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November 25, 2013

Giornata contro la violenza sulle donne: installazione d’artista a Bolzano.
Ma – ahimè – è un’imitazione

Anna Quinz


Oggi è una giornata importante. Come ieri era una giornata importante e lo sarà anche domani. Per riflettere, pensare, sensibilizzare sul tema scottante e terribile della violenza di genere. Oggi, ieri e domani serve muoversi, fare, parlare, discutere, ragionare. Perché la violenza cessi, perché le donne non siano più oggetto e gli uomini strumento di dolore. 
Per farci riflettere su questo tema, oggi a Bolzano in Piazza Municipio un’installazione d’artista – Alessandra Borsetti Venier – che mette in piazza più di 400 scarpe rosse, simbolo da un lato del femminile e dall’altro di un dolore profondo come il rosso profondo del sangue. Un lavoro di certo d’impatto, e positivo nell’intento.

Peccato però che sia un’imitazione. Sì, perché il progetto “Zaptos Rojos” (che significa scarpe rosse) dell’artista messicana Elina Chauvet e curato da Fracesca Guerisoli, è praticamente identico, e gira il mondo già da molto molto tempo (precisamente, dal 2009).
Recita così la presentazione del progetto nella sua pagina web ufficiale “Il progetto assume, nella sua fase finale, la forma di un’installazione composta da centinaia di paia di scarpe rosse da donna per puntare il dito contro l’omertà che avvolge la scomparsa e l’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juárez e per dire basta alla violenza di genere. Ogni paio di scarpe, raccolto attraverso l’attivazione di una rete di solidarietà in uno specifico contesto culturale e territoriale, rappresenta una donna e la traccia di una violenza subita. Sistemate ordinatamente lungo un percorso urbano, le scarpe ne ridisegnano lo spazio e l’estetica, visualizzando una marcia di donne assenti, un corteo che sottolinea il dolore che tale mancanza provoca tanto a livello sociale quanto nei propri cari“.
E così invece la presentazione della Borsetti Venier “Oltre 400 paia di scarpe femminili dipinte di rosso, raccolte con l’aiuto di associazioni, scuole, biblioteche e cittadini saranno disposte dall’artista in modo da formare il numero corrispondente alle donne uccise in Italia nel 2013 con lo scopo di testimoniare visivamente la quantità dei femminicidi avvenuti – ogni anno – in Italia“. 

Insomma, la stessa cosa, identica precisa. Un caso evidente di imitazione, che disturba un bel po’. Vuoi che poi ci possano essere delle differenze sottili, vuoi che l’artista fiorentina sia ignara del lavoro della collega messicana ed abbia avuto la stessa precisa idea in un altro luogo e in un altro tempo, ma nell’era di internet, tutto ciò pare pressoché assurdo e un po’ naif, se non del tutto imbarazzante e sconveniente. 

Sensibilizzare su temi così forti è importante, anzi fondamentale. Ben venga far girare idee e creatività che smuovano pensieri e opinioni. Però, copiare e impadronirsi delle idee altrui, senza considerare il loro valore intellettuale e la loro origine (anche perché, forse bastava anche solo citare la fonte alla quale ci si è ispirati, per uscire elegantemente dall’impasse), proprio non va.
Resta il fatto che oggi è un giorno importante, come ieri e domani. Pensate gente, Con o senza scarpe rosse.

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