Ai concerti per gente pettinata arriva il bolzanino Claudio Rocchetti

Sperimentazione noise e cura catalografica per l’estetica metal: riconosco che ai più potrà suonare come un binomio bizzarro, e del resto è molto più di quanto mi sia lecito chiedere a un giovedì sera di marzo a Trento. Si tratta comunque di quanto è in programma per giovedì allo Spazio Off di via Venezia, dove Claudio Rocchetti, ospite della rassegna ZoFF!, terrà, non sappiamo in quale ordine, un live set e la presentazione del volume Dirty Armada, curato da lui stesso.
Bolzanino di nascita, trapiantato prima a Bologna e ora a Berlino, Claudio Rocchetti è uno sperimentatore in continua evoluzione, un corpo mutante della ricerca sonora che negli anni ha creato un vero e proprio universo compositivo complesso e stratificato. Sia nelle vesti di solista che nelle collaborazioni a cui ha dato vita (il progetto di improvvisazione audiovisiva Olivetty, condiviso con il videoartista Riccardo Benassi; il – da poco, con l’arrivo del batterista Tony Arrabito – quartetto elettroacustico 3/4 HadBeenEliminated, nato dall’unione con altre due figure chiave della ricerca sonora come Valerio Tricoli e Stefano Pilia; quella macchina da guerra dalle vibrazioni tribali afro-psych-funk che va sotto il nome di In Zaire, insieme al duo noise G.I. Joe: ma quelli appena elencati sono solo i suoi progetti in cui è più facile imbattersi), il denominatore comune è dato dalla dimensione artigiana nel rapporto con i suoni e dallo stretto contatto con la materia. Dopo le iniziali esperienze come chitarrista in alcune band hardcore, ha frequentato il djing in modo decisamente non scontato, scoprendo le infinite possibilità di manipolazione che i giradischi nascondono e integrandole con la ricerca elettroacustica e i field recordings, detournando il concetto di turntablism fino a farne una sorta di djing distruttivo. Siamo lontani dalla noia mortale dei set di elettronica tutti ableton-live-e-controller-midi, Rocchetti fa parte piuttosto di quegli artisti per i quali i suoni sono vero e proprio materiale da prendere, condensare e stratificare (con i giradischi modificati, con le radio malfunzionanti, con strumentazione di recupero), e le sue performance risentono delle radici hardcore, con la dimensione fisica e concreta che queste portano con sé. E talvolta accade che questa stratificazione di suoni e di esperienze porti inaspettatamente a risultati più rarefatti, con una componente melodica più individuabile, come accade nell’album The Carpenter (Boring Machines, 2009), che contribuisce a marcare il percorso sonoro dell’artista in modo sempre più personale.
Come si diceva in apertura, giovedì sarà anche l’occasione per presentare un altro progetto curato da Rocchetti, Dirty Armada – A collection of italian metal logos, che è, appunto, un raffinato volume illustrato in cui sono riprodotti e catalogati per regione di provenienza i loghi di praticamente tutti i gruppi che hanno fatto parte della galassia metal italiana. Abbiamo già avuto modo di sottolineare le radici metal/hc di Claudio Rocchetti e quanto di queste si sia conservato il richiamo nelle esperienze successive; Dirty Armada appare dunque come un atto d’amore e riconoscenza verso un genere e qualcosa di più: il catalogo di un immaginario, il racconto per immagini di una passione, l’album dei ricordi dell’adolescenza di chi si sapeva riconoscere amico magari soltanto grazie a una maglietta dei Carcass.
ZoFF! Concerti di gente pettinata vol.4:
CLAUDIO ROCCHETTI presenta DIRTY ARMADA
Giovedì 22 marzo 21.00
Spazio Off
via Venezia, 5 Trento
Per prenotare: info@spaziooff.com oppure 333 2753033