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March 8, 2012

Nina Stricker: “Vi presento il look tutto nuovo di KunStart”

Anna Quinz

Manca poco più di una settimana all’inizio di KunStart. Quella che fu, fino a 2 anni fa, la fiera di arte moderna e contemporanea di Bolzano, si veste ora di una pelle tutta nuova, diventando fiera biennale per l’arte contemporanea emergente (il marchio KunStart è anche stato rilevato da Fiera Bolzano, segno di interesse e di fiducia). Oltre al nuovo titolo e alla biennalizzazione, la fiera ha soprattutto una nuova missione, e una nuova direttrice, la giovane e attivissima Nina Stricker, che già da molti mesi lavora assiduamente a questo look tutto nuovo della fiera d’arte bolzanina.

Approfondiremo, da qui al 16 – giorno in cui la fiera inizierà ufficialmente – le varie novità di questa edizione. Prima di tutto però facciamo quattro chiacchiere con la neodirettrice, per conoscerla meglio e per conoscere la sua idea per una nuova fiera dell’arte a Bolzano (e in provincia, e in regione).

Nina, come sei arrivata alla direzione di KunStart? Cosa credi di poter dare di tuo alla fiera, che prima non aveva?

KunStart è stata rilevata da Fiera Bolzano, e quando l’ex direttore Giuseppe Salghetti ha deciso di cedere il testimone, l’ente ha cercato di dare una continuità con lo staff precedente. Giuseppe ha indicato me, ed eccomi qui. Credo, come direttrice, di poter dare un nuovo impulso alla fiera. Qui è sempre problematico confrontarsi con le diverse appartenenze linguistiche degli operatori e della politica, io sono bilingue e rispetto al mio predecessore posso portare maggiore “incastro” tra i diversi mondi. In un ruolo come questo conta molto il modo in cui ci si pone, è necessario coraggio (e questo Giuseppe Salghetti che la fiera l’ha creata l’ha sempre dimostrato), ma anche la strategia giusta. Non è una fiera semplice, è molto specifica la realtà altoatesina, e solitamente le gallerie si fanno coinvolgere se hanno fiducia nella persona che propone il progetto. In questi mesi, anche con il gruppo di lavoro creato intorno alla fiera, si è creata una specie di grande famiglia, si sono intrecciati rapporti anche personali più stretti e questo, in un’ottica di sistema è molto importante. Il fatto che io sia “nuova” e giovane, mi richiede un lavoro di intermediazione molto forte, ma in generale tutto il settore sta cambiando e si sta ringiovanendo. Ho avuto a che fare con coetanei, con cui si era alla pari, e con persone più adulte, che hanno dimostrato un supporto paterno molto significativo.

Hai parlato di sistema, forse la parola chiave di questa nuova direzione di KunStart. Mi puoi spiegare meglio?

Il Trentino Alto Adige non è una regione dalla lunga storia dell’arte, proprio per questo ha una naturale propensione verso il contemporaneo. Qui poi il potenziale artistico è anche abbinato alla ricchezza e l’interesse verso la cultura è in costante crescita. Direi anzi che l’offerta spesso supera la domanda. Questo potenziale però, sia a livello di offerta che di domanda, va canalizzato e ordinato, per evitare dispersione di risorse e di energie. L’unione fa la forza, e dunque ho cercato, fin dai primi passi per creare questa nuova fiera, di proporre alle istituzioni artistiche della regione, di fare un lavoro di squadra, di sistema, appunto. Dunque, rispetto alle edizioni precedenti, la fiera è ora un vero punto di raccolta e di presentazione delle realtà dell’arte di tutta la regione, da quelle private a quelle pubbliche, un luogo di incontro e di relazione, che dovrebbe mettere solo le basi per un lavoro di rete duraturo, al di là dei giorni di KunStart. E devo dire che l’adesione e la partecipazione degli operatori locali è stata notevole. Alla fiera saranno presenti più di 25 realtà del Trentino e dell’Alto Adige, dalle istituzioni museali alle piccole gallerie. Segno che il desiderio di condivisione e la volontà di supporto reciproco sono concetti che stanno a cuore a tutti.

Non deve essere stato facile coinvolgere gli operatori locali. La fiera, ahimè, non si porta addosso una fama proprio sempre lusinghiera…

Sì, è stato difficile, soprattutto riconquistare la fiducia di tutti, uno a uno, ma la necessità di una linea comune è stata avvertita da tutti e quindi tutti hanno aderito con entusiasmo. Se il sistema locale inizia, grazie anche a questo progetto fieristico, a ragionare in modo comunitario e non individualistico, sarà per KunStart un grande traguardo raggiunto.

Altra parola chiave di questa nuova fiera è “giovani”.

È vero, abbiamo deciso di orientare ai giovani, sia a livello di gallerie coinvolte che di artisti, la quasi totalità del progetto fieristico. In realtà, questo era un po’ un sogno fin dall’inizio, lo “start” del nome stesso della fiera, deriva dall’idea dello start up, della piattaforma per giovani artisti emergenti. Ma questo disegno non è mai stato realizzato totalmente, ora invece ci muoviamo completamente in questa direzione. In Italia in questi ultimi anni sono nate alcune esperienze simili, come The Others a Torino, e credo siano iniziative importanti, sia per le gallerie che iniziano il loro percorso che per gli artisti, che spesso faticano, per esempio ad avere un mercato. Ma anche per gli aspiranti collezionisti: le gallerie in fiera propongono principalmente opere dai prezzi “affordable”, inferiori ai 5000 €, così da stimolare anche chi ha un portafoglio non proprio ricco, di iniziare la propria collezione.

Hai lavorato molto anche ai “parallel events”…

Penso che sia importante per una fiera, che porta in città anche pubblico da fuori, offrire un insieme di eventi anche al di fuori del quartiere fieristico, che permettano di vivere la città e le sue realtà artistiche e culturali. Ed è importante anche per i cittadini, ovviamente. Abbiamo organizzato convegni e dj set, aperitivi e performance. Un pacchetto completo, che comprende anche una notte di gallerie d’arte aperte ai visitatori, e alla città.

 Foto Harry Reich

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