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August 29, 2013

Bolzano, 29 agosto 1982

Roberto Tubaro

 Sembrava ormai che il periodo piu violento della storia della nostra provincia fosse passato con la fine del periodo delle bombe, e invece è tempo di rendersi conto che un altro ciclo di violenza si sta aprendo per colpa di ciò che è definito una delle più grandi piaghe del mondo intero: il problema dei cartelli. Continuano infatti gli episodi di violenza tra i due cartelli della droga altoatesini. Quella che ormai viene chiamata “La guerra dei cartelli” è divenuta in poco tempo un caso internazionale, sia per quanto riguarda il livello di violenza, sia per le cause scatenanti il conflitto. Non possiamo più nasconderci dietro l’immagine di una provincia senza problemi, rappresentata il più delle volte come un territorio paradisiaco, calamita per turisti. Secondo lo studio di “Vision of Humanity”, l’Alto Adige è entrato nella top ten dei paesi più pericolosi del mondo, piazzandosi al sesto posto tra la messicana Acapulco (5º) e la venezuelana Caracas (7º). Ma veniamo ai fatti (in tutti i sensi).

Il cartello della droga di lingua italiana, con a capo il pluriricercato Antonio “Toni” Montana, ha stamattina attaccato una base del cartello della droga di lingua tedesca del terribile Anthon “Tony” Berg, macchiando letteralmente di sangue i verdi prati dell’Alpe di Siusi. Ma cosa ha portato a questa drammatica situazione? Cosa ha rotto l’equilibrio che, molto lentamente, stava ritrasformando l’Alto Adige in una terra vivibile?

I due principali cartelli della droga, comparsi in Alto Adige intorno al 1980, dopo un primo periodo di scontri si erano ormai spartiti il territorio altoatesino e riuscivano a convivere limitandosi ad un centinaio di omicidi all’anno e solamente tra i membri dei due cartelli stessi. Le cause di queste nuove tensioni, divenute ormai da più di un anno un vero e proprio flagello per il nostro territorio, sono iniziate nel momento in cui Anthon Berg iniziò a togliere la nomenclatura italiana dai sacchetti di droga. E così, da un giorno all’altro, clienti e trafficanti si sono trovati di fronte a confezioni riportanti Kokain al posto di Cocaina/Kokain, Opium al posto di Oppio/Opium, Heroin al posto di Eroina/Heroin, Amphetamin al posto del classico Amfetamine/Amphetamin, Marihuana al posto di Marijuana/Marihuana e così via. Al primo carico di droga, giunto a Bolzano (controllata da Toni Montana) dalla Val Senales (controllata da Tony Berg), il capo del cartello italiano è letteralmente impazzito compiendo la prima strage di trafficanti del cartello della droga tedesco. Da quell’episodio non v’è giorno che passi senza una decina di omicidi in provincia.

Abbiamo incontrato in esclusiva Antonio Montana (nella foto in una delle sue basi con a fianco le indicazioni dei vari stabilimenti della della droga del gruppo A “T” M, Antonio “Tony Montana) il quale ha autorizzato questa breve intervista.

Arrivato in Alto Adige dalla Sicilia, in poco tempo è riuscito a mettersi a capo di uno dei più importanti cartelli della droga altoatesini. Ci può raccontare quella parte della sua storia che ci è ancora oscura?

Sono scappato da un carcere della Sicilia e, approfittando della fottuta ondata migratoria dei miei compaesani, mi sono finto un membro di una famiglia già arrivata a Bolzano e qui ho iniziato la mia attività. È il paradiso… Questo è il paradiso, te lo dico io. Questa città è come una bella donna che aspetta solo che qualcuno se la faccia. In questo Provincia, devi fare la grana prima. E quando hai fatto la grana, c’hai il potere. E quando hai il potere, c’hai pure le donne. È per questo che bisogna muoversi. Il mondo è tuo.

Cosa dice del soprannome “Narbengesicht” che le hanno dato i membri del cartello di Tony Berg? 

A fanculo Tony Berg! E a fanculo tutti i membri del suo cartello insieme a lui, tutti a fanculo! Io li spappolo quegli scarafaggi! Per ripicca lo chiamo “Sfregiato” e si fotta!

Non le pare un po’ esagerata la sua reazione alla rimozione della nomenclatura italiana dai carichi di droga del cartello di Berg? In un certo senso Berg non ha tutti i torti affermando che nei loro territori la nomenclatura italiana non viene usata e quindi non ha senso riportarla sui vari carichi. Poi, diciamo, il più delle volte il nome è comprensibile anche in tedesco senza sapere la lingua…

Senti faccia di merda, staccati la testa e ficcatela nel culo. E guarda un po’ se c’entra. Se non ti sparo in faccia è solo perché voglio vedere quest’intervista pubblicata. Poi ti sparerò in faccia. La nomenclatura italiana va tenuta prima di tutto perché era nei patti tra me e Berg. Poi non è possibile che un povero turista italiano, in crisi di astinenza, non riesca a capire che tipo di droga gli stia vendendo lo spacciatore, non è corretto cazzo!

Prima o poi questa vicenda dovrà finire, saprà anche lei che non potrà passarla liscia per sempre. I cartelli della droga verranno eliminati e con loro ogni tipo di violenza in Alto Adige e…

Avanti! Coraggio! E allora? Adesso ti basta? Eh? Brutto finocchio bastardo! Volete eliminarmi? Vi ci vuole tutto l’ esercito per eliminarmi! Hai sentito? Io vi spedisco tutti quanti all’ inferno! Coraggio, vieni qui! Con chi vi credete di fare la guerra? Io sono Toni Montana! State facendo la guerra a me? Fate la guerra al numero uno! Sto ancora in piedi, no?! Coraggio, me ne sbatto delle tue parole! Avanti, continua a sparare cazzate, avanti! Continua a sparare! Me ne sbatto delle tue parole!

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There are 3 comments for this article.
  • Bolzano, 29 agosto 1982 | Rtcj · 

    [...] Sembrava ormai che il periodo piu violento della storia della nostra provincia fosse passato con la fine del periodo delle bombe, e invece è tempo di rendersi conto che un altro ciclo di violenza si sta aprendo per colpa di ciò che è definito una delle più grandi piaghe del mondo intero: il problema dei cartelli. Continuano infatti gli episodi di violenza tra i due cartelli della droga altoatesini. Quella che ormai viene chiamata “La guerra dei cartelli” è divenuta in poco tempo un caso internazionale, sia per quanto riguarda il livello di violenza, sia per le cause scatenanti il conflitto. (Continua su Franzmagazine) [...]

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