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October 3, 2013

Bolzano, 3 ottobre 1993

Roberto Tubaro


 Erano ormai più di due anni che il noto imprenditore milanese Silvio Berlusconi viveva in incognito in terra sudtirolese senza fornire sue notizie. I suoi famigliari e i suoi soci in affari lo avevano dato per disperso e, pur mantenendo vive le speranze di ritrovarlo sano e salvo, avevano ceduto integralmente le sue attività commerciali per il timore di non riuscire a mantenerle. Due settimane fa è arrivata la svolta grazie a diverse chiamate ricevute durante la trasmissione Chi l’ha visto? in onda su Rai3:  l’imprenditore, cavaliere del lavoro, se ne stava tranquillo e beato tra le valli altoatesine, passando le proprie giornate in un maso di Selva dei Molini/Mühlwald in Valle Aurina. Ormai scoperto, Berlusconi non ha potuto sottrarsi alle domande dei giornalisti che avevano letteralmente  invaso i campi attorno al proprio rifugio. Per evitare però di dover ripetere le cose più volte ieri sera è stata convocata una conferenza stampa della quale riportiamo ora domande risposte integrali.

Non sai quanto sono stato in pensiero, non puoi sparire così nel nulla, i miei ascoltatori erano in pensiero ma soprattutto io. – Emilio Fede, TG4

“Mi scuso per essere sparito così nel nulla e improvvisamente. La vita frenetica dell’imprenditore mi ha obbligato ad uno stacco netto e deciso con quelli che erano i miei stili di vita. Ho lasciato tutto per vivere qui in Alto Adige, basta con l’imprenditoria, basta con le televisioni, basta con le attività immobiliari, basta con il calcio e, soprattutto, basta con le donne. Oltretutto devo subito specificare che io non farò il politico come gli altri, la politica non mi interessa, mi interessano solo la natura, i ruscelli, lo schüttelbrot con dei buonissimi Würstel, gocce di pioggia sul verde dei prati, sciarpe di lana, guantoni felpati, più che il sapore, il colore del the, ecco le cose che piacciono a me!”

Perché proprio in Alto Adige e non tra i verdi campi della Brianza? – Vittorio Feltri, L’Indipendente

“L’Alto Adige è la Provincia che amo. Qui ho i miei canederli, i miei crauti, la mia birra. Qui ho imparato da Luis e dalla vita, il mio mestiere d’agricoltore. Qui ho appreso, la passione per la natura. Ho scelto di stare nei campi e di occuparmi dell’agricoltura, perché non voglio vivere in un Paese illiberale coltivato da forze immature, e da uomini legati a doppio filo, a un passato politicamente ed economicamente fallimentare. Ho fatto bene più di chiunque altro in tutti i settori in cui mi sono cimentato, sono quindi convinto che la mia carriera da agricoltore sarà un successo. Ho iniziato coltivando un fiore bianco che ho chiamato Biancofiore e che mi seguirà per sempre. Lo accudisco, lo annaffio giorno e notte e sono convinto che se potesse parlare mi adulerebbe come se fossi un dio. Sono troppo bravo come agricoltore: posso dire di essere il migliore agricoltore egli ultimi 1500 anni!”

I suoi vicini dichiarano di aver assistito a dei festini a luci rosse organizzati nel suo fienile portando scandalo tra le pure e bucoliche valli altoatesine – Eugenio Scalfari, La Repubblica

Mi consenta di dire che le voci su questo argomento sono solo alquanto maliziose e imbevute di cattiveria. Non ho niente da nascondere visto che i festini a luci rosse da voi descritti sono solo delle serate create apposta per diminuire lo stress mio e del mio amato allevamento. Per essere chiari ora vi spiegherò in cosa consistono. La serata inizia con degli Jodel cantati sublimemente dal maestro Apicella mentre servo i miei animali con del mangiare di prima scelta. Gli animali amano la musica e quindi dopo cena, con un sottofondo musicale, le vacche iniziano a ballare assieme alle mie belle galline sotto lo sguardo dei maiali che rimangono seduti a osservare divertiti e, in un certo senso, eccitati. In questo modo il latte è squisito, le uova sono deliziose e il salame è a dir poco afrodisiaco! Cerco solo di aiutare chi ha bisogno e mai in cambio di qualcosa, se non delle uova, del latte e dell’affettato.”

È intenzionato quindi a rimanere stabilmente in Alto Adige? È convinto davvero che riuscirà ad integrarsi in quello che è il tessuto sociale sudtirolese? – Toni Ebner Jr., Dolomiten

“Mi sono già integrato alla grande. Ho cambiato il nome in Silvius Berluswalder per rispetto alle rappresentanze pubbliche locali che stimo e prendo come punto di riferimento morale e umano. Non voglio essere un peso per questa terra e perciò sarò uno come tanti altri. Solo più affascinante e simpatico. Sono sicuro che io, le mie vacche, le mie galline e i miei amici maiali diverremo pienamente dei grandi, piccoli e umili abitanti sudtirolesi.”

Vuole dire che l’Italia non la vedrà più in circolazione con le sue truffe e i suoi rapporti con la mafia? Vuole dire che non rischieremo di rovinare la reputazione dell’Italia con lei come politico o addirittura Presidente del Consiglio? Vuole dire che  dovrò farmi assumere da un quotidiano locale per essere sicuro di controllare i suoi loschi affari da agricoltore? – Marco Travaglio, Il Giornale

“A lei non rispondo e non risponderò mai”

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  • Bolzano, 3 ottobre 1993 | Rtcj · 

    [...] Erano ormai più di due anni che il noto imprenditore milanese Silvio Berlusconi viveva in incognito in terra sudtirolese senza fornire sue notizie. I suoi famigliari e i suoi soci in affari lo avevano dato per disperso e, pur mantenendo vive le speranze di ritrovarlo sano e salvo, avevano ceduto integralmente le sue attività commerciali per il timore di non riuscire a mantenerle. Due settimane fa è arrivata la svolta grazie a diverse chiamate ricevute durante la trasmissione Chi l’ha visto? in onda su Rai3:  l’imprenditore, cavaliere del lavoro, se ne stava tranquillo e beato tra le valli altoatesine, passando le proprie giornate in un maso di Selva dei Molini/Mühlwald in Valle Aurina. (Continua su Franzmagazine) [...]

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