Music

January 16, 2014

Satelliti: Bringing It All Back Home

Marco Bassetti
Tutti li vogliono, tutti li amano, tutti li cercano, tutti li adorano. I Satelliti, dopo il lancio in orbita del loro secondo lavoro "Transister" e il relativo big bang, tornano finalmente a casa.

Dopo Transister è successo di tutto. Parlare di ascesa è poco, forse più giusto parlare ascensione. Eravamo rimasti a questa intervista e a quell’immagine idilliaca che ritrae Marco Dalle Luche vestito elegantissimo che cucina della house music, mentre Andrea “Il Pola” Polato, vestito pochissimo, sorseggia dei beat dritti e secchi come un buon gin neo-zelandese. Poi avevamo seguito con apprensione le avventure dei Satelliti in terra sarda. E poi?

Definitiva la consacrazione oltremanica: secondo tour in Inghilterra, presenza nella playlist di BBC6 e posizionamento al numero 44 – band italiana più alta in classifica – nella prestigiosa “Best of 2013” della rivista The Quietus (leggi qui l’intervista), un po’ l’equivalente britannico di Pitchfork. Inoltre da segnalare l’endorsement di James Holden – il dj più chic di tutto il Regno Unito, il primo album del quale è stato definito da The Guardian “the most astonishing debut in electronic music since Boards of Canada’s Music Has the Right to Children”… uno che se ne intende insomma – su XL di Repubblica. E per iniziare in bellezza il nuovo anno, Q, una delle più autorevoli riviste inglesi, dopo Bruce Springsteen (giovedì 9/1) ed i Mogwai (venerdì 10/1), mette Transister come track of the day sul proprio sito (sabato 11/1).Per quanto riguarda l’Italia, si segnalano l’ampio spazio dedicato al duo sul Venerdì di Repubblica (6.12.13), la presenza nella playlist di RAI Radio3, l’approfondimento sul Fatto Quotidiano con elogi sperticati da parte di Carlo Bordone: “Musica come questa si attacca alle sinapsi come una magia vischiosa”.

Ma i Satelliti non sono corpi celesti che si adagiano sugli allori, la loro orbita anzi s’impone sempre inesausta e perpetua… Parecchie le novità in vista! In programma per la primavera il primo tour italiano, più Croazia, più Austria, più la presenza al festival svizzero Stanser Musiktage and much more. Girano inoltre indiscrezioni circa un incontro segreto tra una delegazione del CIO e il manager dei Satelliti per un possibile coinvolgimento della band altoatesina alla cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici di Sochi 2014. E a questo punto non mi risulta difficile immaginare Transister dei Satelliti come colonna sonora ideale dei pericolosi incontri amorosi tra la bella attrice Julie Gayet e François Hollande. *

Sprecare superlativi per cantare le audaci imprese dei nostri eroi risulta, insomma, fin troppo facile. Resistendo a questa tentazione, ci prodigheremo dunque in comparativi. Il Pola e il Maestro: più cool di Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, più rock di Daniel Auerbach e Patrick Carney, più psichedelici di Tom Rowlands e Ed Simons, più funkadelici di George Clinton e Bootsy Collins, più sperimentali di Miles Davis in combutta con Joe Zawinul, più affiatati di Serge Gainsbourg e Jane Birkin dei tempi d’oro, più affascinanti di Hall & Oates nella miglior forma.

OK, mi sono fatto prendere la mano, ma almeno 3/4 di quanto scritto in questo paragrafo è vero. 

Tutte queste qualità messe insieme? Provare per credere: appuntamento questa sera, 16 gennaio 2014, al Sudwerk di Bolzano. Siateci.

Print

Like + Share

Comments

Current day month ye@r *

Discussion+

There are no comments for this article.