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October 14, 2013

Galleria Civica di Trento: riapre uno degli indirizzi storici dell’arte contemporanea tridentina con una mostra curata dal Mart

Karin Mantovani
Dopo tanti mesi di attesa, dopo dibattiti e artivismi, riapre finalmente la Galleria Civica di Trento. Luogo di riferimento per anni per la contemporaneità locale, laboratorio di ricerca e di creazione, lo spazio trentino riparte accorpato al Mart, con una mostra dedicata all'avanguardia intermedia. L'appuntamento è il 19 ottobre, per vedere riaprirsi le porte di una galleria che ci era mancata tanto.


Lo dico? Lo dico: da bolzanina devo ammettere che, per quanto riguarda l’arte moderna e contemporanea, il vicino Trentino ci sta dando della gran biada. Non passa giorno, infatti, che i nostri vicini di provincia lascino scorrere senza avere seminato i germi di un progetto nuovo, raccolto i frutti della loro operosità. Questo mio pensiero non vuole mettere in piedi un confronto con la mia terra, tutt’altro. Mi oriento, temporaneamente, con lo sguardo a sud e mi concentro su quello che vedo, che sento, che ho la fortuna di poter condividere.

“Noi siamo ciò che siamo diventati” ha detto di recente lo storico dell’arte Ferdinando Bologna, affermazione che mi ha molto fatto riflettere, soprattutto se la associo al mondo dell’arte e a chi ha il compito, non facile, di renderla fruibile e renderla comprensibile a quanti ne sono interessati.

Penso al Mart, me lo immagino un po’ come una galassia che ha agganciato nella sua orbita una serie di pianeti e satelliti e con essi ha creato un sistema museale integrato e all’avanguardia, ruotando con un ritmo costante e ormai inarrestabile. Uno dei suoi punti di forza, credo, sia la capacità di accogliere le diverse istituzioni museali sotto alla sua ala, sapendone conservare la storia e valorizzarla al tempo stesso (“Il solo valore assoluto che l’arte possieda ai suoi occhi è quello di avere una storia” Edouard Pommier).

1Torno alla Galleria Civica di Trento e con una triangolazione di date vi fisso la sua storia: è stata istituita nel 1989 come luogo di creazione e informazione per porre all’attenzione del pubblico le tendenze più recenti dell’arte e i temi più attuali della nostra società; nel 2011, dopo essere divenuta Fondazione, chiude i battenti per riaprire – accorpata al Mart – con la mostra “L’Avanguardia intermedia. Cà Pesaro, Moggioli e la contemporaneità a Venezia 1913-2013” il prossimo 19 ottobre.

L’esposizione verrà ospitata in ambienti ridisegnati dalla mano del giovane architetto Stefano Grigoletto, vincitore del concorso pubblico destinato ai giovani architetti trentini voluto dal Mart e sarà “coinquilina” dell’ADAC, Archivio degli artisti contemporanei trentini, punto di riferimento molto importante per chiunque partecipi al grande processo di creazione dell’arte contemporanea.
Da esso, infatti, si è mosso un gruppo di giovani artisti locali che ha contribuito con forti suggestioni e proposte, nella creazione di un nuovo concetto e di una nuova identità della Galleria Civica. L’attività di sensibilizzazione della popolazione, delle autorità, del mondo dell’arte e della cultura, locale e non, ha fatto sì che la Civica potesse essere riconsegnata al suo pubblico, tornando a riproporre uno spazio espositivo unico e centrale per la città e per il territorio. “Un centro di ricerca e sperimentazione sulla contemporaneità” recita la delibera con la quale nel dicembre scorso è stato dato nuovo impulso e vita alla Galleria.

Trovo che questo movimento, il fermento di coloro che sono a pieno titolo i protagonisti dell’arte contemporanea, sia l’espressione più bella di quel linguaggio contemporaneo di cui si fanno promotori. La loro voce, orientata in più direzioni per essere ascoltata e trovare sostegno, ha creato una nuova rete, un nuovo tessuto di relazioni sostenibili. Non solo il qui e ora legato al loro impegno di sensibilizzazione, ma anche un qui e domani che prevede una stretta sinergia con il Mart e tutte le eccellenze del Trentino.

1Per il Mart ripartire a Trento, con la Galleria Civica e con la mostra “L’Avanguardia intermedia”, è un’occasione per raccontare quel ponte tra il contemporaneo più “antico”, quello degli artisti di fine Ottocento per intenderci, e quello più recente degli artisti protagonisti della prima e della seconda metà del Novecento. Tra di essi vi sono differenze sostanziali, soprattutto nei mezzi, nelle tecniche artistiche di cui si sono serviti. C’è però anche un fondamentale aspetto che li accomuna: l’appartenenza a piccoli gruppi informali, i legami di amicizia, le riflessioni sulla società, lo sguardo alle avanguardie europee, al di là del collezionismo e la grande apertura alle nuove sperimentazioni. 

Dal 19 ottobre la Galleria Civica si farà luogo d’incontro tra queste due generazioni di artisti – Arturo Martini, Gino Rossi, Felice Casorati da un lato, Gabriele Basilico, Germano Olivotto, Paolo Gioli (per dirne solo alcuni) dall’altro – e noi potremo forse comprendere meglio come sia nato quel concetto di modernità nel Novecento che ha posto le basi delle sperimentazioni del nostro contemporaneo, in particolare del linguaggio contemporaneo del nostro territorio.  

Nelle foto:
La Galleria Civica a Trento
Sirio Luginbühl, Amarsi a Marghera
Umberto Moggioli, Il ponte verde

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