HomeGrown Reviews: I, Frankenstein

08.02.2014
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HomeGrown Reviews: I, Frankenstein

08.02.2014

Titolo originale: I, Frankenstein

Regista: Stuart Beattie

Di cosa parla: ancora vivo dopo duecento anni, la creatura di Frankenstein si trova al centro di una guerra tra Demoni e Gargoylles, ed in palio c’è la salvezza del genere umano. Vivo in un corpo senza anima, ma predisposto ad averne una, il protagonista dovrà alla fine schierarsi.

Non si tratta né di un remake né di una storia ispirata al romanzo. Un sequel tratto da un fumetto, che deve essere guardato con occhi distanti dalla storia originale.

Cosa spacca: Frankenstein che spacca i Demoni in due a colpi di asce benedette? E’ davvero difficile stavolta trovare qualcosa per cui entusiasmarsi in questa produzione…

Cosa fa schifo: un bel taglio da marine e tanti muscoli: siamo ben lontani dall’idea di mostro che caratterizzava il romanzo di Mary Shelley in cui Frankenstein ha preso vita.

Ancora una volta le scelte compiute da certi personaggi sono incoerenti e servono soprattutto a creare la trama (un po’ come negli horror dove la vittima sale sempre le scale e finisce tra le braccia dell’assassino).

Manca completamente il dramma del rapporto creatura-creatore  (il cosiddetto “complesso di Frankenstein) che, invece, è il fulcro del romanzo originale di Mary Shelley: il protagonista è un essere disilluso e senza scopo, spinto, per quasi tutto il film, dal mero desiderio di opporsi sia ai “buoni” Gargoylles che ai “cattivi” Demoni.

Menzione speciale: i Gargoylles quali protettori della luce e del bene è un’idea piacevole; dalle guglie di una cattedrale gotica vegliano sugli ignari cittadini. Peccato che la realizzazione in computergrafica sia deludente e di basso livello.

Consigliato a chi: salendo a Notre-Dame ha visto qualcosa muoversi tra le guglie.

 

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