Franz TV

July 5, 2012

Anansi intervista Massimo dei Rebel Rootz

Franz

Stefano Bannò, in arte Anansi, intervista Massimo Fontanari dei Rebel Rootz vincitori di Upload 2012

Marcus Garvey (panafricanista e primo ispiratore della cultura rastafariana n.d.A.) affermava che “un popolo che non conosce le proprie origini, la propria storia e la propria cultura è come un albero senza radici”. Rebel Rootz,”radici ribelli”, qual è il vostro background musicale, quali sono le vostre origini, ma soprattutto qual è la vostra storia, qual è la storia che volete raccontare a chi vi ascolta?

Max: I Rebel Rootz fanno parte di quella tipologia di band che tenta di creare del “nuovo” da generi che sono già stati rodati e suonati. Mi spiego: quasi nessun artista in campo musicale inventa un tipo di sonorità o un genere particolare di musica dal “nulla” a parte in rarissimi casi. La maggior parte di essi prendono spunto dalla musica che c’è già o che, anche se poco conosciuta e non “popular”, si scopre attraverso una ricerca di una determinata sonorità o di una esplorazione musicale più profonda. Più alle radici. Noi queste radici, ovviamente reggae, le abbiamo e partono da me nella scrittura e nella composizione originaria dei nostri pezzi. Sono da sempre un fan incallito degli Africa Unite e rappresento un po’ quel roots su cui si fonda tutta la nostra musica. In ogni caso mi piace sperimentare però anche altre sonorità che mi incuriosiscono. Non per niente, lavoro su delle idee embrionali di canzoni su cui poi Carlo (chitarra), Tony (batterie), Ago (basso), Piè (tastiere) e Mik (tastiere) creano gli arrangiamenti. Con le idee che abbiamo in testa prendono vita le canzoni in cui infatti compaiono le più variegate sfaccettature di generi diversi. Quello che vogliamo raccontare a chi “ci ascolta” è che la musica anche se formata da dodici note non ha limiti e non ha confini. Queste dodici note possono essere suonate in infiniti modi, da strumenti diversi e con infinite intenzioni diverse e grazie a queste possibilità ogni persona può esprimere quello che sente, attraverso le proprie radici, creando un qualcosa di nuovo semplicemente unendo le idee, costituendo le radici per i musicisti dopo di te

Quanto conta per voi il messaggio politico e sociale in una canzone e quanto vale la responsabilità che ne consegue? Vi sentite i portavoce di qualcuno?

Max: Nelle nostre canzoni è spesso presente un messaggio politico e sociale perché crediamo che la musica debba innanzitutto parlare alla gente, comunicare un pensiero ed esprimere un’idea. Non ci sentiamo i portavoce di nessuno se non delle nostre idee, slegate da correnti e partiti politici e basate solo sulla quotidianità. Non ci piace definirci parte di una corrente, ci piace poter esprimere il nostro pensiero in libertà senza andare a incanalarci in qualcuno degli ormai troppi stereotipi presenti nella società odierna. Ne consegue che siamo responsabili di ciò che cantiamo, esattamente come lo siamo ogni giorno quando parliamo. Responsabili solo di noi stessi e non di un’ideologia, una credenza o un partito.

Soprattutto durante le vostre esibizioni live si nota una forte tendenza alla contaminazione musicale. Il vostro è un reggae che prende in prestito elementi dal rock, dal pop, dal latin, dall’elettronica. Dedicate molto tempo agli arrangiamenti in sala prove? Quali sono gli artisti o le band da cui prendete spunto?

Max: Gli spunti vengono captati da moltissime realtà musicali. La band è composta da sei elementi e questo sottintende molteplici gusti al suo interno, ma mi prendo la libertà di dire che gli Africa Unite sono la band che personalmente preferisco, amo la loro musica, amo i loro testi e il loro percorso musicale.

A circa sei mesi dall’uscita del vostro primo disco “Radice Ribelle” immaginate di fare un bilancio complessivo dell’ultimo periodo. Che cosa è cambiato? Quali obiettivi avete raggiunto e invece quali sono ancora da raggiungere? La vittoria di Upload era fra gli obiettivi?
Max: E’ stato un periodo veramente carico di emozioni, pieno di live e supportato da un bel po’ di adrenalina, ma soprattutto tante sono state le soddisfazioni. Speriamo continui cosi’.
Di obiettivi ce ne sono molti, in primis quello di lavorare al secondo disco e di allargare il nostro pubblico cercando di uscire dalla regione.
Per quanto riguarda Upload è stata una grande soddisfazione. Non ci aspettavamo tutto questo e approfittiamo per ringraziare tutta l’organizzazione del contest!

Negli ultimi concerti avete eseguito la canzone inedita “Unico Fiore”, prima anticipazione del secondo album dei Rebel Rootz. Avete già altri pezzi in cantiere? Il secondo album vedrà delle innovazioni o dei cambiamenti nello stile? Avete già in mente eventuali collaborazioni?

Max: Ora in sala prove stiamo lavorando a nuovi pezzi. Le idee non mancano e tra poche settimane si rientra in studio per registrare altre due canzoni inedite tra cui “Unico fiore”. Posso anticipare a tutti che stiamo progettando un nuovo videoclip.

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