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October 17, 2013

Bozen, 17 ottobre 2023

Roberto Tubaro


Ebbene sì, il temuto giorno è arrivato. Da domani il nostro giornale verrà chiuso definitivamente e con lui l’ultimo mezzo d’informazione in lingua italiana del territorio del nuovo Südtirol. Non che cambi molto, visto che da diversi anni erano pochi i sudtirolesi di lingua italiana ad essere rimasti in Provincia. È solo l’ultimo degli effetti causati dalle politiche portate avanti dal Primo Ministro Eva Klotz dalla vittoria alle elezioni provinciali del 2013 e dal conseguente successo del referendum per l’autodeterminazione del Sudtirolo. A parte forse il teologo Massimiliano Meraner, nessuno avrebbe pensato ad uno scenario di questo tipo. Anzi, il numero di voti ottenuti dieci anni fa dai Süd-Tiroler Freiheit dimostrò che anche gran parte della popolazione di madrelingua italiana votò incredibilmente per il partito della Klotz, forse per protesta verso una situazione politica nazionale più che decadente nella speranza di scongiurare la crisi col passaggio dell’Alto Adige all’Austria. Così ovviamente non è stato. L’Austria respinse il suo vecchio Sudtirolo nello stesso modo in cui aveva iniziato a respingere gli immigrati clandestini che tentavano di superare il confine del Brennero dopo essere sbarcati a Lampedusa e aver attraversato l’Italia intera. Gli altoatesini si trovarono in un limbo: non più italiani, non austriaci ma solo altoatesini/sudtirolesi con una piccola grande crisi di identità.

Il partito della Klotz si rivolse al Tibet, chiedendo aiuto cercando di mostrare l’effettiva possibilità di autodeterminarsi in uno stato di occupazione della propria terra. Rispose direttamente il Dalai Lama affermando che “paragonare ancora una volta la situazione altoatesina alla condizione dei tibetani è un’offesa che non possiamo più accettare. L’unica cosa che ha in comune il Tibet con l’Alto Adige è la somiglianza tra tra i nomi Lhasa e Lasa. Se ci fosse stato un genocidio culturale anche in Sudtirolo il vostro ex presidente Durnwalder mi avrebbe offerto un piatto di maccheroni. Invece, nonostante non lo abbia mai ammesso, mi ha offerto würstel, bretzel e birra artigianale.” Nel frattempo Scozia e Cataluña iniziarono a mandare a tutti gli abitanti lettere di finti referendum con ricchi premi, cercando di emulare le festa altoatesine.

La situazione si risolse con la proclamazione dello Stato Autonomo Sudtirolese che, per quanto non fosse riconosciuto dall’Unione Europea, in qualche modo superò le numerose difficoltà iniziali. Il candidato SVP Kompatscher, che prima delle elezioni si vedeva già alla guida della provincia per un trentennio, accettò la sconfitta subendo le ire del suo predecessore. Durnwalder infatti dichiarò che se si fosse ricandidato nuovamente avrebbe governato per altri trent’anni. La Klotz fece subito stampare una moneta locale, la Zopf, e formò un Governo Autonomo che iniziò a varare le prime riforme fondamentali. Tra le tante ricordiamo l’obbligo di non tagliarsi più i capelli e quello di portare una una lunghissima treccia, nuovo simbolo dell’Alto Adige al posto della vecchia stella alpina.

La notizia di oggi però è un’altra, ovvero la visita dell’ottantaduenne Umberto Bossi, ex leader di un vecchio partito ormai dimenticato, che vede nel successo dell’autodeterminazione sudtirolese una speranza di successo per la sua “Padania”. Le sottosegretarie Artiolen (un tempo Artioli) e WeißeBlume (un tempo Biancofiore) hanno accolto Bossi nella sala congressi del palazzo Klotz, mostrando quanto sia cambiato in meglio il Sudtirolo e soprattutto quanto la loro vita sia cambiata in meglio da quando hanno capito che lo spirito sudtirolese vince sull’odio. Presente alla cerimonia anche l’ex vicepresidente della provincia Christian Tommasini che, nonostante sia uscito dalla politica ormai da anni, continua a presenziare a tutti i tipi di eventi e a farsi immortalare in innumerevoli foto ricordo. Ho ascoltato lintervento della Klotz,” ha dichiarato la WeißeBlume a fine incontro “ha mostrato una lucidità senza eguali, ha dimostrato ancora una volta di essere una statista unica, ha dimostrato una capacità che lascia francamente senza fiato, senza parole: in questo momento non esistono altri leader alla sua altezza. Eva è il nuovo! Lo posso assicurare, io giro, io faccio la spesa con il carrello, ed era tutto un montare di coro positivo per la Klotz. Basta andare nei bar per capirlo.

Nel frattempo continua la protesta dei Bolzanini, scesi questa mattina in piazza per la richiesta di autodeterminazione di Bolzano al grido di “Bolzano non è Sudtirolo”. La capitale sudtirolese, unica città ad avere ancora una maggioranza della popolazione di lingua italiana, sembra voler prendere esempio proprio dai punti di forza della linea politica della Klotz. Il leader del partito Libertà Bolzanina Enrico Resegone ha dichiarato che “se la Klotz è coerente con le sue vecchie idee dovrà concedere il diritto dell’autodeterminazione di Bolzano. È giusto che la popolazione decida con chi stare e i bolzanini, i pochi di lingua italiana rimasti in Alto Adige, non si sentono parte di questo Stato. Ho mandato una lettera a casa ad ogni cittadino con un gratta e vinci, un buono della lotteria, un abbonamento a Sky Calcio per seguire la nazionale italiana, e un etto di pasta al pesto. Ah sí, nella busta c’è anche l’invito a partecipare al referendum con la possibilità di vincere un viaggio a Trento e uno a Belluno. E tra i primi 100 che riconsegneranno la lettera verrà estratta una batteria di pentole in acciaio inox 18/10. È unidea dei giovani di Libertà Bolzanina e mi sono detto: perché no?

La visita di Bossi si è conclusa con un discorso dell’ex politico. Discorso che purtroppo non siamo stati in grado di comprendere nella sua interezza ma che possiamo sintetizzare con una serie di diti medi alzati all’aria assieme ad una richiesta scritta di poter raccogliere i resti della parte verde della bandiera italiana spazzata via dalle scope della Klotz. Sempre che questi pezzi di bandiera siano stati conservati da qualche parte. 

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There are 3 comments for this article.
  • Klaus Leitner · 

    Sehr schöner Artikel – erinnert mich irgendwie and Ernst Callenbach – Ecotopia, zwar ein bisschen ein anderes Grundthema, aber trotzdem ähnlich, utopisch halt!

    bell articolo mi rimanda Ernst Callenbach – Ecotopia, anche se diverso – pero l’idea dell’ utopia crea sempre una sensazione angosciante…

  • 17 ottobre 2023 | Rtcj · 

    [...] Ebbene sì, il temuto giorno è arrivato. Da domani il nostro giornale verrà chiuso definitivamente e con lui l’ultimo mezzo d’informazione in lingua italiana del territorio del nuovo Südtirol. Non che cambi molto, visto che da diversi anni erano pochi i sudtirolesi di lingua italiana ad essere rimasti in Provincia. È solo l’ultimo degli effetti causati dalle politiche portate avanti dal Primo Ministro Eva Klotz dalla vittoria alle elezioni provinciali del 2013 e dal conseguente successo del referendum per l’autodeterminazione del Sudtirolo. (Continua su Franzmagazine) [...]

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