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February 10, 2012

A Trento, “Non succede mai niente”. Upload art Project con Luca Coser

Claudia Gelmi

Sarà inaugurata stasera alle 18 la mostra multidisciplinare dell’artista trentino Luca Coser Non succede mai niente. Curato da Federico Mazzonelli e patrocinato della fondazione Galleria Civica di Trento, il progetto multimediale sarà allestito nello spazio Upoload Art Project del capoluogo, sito in via Suffragio e dedicato alle arti visive contemporanee. Il percorso espositivo, che si dipanerà attraverso tre stanze, prende le mosse da una fotografia dell’artista da bambino mascherato da Zorro, sovrapposta al disegno di un’immagine del protagonista del film di Fritz Lang M. Il mostro di Düsseldorf.

Come ha preso forma il progetto «Non succede mai niente»?

«È nato da una sfida che mi ha lanciato il curatore Federico Mazzonelli, che ha concepito lo spazio Upload come luogo deputato a installazioni multimediali e incentrato sulla ricerca contemporanea – spiega Luca Coser – Io, che tradizionalmente sono un pittore, ho accettato dunque l’invito a esporre in questo spazio un progetto multidisciplinare: presenterò, nelle tre sale di Upload, una doppia proiezione di diapositive in loop, un video e un dipinto che riassume le tematiche sviluppate nelle prime due installazioni».

Quali tematiche ha indagato attraverso questo lavoro?

«Il progetto è uno solo e il tema gira attorno al titolo, Non succede mai niente, che si riferisce al recupero della memoria e contemporaneamente a un tempo sospeso, che sta per accadere. Nasce da una vecchia fotografia di me bambino vestito da Zorro, e dalla scoperta che tale immagine si sovrappone in maniera inquietante a un disegno che avevo realizzato anni fa, Il mostro di Düsseldorf, da un’immagine del protagonista dell’omonimo film di Fritz Lang».

Come si dispiega l’itinerario espositivo?

«In una sala vi sono due proiettori che restituiscono l’immagine del bambino e quella del disegno. Entrambi i proiettori contengono rulli caricati con cento diapositive uguali del piccolo Zorro e del mostro di Düsseldorf: avviene pertanto un passaggio circolare del tempo, che però rimane uguale, si replica. Nell’altra stanza ho installato invece un video, dal titolo Oggetti del disonore del 1975, che riprende una performance che feci durante un concerto dell’orchestra J.Futura lo scorso anno al teatro Cuminetti di Trento. In particolare, ho ripreso la parte finale del concerto, quando i musicisti accolgono gli applausi. A queste immagini ho associato un elenco di oggetti rubati da un bambino nel 1975: di nuovo appare il bambino e di nuovo vi è una sovrapposizione contrastante, nell’associare al piacevole finale di un concerto un “elenco del disonore”, appunto. Infine, nel quadro esposto nella terza stanza ho dipinto l’immagine delle due figure del bambino e del disegno sovrapposte. La sovrapposizione tra due aspetti è un Leitmotiv che ha a che vedere anche con i due aspetti dell’artista, ovvero colui che racconta con la menzogna».

La mostra Non succede mai niente rimarrà visibile fino al 10 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Informazioni: www.uploadproject.com.

Pubblicato su “Corriere dell’Alto Adige” dell’8 febbraio 2012

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