei “non esperti”, il fumetto è Topolino o Dylan Dog. Tu invece, che fumetto fai?

Spero che le persone che si formano un “immaginario” esclusivamente nelle edicole di paese siano ormai poche. 

Come in altri settori, il mercato è pieno di paccottiglia ed è possibile avere un’impressione di dozzinalità. Dall’altra parte, c’è un fiorire di nuove pubblicazioni interessanti che si aggiungono ad altre classiche perché una certa tradizione esiste da molto tempo.

Io conosco la materia ma leggo molti pochi fumetti. Ho però una mia collezione di titoli, italiani e internazionali, contemporanei e non, che considero lavori che vanno dal bello al sublime; ci sono autori che usano il linguaggio, che potenzialmente è molto sofisticato, rendendo la narrazione complessa attraverso anche un’estetica all’avanguardia. 

Il fumetto è sostanzialmente un mezzo economico con cui si possono fare cose pazze.

anna deflorian Da dove prendi le idee, dove nascono, come si sviluppano per le tue storie e le tue immagini?

Non lo so, le idee sono tutte assieme e vengono da tutte le parti, e al contempo cerco di visualizzare autonomamente cose che mi piacciono. 

Come tutti ho i miei archivi (ad es. cartelle nominate “xx” e “fotine varie”, ovvero svariati gb di cose salvate davvero random nel tempo, che però per me ormai hanno un filo logico e una bellezza tutta loro), poi cerco di leggere il più possibile e di fare le esperienze di cui ho voglia, che più che una ricerca di idee è un modo di capire meglio le cose, o almeno una forma di intrattenimento.

Il tuo rapporto con l’editoria? Con Canicola?

Il mio rapporto con l’editoria spero che sia buono perché è una cosa che mi piace e alla quale penso. 

Canicola è un editore piccolo ma con orami ha una certa storia. Quello che mi piace oltre alle scelte editoriali se vuoi considerabili un po’ di nicchia, è la qualità di stampa molto alta. Per il mio libro, Roghi, ho avuto modo di lavorare con un formato di stampa particolare perché fa parte di una collana di albi in dimensione din A3.

anna deflorian E con Centrale Fies, dove sei stata co-worker? Cosa significa lavorare lì invece che in un altro posto? Ora esponi a Impact Hub, altro luogo di co-working, dunque, il valore per te in generale del co-working, piuttosto che starsene da soli nel proprio studio?

Lo studio a Fies è stato fondamentale per quest’anno a Trento, anche se lo ho frequentato a fasi alterne e non so dove sarò nei prossimi mesi. Avere uno spazio di lavoro è molto salubre, inoltre il posto in questione è particolarmente bello. La cosa che ha un valore effettivo è naturalmente la presenza delle altre persone, poter guardare cosa fanno o per lo meno pranzarci assieme. Questo aiuta a sopportare un lavoro che tuttavia rimane totalmente solitario.

anna deflorian Vivere del proprio lavoro, sopratutto se creativo, è problema grande dei nostri tempi e della nostra generazione. A te come va?

Non mi piace la definizione “lavoro creativo” e il “problema grande dei nostri tempi” di cui parli è una conseguenza di alcune questioni a monte.

Si tratta di scelte personali e della consapevolezza di stare in un mercato complesso che se da una parte permette l’esistenza di professioni come la mia o la tua, dall’altra ha delle regole talvolta poco chiare o svantaggiose, ed è evidente che l’offerta è molto maggiore della richiesta. 

Io considero il poter fare quello che ho scelto soprattutto un privilegio e non mi piace lamentarmi pubblicamente, piuttosto ho i sensi di colpa perché spesso indugio senza fare tutto quello che potrei/vorrei.

anna deflorian Burn Clear, ci racconti un po’ il progetto?

Burn Clear è il titolo della mostra che presenta il libro Roghi assieme ad altri lavori, sia commissionati che personali, che è stata a Bologna, Berlino e Amburgo e adesso a Rovereto.

A parte le sue immagini, chi è Anna Deflorian?

Le cose si fanno sempre più complesse e non credo che le immagini siano sempre al passo coi pensieri in effetti.

Il sogno più grande?

Non lo so, penso di aver solo un unico grande desiderio indefinito. 

http://annadeflorian.com/
www.canicola.net

Photo by Giulia Mazza

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