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January 18, 2012

Il Belga, Stanlio e la pipa che non è una pipa

Reinhard Christanell

Ci sono certi libretti che uno anche se non li legge subito dovrebbe comunque tenerli sempre a portata di mano. Prima o poi gli torneranno utili. Uno di questi è Un orso sbrana Baricco di Carlo Martinelli, giornalista e scrittore trentino con due passioni ben note ai lettori del Trentino Alto Adige: sport (in particolare football e ciclismo, preferibilmente in arrangiamento mitico) e libri. Si tratta di un bel volumetto di  un’ottantina di pagine che comprende tredici racconti e due poesie da leggere tutti d’un fiato e che hanno il pregio di aprirti – con una sapienza e delicatezza a volte stupefacente – gli occhi su questo o quel particolare dell’universo mondo che ancora ti era sfuggito. Tratto leggero, dunque, quello di Martinelli, frasi brevi e precise, lessico scarno ma sempre appropriato. Quasi sempre si tratta di sprazzi di vita di personaggi noti (chi nel bene, chi nel male) o addirittura famosi, sprazzi, sia detto per inciso, non certo documentati nelle biografie ufficiali e nei libri di storia ma per lo più “insignificanti”. E forse proprio per questo capaci di renderci una dimensione, una versione inaspettata, a volte stravolgente del personaggio e dei fatti narrati.

Qualche esempio: il Belga protagonista di Sabato d’agosto, tutto sommato altro non fa che fermarsi con la sua bella auto all’altezza di S. Michele all’Adige e fumarsi la pipa guardando il fiume… Chi intuisce l’identità del Belga, e non è difficile, aspira tutta la sua storia – e le sue notissime storie – attraverso quelle intense boccate di fumo… Una sensazione unica, si direbbe oggi. E poi l’incontro, del tutto casuale com’è ovvio che sia, con due giovani che vanno a sposarsi a S. Romedio alle sette di mattina. E la frase finale, illuminante: La vita di ogni uomo è un romanzo. Unico neo, se vogliamo: il narratore avrebbe potuto fare a meno di svelarci l’identità dei protagonisti (che qui teniamo gelosamente celata, leggere per conoscere), insomma di storicizzare il racconto.

Altri protagonisti del libro? Il fantastico Stan Laurel, il mitico ciclista trentino-francese Marinelli che contese una maglia gialla a Fausto Coppi, un (invero favoloso) spacciatore di poesie e una pipa che non è una pipa. Se poi qualcuno fosse interessato a conoscere l’autentico Carlo Martinelli, consiglio vivamente la lettura del racconto La funicolare di Cislenko, dove il nostro autore compare all’età di dieci anni. Siamo all’epoca degli indimenticabili Mondiali del 1966, Corea del Nord e Italia, per intenderci, Pak Doo Ik, e il piccolo Carlo di Mezzocorona conosce a memoria le formazioni di tutte le squadre partecipanti al torneo… Insomma, procuratevi il libretto (Curcu & Genovese editore) e lasciatevi sedurre dalle fantastiche storie di Carlo Martinelli.

 

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